Descrizione
Sarsina è un piccolo comune sviluppatosi sul fianco di un’alta collina che domina la valle in cui scorre il fiume Savio. Il paese nasce grazie alla sua strategica posizione geografica che lo ha reso oggetto di contese fin dall’epoca romana. Ha dato i natali al grande commediografo Tito Maccio Plauto e ospitato San Vicinio.
Location
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Focus narrativi
Per un approfondimento sulla
Basilica di San Vicinio e sugli spunti narrativi legati al santo ad essa dedicata, continua la lettura
qui.
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Sarsina è presente nella
Descriptio provinciæ Romandiolæ, un rapporto statistico richiesto dal cardinale Anglico de Grimoard della Provincia Romandiolæ nel 1371. Durante questo periodo, fino alla metà del XVI secolo, parte della regione era amministrata dallo Stato Pontificio. Nel manoscritto è contenuta una scrupolosa
descrizione topografica e amministrativa dei luoghi, dei tributi raccolti e delle persone che dovevano pagarli. È considerata una delle maggiori fonti di informazioni riguardo il territorio romagnolo durante il Medioevo. Il documento originale è custodito nell’Archivio Segreto Vaticano. Sarsina, sebbene fosse considerata una cittadina importante in quanto sede vescovile, viene descritta nel documento come una città in decadenza.
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A poca distanza dal centro di Sarsina è possibile visitare il
Parco Comunale delle Marmitte dei Giganti. Il Parco si estende lungo un percorso storico e attraversandone il sottobosco è possibile scorgere numerosi artefatti della storia locale, come i resti di un ponte in pietra o alcune case coloniche abbandonate da tempo. Il nome del parco deriva da un chiaro richiamo alle credenze popolari. Al suo interno sono infatti diffuse delle incavature regolari aperte nella roccia che venivano associate a enormi calderoni usati dai giganti per cucinare il proprio pasto. Dietro alla tradizione folcloristica è possibile osservare un processo geologico molto raro. Per creare queste cavità sono necessari interi millenni di continua erosione in cui i detriti trascinati da un corso d’acqua colpiscono sistematicamente la roccia con un moto circolare.
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Tra le vie del comune è possibile scorgere la
“Casa di Plauto”. Chiaramente non si tratta della vera casa di Plauto ma, nel corso del tempo, al suo interno sono state incorporate strutture murarie che risalgono fino all’epoca romana. La tradizione popolare, a partire dal Seicento, ha legato con affetto il nome del noto commediografo all’edificio più antico del paese.
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Poco più in alto di Sarsina, sulla cima di una collina che sovrasta il comune, risiede l’
antico borgo di Calbano. Questo complesso di abitazioni rappresentava la difesa finale per le popolazioni umbre e romane e la sua storia scorre parallela a quella di Sarsina. Nel X secolo viene eretto il castello e nel XIII la chiesa di sarsinate ne ottiene il possesso. Durante la prima metà del XV secolo il castello venne conquistato dai Malatesta di Cesena che furono costretti alla fuga già nel 1463 dalle truppe del Papa e del Duca di Montefeltro. Il castello è rimasto pressoché intatto fino a oggi con le sue due torri circolari mozzate che continuano a proteggere l’ingresso della rocca.
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Nell’opera
Dell’antichità di Sarsina e del Trionfo e Triclinio de’ Romani, Filippo Antonini racconta di un incontro con il vescovo di Sarsina durante un soggiorno a Bologna. Il vescovo – dal 1581 al 1600 – Angelo Peruzzi, confidò ad Antonini di voler far realizzare una
statua di Plauto: “Tratta di far fare a Sarsina una Statua di Plauto”. Secondo un’altra testimonianza letteraria scritta da Vincenzo Masini nel suo poema
Il Zolfo, la statua fu effettivamente realizzata e collocata in una piazza del paese: “Plauto, poeta comico celebratissimo ebbe per patria Sarsina, nella piazza della quale vedesi la di lui statua di marmo”. Purtroppo questa scultura dedicata a Plauto è andata misteriosamente persa.
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All’interno del comune di Sarsina attende abbandonata la
piccola frazione di Castel d’Alfero: un piccolo borgo medievale sottoposto al vincolo di tutela monumentale. Dell’antico avamposto resta poco, le mura di cinta sono state distrutte nel 1968 mentre le abitazioni conservano qualche elemento della loro funzione di abitazione rurale. Interessanti i segni scolpiti sulla superficie degli architravi ancora presenti, come ad esempio dei nodi gordiani.
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In
Sarsina 28 settembre 1944. La rappresaglia tedesca nei documenti dello Special Investigation Branch, Massimo Scarani racchiude il suo lavoro di ricerca durato oltre trent’anni sulla
strage nazista avvenuta a Sarsina tra il 27 e il 28 settembre del 1944. Il volume propone un’interessante punto di vista: quello delle autorità militari inglesi che svolsero le indagini sull’eccidio commesso dalle truppe tedesche.
Fonti e link
[Bibliografia]
- Paolo Cortesi,
Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità dell’Emilia Romagna, Roma, Newton Compton, 2011.
[Sitografia]
Comune di Sarsina
Sarsina Turismo
[Scheda Film Commission]
Emilia-Romagna Film Commission