Descrizione
Nel giardino del Museo Nazionale di Villa Giulia, tra il ninfeo e l’ala destra del Museo, si può osservare la proposta ricostruttiva, a grandezza naturale, del tempio etrusco-italico da Alatri. Il tempio, riconducibile al tipo tuscanico di Vitruvio, presentava due successive fasi edilizie: al corpo originario, costituito da una cella con pronaos antistante, fu aggiunto in un secondo momento, sul retro, un portico analogo a quello della facciata. Facevano parte del ricco apparato decorativo i frammenti di terrecotte architettoniche policrome, che ornavano la trabeazione e gli spioventi del frontone, e le antefisse. Al di là delle valenze connesse agli aspetti filologici, la proposta ricostruttiva costituisce una delle più antiche sperimentazioni di musealizzazione all’aperto di un complesso archeologico.
Location
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Focus narrativi
“Dopo il ritrovamento dei resti del tempio ad Alatri,
Adolfo Cozza, cultore di lettere classiche, scultore, amico del ministro della Pubblica Istruzione, Direzione generale Antichità e belle arti, redattore della Carta archeologica d’Italia, collaboratore di Sacconi alla realizzazione del Monumento a Vittorio Emanuele a Roma, nel 1890, ricostruì nei giardini del Museo di Villa Giulia una
copia a grandezza naturale del tempio, completo degli elementi decorativi fittili, un vero modello tridimensionale di insuperabile intento didattico” (da culturafrusinate.wordpress.com)
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Al
Museo Civico di Alatri è esposto un
modello in scala 1:10 del Tempio di Alacri, mentre i resti rinvenuti sono conservati al Museo di Villa Giulia, accanto alla riproduzione in scala 1:1 del Tempio.