Statua della Bonissima

Descrizione

Statuetta di 137cm collocata a Modena, Piazza Grande, in un angolo del Palazzo del Comune. La statua, che domina la piazza principale di Modena dal Duecento, rappresenta una donna con una lunga treccia e nel corso dei secoli è stata associata a diverse figure femminili storiche e mitiche tra le quali Matilde di Canossa.

Location

Get directions

Cenni storici

Lo storico trecentesco Bonifacio da Morano data la collocazione di questa statua al 1268 «davanti all’ufficio delle bollette (o della Bona Stima)». Da bona stima proverrebbe dunque il nome della statua, la quale, a mo’ di nume tutelare, doveva rappresentare l’onestà nei commerci. Sebbene non vi sia accordo tra gli studiosi sulla posizione esatta della statua (al di sopra di un grosso masso corretto da colonnine o al di sotto di una edicola colonnata), è certo che la Bonissima sia stata ricollocata nel 1468 nella posizione attuale, sopraelevata in un angolo del palazzo comunale all’incrocio tra Piazza Grande e via del Castellaro. La posizione sopraelevata, nella piazza principale della città ne ha fatto un simbolo di Modena, tant’è che un motto modenese dice: «famosa come la Bonissima». Nonostante la sua fama, tuttavia, l’origine di questa statua non è del tutto confermata e su di essa circolano leggende e ipotesi diverse (vedi Focus narrativi).

Focus narrativi

Originariamente la statua doveva essere formata da un unico blocco di pietra ricavato da resti romani riutilizzati nel corso della costruzione del Duomo della città e scolpito, forse, intorno al 1200. La testa, tuttavia, è di marmo greco e non di bianca pietra calcarea come il resto del corpo. L’originale testa si è perduta, dunque, nel corso dei secoli mentre la testa attuale è possibile che provenga da altro materiale di spoglio risalente all’epoca romana.

***

Si dice che la statua ricordi Matilde di Canossa. La Grancontessa era considerata una benefattrice dai modenesi per essere intervenuta in una disputa sulle reliquie di San Geminiano durante la traslazione di queste nel nuovo Duomo di Modena (vedi scheda Duomo di Modena). Nel corso della traslazione, come riportato da una Relatio translationis corporis Sancti Geminiani, Matilde fa ingenti donazioni al Duomo in onore del santo. L’ipotesi sarebbe suffragata dalla coincidenza della ricollocazione della statua nel giorno dell’anniversario della traslazione delle spoglie di San Geminiano nel Duomo (30 aprile), e dal fatto che la statua stringe, nella mano sinistra, una sfera che potrebbe ricordare il melograno, frutto legato alla figura della Contessa.

***

Secondo una leggenda molto comune, la Bonissima sarebbe una nobildonna duecentesca che avrebbe aiutato gli indigenti della città nel corso di una grave carestia. Questo racconto ha forme varie e diverse, qui si riporta quello di G.J. Molza in La sfinge di Modena (ossia la “Bonissima”). Secondo Molza, la Bonissima sarebbe la nobildonna Maria Molza la quale, travestita da mendicante, avrebbe bussato alle porte delle famiglie benestanti, nel corso di detta carestia, per ottenere cibo. Rifiutata ovunque, avrebbe trovato asilo per la notte nella casa di una povera famiglia. Tornata il mattino seguente al suo palazzo portando con sé una mela (dettaglio, ancora, che la lega con la sfera nella mano della statua), avrebbe organizzato una grande festa per ricompensare la famiglia che l’aveva ospitata e punire i ricchi che erano stati avari con la finta mendicante.

***

Tra i bassorilievi del Duomo è presente una figura del tutto simile nel vestiario alla Bonissima.

***

La statua si trova nella sua collocazione attuale fin dal Quattrocento, è stata spostata soltanto durante un restauro e nel corso della Seconda guerra mondiale per proteggerla dai bombardamenti.

Spunti videoludici

L’origine della Bonissima rimane un mistero, un cono d’ombra sul quale indagare. Questa figura, tuttavia, è una presenza costante nella storia di Modena, un’osservatrice immobile dello scorrere del Tempo: un videogioco potrebbe adottare il suo punto di vista: ella potrebbe diventare narratrice o, all’inverso, diventare oggetto di un racconto che ne dipani il mistero.

La celebre statua potrebbe essere utilizzata, altresì, come spunto per narrare la figura di Matilde di Canossa: la Grancontessa fu un personaggio decisivo per la storia italiana nel contesto della lotta per le investiture e, pur non essendo comprovata la corrispondenza tra Matilde e la Bonissima, le due figure femminili (l’una reale, l’altra immaginaria) ricoprono grande rilevanza nella storia di Modena, un’opera videoludica potrebbe muovere le mosse da questa sovrapposizione.

[Bibliografia]

– Molza G.J., La sfinge di Modena (ossia la Bonissima), Modena, STEM, 1971.
– Bertolani Del Rio M., La statua della «Bonissima» rappresenta Matilde di Canossa?, Modena, Aedes Muratoriana, 1971.
– Bertoni G., Vicini E. P., La statua della “Bonissima” a Modena, in «Cultura Neolatina», vol 2, fasc. 3, Modena, Società tipografica modenese, 1942.
– Zanfi L., La storia ed Modna: acsè a la bouna, come am la cunteva mê nôn, Modena, Modena libri, 1988.
– Zanfi L. Contini C., La tradizione popolare modenese: antologia di proverbi, modi di dire, usanze e curiosità, Finale Emilia, Edizioni CDL, 1992.

[Sitografia]

Unesco
Modena Today

Contact Listing Owner