Descrizione
Le Valli di Comacchio costituiscono una delle più vaste zone lagunari d’Italia. Conservano un habitat faunistico tra i più variegati del Paese e sono state location di alcuni grandi film della storia del cinema. Ricche di storia e archeologia, costituiscono un unicum grazie allo sviluppo del mestiere di caccia all’anguilla, attività che ha determinato la fortuna della zona e la diffusione di intriganti storie di contrasti tra pescatori di frodo e autorità di polizia.
Location
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Focus narrativi
Recentemente è stato portato alla luce il
relitto di uno scafo romano. Oltre a dimostrare la navigabilità delle acque, ciò ci permette di verificare la fiorente attività commerciale della zona già in epoca antica. Si pensa che l’imbarcazione sia affondata intorno al 10 a.C., abbandonata dall’equipaggio dopo il naufragio. Di notevole interesse storico i materiali che trasportava: dagli oggetti più umili come ghiaie e legnami, fino a quelli più pregiati, come anfore, monili in bronzo e lingotti di piombo.
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Nei primi mesi del 1321, lungo il viaggio di ritorno da Venezia a Ravenna,
Dante Alighieri passò nei pressi delle Valli di Comacchio. L’aria malsana che avvolgeva il luogo costò cara al poeta fiorentino (le fonti a riguardo sono ormai abbastanza certe): lì contrasse infatti la malaria che lo portò alla morte nel settembre dello stesso anno.
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La storia delle Valli è strettamente legata alla principale attività che i lavoratori locali hanno svolto nel corso dei secoli fino ad oggi:
la pesca dell’anguilla. Grazie a questo pesce sono nati mestieri che hanno determinato lo sviluppo della zona e della città di Comacchio. La cattura dell’anguilla ha inizio nel mese di ottobre e si rivela particolarmente fruttuosa durante le notti di burrasca.
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Il mestiere di caccia all’anguilla venne regolamentato presto dalle autorità locali, che trattenevano tutto il pescato ma pagavano un salario ai pescatori. Sulla base di ciò si verificarono spesso
contrasti tra pescatori di frodo e guardie che agivano per la salvaguardia della legalità e del monopolio statale. Una sorta di battaglia che in piccolo rievoca i contrasti tra i pirati e le flotte marinare. “Fiocinini” erano chiamati coloro che pescavano di frodo e che intendevano il loro ruolo come un vero e proprio status familiare da portare avanti di padre in figlio: se si nasceva fiocinino insomma, lo si rimaneva a vita.
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In un articolo del Resto del Carlino del 2011 venne intervistato Elio Ghiberti, ultimo
fiocinino rimasto in vita: “I suoi richiami per la caccia, che riproducono germani e codoni in scala ridotta, sono famosi. Si dice che gli avvocati di Bill Clinton ne possedessero alcuni”.
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Le Valli hanno fatto da location per alcuni dei registi e sceneggiatori più famosi della
storia del cinema italiano. Tra i film qui ambientati troviamo
La donna del fiume (di Mario Soldati, 1955; tra gli sceneggiatori Pier Paolo Pasolini e nel cast Sophia Loren),
L’Agnese va a morire (di Giuliano Montaldo, 1976).
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L’habitat naturale dell’avifauna delle Valli è il più ricco della penisola. Recentemente si è stabilita lì una
colonia di fenicotteri rosa, senza trascurare i numerosi esemplari di altre specie come aironi e martin pescatore.
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Le Valli furono un luogo importante per la
Resistenza italiana. Negli ultimi anni del conflitto molti “partigiani in barca” trovarono rifugio nei casoni di pesca allestiti sulle sponde delle valli. Comacchio fu la prima città liberata dai soli partigiani.
Fonti e link
[Bibliografia]
- A. Zamboni, I casoni di valle, «Ferrara Voci», 28, 2008
- AA. VV., Sorella anguilla. Pesca e manifattura nelle Valli di Comacchio, Nuova Alfa Editore, 1990
[Sitografia]
Comune di Comacchio
Italia.it
Il Resto del Carlino - "L'ultimo fiocinino"
Po Delta Tourism
Parco del Delta del Po
[Scheda Film Commission]
Emilia-Romagna Film Commission
[Altri contenuti utili]
Slow Tour - Valli di Comacchio
La Sagra dell'Anguilla
Documentario "Le Valli di Comacchio", Antonio Sturla, 1934