Triora - Foto di Alessandro Vecchi, licenza CC-BY-SA-3.0, da Wikimedia Commons

Triora

Descrizione

Il piccolo borgo ligure di Triora ha vissuto un momento di grande popolarità nell’età moderna, precisamente quando la caccia e i processi alle streghe ebbero lì la loro maggior diffusione, tra 1587 e 1589.

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Cenni storici

Di origine pre-romana, il borgo venne fondato inizialmente dalla popolazione dei Liguri Montani, per poi essere incluso all’interno dei domini dei romani. Nel 1261 passò sotto il controllo della Repubblica genovese, dove godette di prestigio e una invidiabile posizione politica.

Vennero ingrandite le mura rendendo il borgo più sicuro dal punto di vista militare e ci fu sempre una gran considerazione da parte dei genovesi su Triora, specie per la volontà e l’autodeterminazione del suo popolo (come in occasione delle guerre contro Pisa, quando Triora mandò circa 250 balestrieri a sostegno di Genova). Resistette strenuamente anche nel ‘600, quando l’esercito del Ducato di Savoia tentò invano di conquistare il borgo, nonostante i successi ottenuti sui paesi vicini. Triora cadde con la Repubblica di Genova nel 1797 per opera di Napoleone e successivamente cominciò il suo declino fino alla Seconda guerra mondiale, quando venne rasa al suolo e incendiata dai nazisti.

Il periodo storicamente più interessante riguarda i processi per stregoneria avvenuti tra il 1587 e il 1589 L’opera delle autorità fu spietata nel perseguire i propri fini politici e particolare interesse riscossero i processi tenutisi a Triora, piccolo borgo ligure in provincia di Imperia, tra il 1587 e il 1589. I documenti di questi processi (o quello che ne è rimasto), sono conservati presso l’Archivio di Stato di Genova.

Focus narrativi

Triora fu teatro di una terribile carestia che si protrasse per ben due anni. Una soluzione ragionevole parve quella di inviare alcuni rappresentanti della Santa Inquisizione direttamente da Genova per indagare sul caso. Le donne processate furono circa trenta: a loro si imputò l’origine della carestia, ma tra le accuse figurano anche atti di cannibalismo, infanticidio, uccisioni di bestiame. La giustizia affidò all’Inquisizione diverse parti del processo; vi furono confessioni estorte tramite la tortura sostenute da fallaci prove giuridiche. Le suggestioni popolari e le implicazioni politiche determinarono a Triora, come nella stragrande maggioranza dei casi, la condanna di cittadini del popolo colpevoli di aver seguito il progetto del Demonio.

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Nonostante gli studi effettuati sugli archivi conservati riportino una maggiore diffusione dei processi per stregoneria nei Paesi del centro Europa (soprattutto Germania, Polonia e Francia), in Italia il fenomeno raggiunse l’elevato numero di 5.000 processi tra ‘400 e ‘600. La caccia alle streghe è un tema caro sia alla cultura popolare che alla letteratura italiana: basterà ricordare la vicenda descritta nella Storia della colonna infame (1842) da Alessandro Manzoni. Il testo esprime bene la connessione tra esercizio del potere, giustizia e società. La vicenda, lo ricordiamo, riguardava l’epidemia di peste che colpì Milano nel 1630 e causata, a dire della giustizia, da due presunti untori ingiustamente additati da una donna del popolo.

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Proprio in quegli anni il tema della stregoneria fu molto dibattuto in tutta Europa, come testimoniano numerosi trattati di demonologia diffusisi su tutto il continente. In particolare quello di Jean Bodin, Demonomania de gli stregoni (1580), che ebbe da subito grandi risonanza e diffusione anche in Italia. La pubblicazione del trattato e la sua celere diffusione vanno di pari passo con i processi svoltisi a Triora tra il 1587 e 1589 e nei paesi vicini (Sanremo e Castel Vittorio) negli anni immediatamente successivi.

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Il Museo di Triora Etnografico e della Stregoneria, dal cui portale sono tratte le immagini della nostra gallery, racchiude al suo interno un percorso che parte dalle tradizioni locali e giunge infine, nei sotterranei, a quattro sale dedicate alla storia della stregoneria: vi sono ricostruite scene di interrogatori e di prigionia; sono inoltre esposti documenti dei processi.

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Nei documenti dei processi emergono storie allo stesso tempo affascinanti e orribili, come quella di Caterina moglie di Marco Cappone. Ne parla il Commissario Giulio Scribani nella sua missiva al Doge e ai Governatori della Repubblica di Genova, il 27 giugno 1588: “non però volse confessare anzi continuamente stete sempre Intrepida senza dimostrare mai segno alcuno di dolore ben che minimo, la quale l’indomani alla matina senza tormento ne minaccia alcuna Ispirata da Dio Confesso le piu essecrande sceleratezze che Immaginar si possono et spetialmente d’hauer uciso tre suoi proprij figli et fatto disperdere due donne Grauide fra le quali una sua cugnata”.
Colpisce anche la storia di Antonina, una delle tre sorelle di Andagna, moglie di Giacomo Laugna, che “quattro, o, cinque anni sono li morse due figliole cio e una di etta sei mesi In circa la quale essendo molto Grassa et sana una sera quando la posero In letto la mattina la rirourno morta, l’altra potra hauere poco manco di un Anno, et non hanno mai saputo di che malatia sieno morti essendo senza male alcuno” (30 luglio 1588).
L’accostamento tra stregoneria e peste emerge in un manoscritto del 29 giugno 1588: “Da Triora, loco ignobile, è venuto hoggi condute dal barigelo 13 donne strie e un huomo, e si dice che quel loco sia quasi machiato tutto di simil peste” (da La causa delle streghe di Triora. I documenti dei processi (1587-1618))

Spunti videoludici

La storia di Triora costituisce un terreno fertile dal punto di vista creativo: il denso background narrativo e culturale del piccolo borgo ligure offre infatti affascinanti spunti per un videogame. Esiste un videogioco mai completato – Samhain – ispirato proprio alle vicende di Triora: un’avventura appartenente al genere horror che aveva colto il potenziale degli eventi legati alla caccia alle streghe. Potrebbe essere essa stessa lo spunto per un nuovo videogioco dedicato a Triora.

[Bibliografia]
Alfonso Assini, Paolo Fontana, Gian Maria Panizza, Paolo Portone (a cura di), La causa delle streghe di Triora. I documenti dei processi (1587-1618), Pro Triora Editore, 2014
Jean Bodin, Demonomania de gli stregoni, trad. it. di Ercole Cato, a cura di Andrea Suggi, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma, 2006
Ornella Rossi Borghesano, Dalle streghe liberaci o Signore, Maremmi Editore, Firenze, 2004
Rita Ramberti, Demoni, streghe e pace civile. Discussione sulla demonomania di Jean Bodin, secondo una recente edizione, Università di Bologna, Dipartimento di Filosofia, 2008
Stefano Moriggi, Le tre bocche di Cerbero. Il caso di Triora: le streghe prima di Loudun e di Salem, Bompiani, Milano, 2004

[Sitografia]
Museo Triora
Triora, la Salem d’Italia. Storia del più grande processo per stregoneria svoltosi in Italia nel 1587, Ippolito Edmondo Ferrario, Articolo «InStoria» n. 13, Giugno 2006

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