Descrizione
La Staveco è un ex cittadella militare abbandonata nel cuore della città di Bologna, che si estende verso le colline e chiusa tra via San Mamolo, via Castiglione e viale Enrico Panzacchi. Si divide in più zone utilizzate soprattutto durante la Prima e la Seconda guerra mondiale per la produzione di materiale bellico. L’area è grande quasi quanto 10 campi da calcio e oggi è abbandonata in attesa di un intervento di riqualificazione.
Focus narrativi
Il
Laboratorio Pirotecnico nasce con l’idea di creare un impianto bellico al sicuro tra le retrovie e capace di fornire velocemente dei rifornimenti per la battaglia. L'attività produttiva consisteva nel confezionamento di miscele esplosive detonanti, un’operazione molto pericolosa che veniva svolta nella zona Lunetta Gamberini, distante dal centro urbano. Inoltre il Laboratorio si occupava anche della lavorazione e caricamento delle munizioni, un processo che invece avveniva nella sede principale. Durante il periodo della Grande Guerra si arrivò a una produzione di circa 2 milioni di cartucce nuove al giorno.
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Nonostante la messa in sicurezza dell’impianto e delle manovre di produzione ci furono
diversi incidenti testimoniati in una lapide commemorativa del 1924 sia per i caduti al fronte sia per gli operai morti nel Laboratorio Pirotecnico.
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Durante le fasi di attività maggiore del complesso
la forza lavoro del Laboratorio era prettamente femminile: 3277 operai militari (maschi), 989 operai comuni (maschi) e ben 6063 operaie. Questo perché all’epoca le donne venivano pagate 1,50 lire orarie invece che le 2 lire piene degli uomini.
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Negli anni ’80 la Staveco è
uno dei più grandi stabilimenti pubblici bolognesi insieme alla Manifattura Tabacchi, l’Officina delle Ferrovie Adriatiche e la Fabbrica per proiettili di Cannoni e Mortai dei Prati di Caprara. Questo complesso di edifici spingono la città di Bologna a ottenere il primato regionale della meccanica, grazie anche al supporto di piccole e medie officine come Calzoni, De Morsier e Barbieri
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La Staveco è anche nota per diversi
fatti di cronaca tra cui la recente morte della giovane Linda Caso, trovata senza vita la mattina del 14 maggio 2019 al primo piano della struttura. I carabinieri hanno pensato a un’overdose di droga, ma le cause precise della sua morte rimangono ancora un mistero.