Zocca

Descrizione

Il comune di Zocca si estende in un territorio montano a sud di Modena, vicino al confine con la provincia di Bologna. La sua posizione geografica consente, a chi volesse visitarlo, di effettuare diverse esperienze nei numerosi borghi limitrofi (Monteombraro, Montalbano, Monte Questiolo, Rosola) per ammirare castelli e restare affascinati dalle piccole vie medievali ben conservate. Zocca ha una tradizione gastronomica ben attestata, famosa per la crescentina cotta con una foglia di castagno, ma soprattutto per il borlengo e per la sua farcitura.
Famosa negli ultimi anni per aver dato i natali al cantante Vasco Rossi, Zocca ha anche una storia medievale particolarmente ricca, in quanto il borgo era noto soprattutto per il suo mercato, crocevia di scambi e di culture tra le regioni della pianura e degli Appennini.

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Cenni storici

Ufficialmente il comune di Zocca viene istituito in epoca napoleonica, ma a partire dal Medioevo troviamo numerose attestazioni che ci indicano una particolare vitalità in tutta la zona, a causa dell’alto numero di castelli ivi presenti: Monteombraro, Montecorone, Montetortore, Montalbano, Monte Questiolo, Rosola. Il territorio si trova tra le provincie di Bologna e Modena, fatto che ne comportò la contesa tra le due città proprio tra il XII e il XIII secolo. La necessità di fondare un vero e proprio agglomerato abitato si ebbe nel 1465, quando Borso d’Este decise di istituirvi un mercato per farvi confluire i commercianti della zona e favorirne gli scambi. A questi anni si fa risalire il nome Zoca, in lingua locale “ceppo/tronco di legno”, in riferimento alla piazza in cui si riunivano proprio i mercanti, attorno a un grosso tronco di castagno. Nel 1563 Alfonso II d’Este conferì ancora più importanza al mercato con riconoscimenti ufficiali, decretandone grossa fortuna e sviluppo urbano nei secoli successivi.
Sia in occasione della Prima che della Seconda guerra mondiale, Zocca subì numerose perdite tra i suoi abitanti andati a combattere al fronte o uccisi dai nazisti che occupavano i territori circostanti tra il 1943 e il 1944.

Focus narrativi

Non distanti da Zocca si possono ammirare numerosi borghi, tra i quali Montalbano e Monteombraro. In passato accoglievano dei castelli e oggi meritano sicuramente una visita per la loro antica conformazione medievale perfettamente conservata. Montalbano è anche recentemente conosciuto come “borgo dei presepi”, poiché le vie del centro si riempiono di ogni tipo di rappresentazione, molto suggestive da visionare nel continuo saliscendi di viuzze. A Monteombraro invece è riconducibile una storia molto ricca, soprattutto all’epoca degli estensi. Oggi è possibile ammirare diversi edifici di carattere storico-culturale e un esemplare di castagno secolare, che si stima avere la bellezza di 600 anni (secondo alcuni addirittura 1000) e che sarebbe stato piantato ai tempi di Matilde di Canossa.

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Nei pressi di Montombraro, sulla strada provinciale Zocca-Ciano, c’è una casa diroccata che sarebbe al centro di una maledizione. Nella cosiddetta casa di Vezzarola, a tutti i proprietari che si sono succeduti dal 1900 in poi, sono accadute delle vere e proprie disgrazie. Le cause di tale maledizione sarebbero da ricercarsi nel fatto che le fondamenta dell’edificio furono costruite con i sassi del vecchio monastero che si trovava proprio in quel luogo, dove non lontano fu trovata una fossa comune con resti di uomini morti per colera nel 1630. Ciò avrebbe dato il via a diversi episodi e disgrazie che avrebbero attanagliato i proprietari e i loro parenti: un vecchio proprietario venne ucciso a coltellate dal proprio nipote, condannato e giustiziato, ma poi sarebbe risultato innocente; un altro uomo venne fucilato dalle truppe naziste nel 1944, mentre sua figlia scomparve per un male incurabile all’età di soli 36 anni.

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Nel Comune di Zocca ricade anche il Parco dei Sassi di Rocca Malatina, area dall’eccezionale varietà di flora e fauna. Di grande estensione, il sito è famoso soprattutto per i suoi “sassi”, tre rocce acuminate che spiccano sui morbidi calanchi argillosi tipici della zona preappenninica.

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Il cosiddetto Eccidio di Ciano venne compiuto il 18 luglio del 1944. Dopo che i partigiani uccisero cinque soldati fascisti, non si fece attendere la rappresaglia, che tuttavia non era stata autorizzata dai nazisti occupanti. Per aggirare il loro divieto, i fascisti uccisero due soldati tedeschi e ne diedero la responsabilità alle truppe partigiane. In risposta a ciò, i tedeschi presero nel rastrellamento ben 40 persone tra Zocca e Castello di Serravalle. 20 di loro furono uccisi con un cappio al collo nei boschi di Ciano.

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Zocca è famosa per i suoi borlenghi, sorta di crêpe molto sottile e croccante che viene servita con la “cunza”, un ripieno fatto di lardo, aglio e Parmigiano Reggiano. Oltre ad esserci un museo in città, sono presenti diverse leggende a condire questa tradizione gastronomica importante. Una di esse riguarda l’origine della pietanza: si tramanda infatti che un signore del famoso mercato locale, al posto di preparare il pane e le focacce tradizionali, allungasse l’impasto con l’acqua in base al numero di clienti che aveva.

Spunti videoludici

Il territorio di Zocca è una location ricca di spunti per l’ambientazione di un videogioco. Anzitutto per il suo immaginario medievale e per i suoi numerosi borghi ben conservati, presta il fianco a uno strategico in tempo reale o a turni, in cui sarebbe possibile esplorare la storia e le memorie di ogni luogo.

Oltre a esperienze videoludiche in cui ambientare avventure grafiche, sarebbe interessante creare un prodotto che consenta di giocare anche con la ricca tradizione culinaria locale. Esistono molti esempi di giochi di cucina che, in stile Overcooked o Cooking Mama, consentirebbero una buona valorizzazione dei prodotti tipici del borgo.

Se infine si volesse dedicare un videogioco al celebre Vasco Rossi, beh, non si potrebbe che partire da Zocca!

[Sitografia]

Terre di castelli
Zocca Turismo
E-Borghi
Intorno al monte Cimone
Storia e Memoria di Bologna
Gazzetta di Modena
Modena Today

[Scheda Film Commission]

Emilia-Romagna Film Commission

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