Descrizione
Villa Spada è un edificio settecentesco sito a Bologna, in via Saragozza, a pochi passi dalla via che porta al santuario di San Luca. La villa è dotata di un ampio e frequentato parco all’italiana che ospita un monumento alle vittime partigiane della provincia di Bologna. All’interno della villa sono presenti la Biblioteca Tassinari ed il Museo della tappezzeria “Vittorio Zironi”.
Location
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Focus narrativi
All’interno del Parco di villa Spada ha sede un
Monumento alle Cadute partigiane dedicato alle 128 donne della provincia di Bologna che persero la vita nella lotta di liberazione dal nazifascismo. Il monumento è costituito da un muro di mattoni alto due metri e lungo circa cinquanta, all’intero del quale sono stati posti 128 mattoni con i nomi delle partigiane, incisi da alunni delle scuole elementari e medie e decorato da alunni del liceo artistico Arcangeli di Bologna. Il monumento venne realizzato nel 1975 ed era composto anche da statue di cartapesta: "La scelta di materiali deteriorabili – come riporta
Storia e memoria di Bologna – era legata all'obiettivo di costruire un monumento da rinnovare nel tempo come la memoria della Resistenza e la partecipazione condivisa al ricordo delle lotte antifascista e partigiana".
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Tra le partigiane commemorate nel monumento di cui sopra figura
Irma Bandiera. Irma è una delle più celebri donne partigiane nella storia della Resistenza. Nata l’8 aprile 1915 da famiglia benestante, con l’armistizio dell’8 settembre ’43 perde le tracce del fidanzato, fatto prigioniero a Creta e imbarcato su di una nave tedesca che venne affondata al porto del Pireo. Nel frattempo Irma inizia a collaborare con la Resistenza, divenendo staffetta nella 7a G.A.P. col nome di Mimma.
Catturata a Funo di Argelato, il 7 agosto del 1944, nell’ambito di una rappresaglia delle truppe tedesche per vendicare l’uccisione di un ufficiale tedesco, Mimma viene portata a San Giorgio in Piano e poi a Bologna. Dopo una settimana di torture, durante la quale non ha mai parlato, Irma viene uccisa tra il 13 e il 14 agosto, il suo corpo, brutalmente martoriato venne lasciato esposto dai suoi aguzzini ai piedi della collina di San Luca. Il martirio di Irma fu per i partigiani bolognesi un esempio e un incentivo alla lotta contro l’occupazione nazifascista, a lei fu dedicata una brigata operante in centro e nella periferia di Bologna.
Dopo la guerra a Irma venne riconosciuta la Medaglia d’Oro al Valor Militare.
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La villa è un luogo decisivo nella vita del
patriota Ugo Bassi. Sacerdote nato a Cento nel 1801, con le sue prediche infiammava l’uditorio suscitando polemiche e perplessità in ambienti politici ed ecclesiastici. Sentimenti rivoluzionari maturavano in tutta Europa e alle sue perorazioni venivano attribuiti sentimenti patriottici, confermati dalla sua partecipazione alla Prima guerra d’indipendenza. Combatté (e predicò) per la Repubblica di San Marco e la Repubblica Romana, caduta la quale fuggì al seguito di Garibaldi. Catturato a Comacchio, fu condotto, insieme al patriota milanese Giovanni Livraghi, a villa Spada, quartier generale degli austriaci a Bologna, dove, secondo la tradizione, i due furono tenuto prigioniero nella torretta medievale. Trasferiti in carcere, vennero giustiziati l’8 agosto 1949. A Ugo Bassi è dedicata una delle vie principali del centro storico del capoluogo emiliano. Ai piedi della statua a lui dedicata campeggiano
una squadra e un compasso: Bassi era infatti un massone.
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Il
Museo del tessuto e della tappezzeria fu fondato dal maestro d’arte tappezziera Vittorio Zironi, la sua prima sede fu Palazzo Salina Brazzetti già dal 1966. È intorno al 1990 che il museo trova collocazione nella sua sede attuale presso Villa Spada. La collezione è nata nel secondo dopoguerra con l’intento di raccogliere tessuti, accessori e strumenti che raccontassero il passato e l’evoluzione della lavorazione della tappezzeria. In seguito ha iniziato ad accogliere anche abiti e oggetti ricamati, stendardi e bandiere, documenti e testi specializzati (confluiti nella biblioteca). La collezione, donata dalla famiglia Zironi al Comune nel 2016, conta oltre seimila manufatti tessili che vanno da antichi tessuti copti provenienti da corredi funebri del IV e del XII secolo fino a tessuti artigianali di pregio degli inizi del XX secolo, tra questi due estremi sono presenti caftani ottomani, drappi giapponesi e orientali, damaschi, broccati, taffetas europee realizzate tra il sec. XVI e il XIX.