Sarsina

Descrizione

Sarsina è un piccolo comune sviluppatosi sul fianco di un’alta collina che domina la valle in cui scorre il fiume Savio. Il paese nasce grazie alla sua strategica posizione geografica che lo ha reso oggetto di contese fin dall’epoca romana. Ha dato i natali al grande commediografo Tito Maccio Plauto e ospitato San Vicinio.

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Cenni storici

Le prime testimonianze storiche di una presenza stabile di un popolo nel territorio di Sarsina sono riconducibili al IV secolo a.C.. Prima ancora dei romani, tutta la valle del Savio era popolata dagli umbri. Nell’area del comune, in particolare nella zona adiacente l’attuale piazza Plauto, sono state scoperte tracce di costruzioni in legno destinate sia ad uso abitativo sia commerciale.
Nel 266 a.C. l’insediamento fu conquistato dai romani che la convertirono in una città alleata e, come per le altre civitas foederata, consentirono agli abitanti del luogo una certa autonomia e maggiori privilegi.
Durante il I secolo a.C. l’antica Sarsina attraversa una riorganizzazione urbanistica e architettonica. Venne applicata una progettazione sistematica della città secondo i canoni romani, che andò a fondersi con quella preesistente: le strade furono realizzate ad assi paralleli, vennero eseguiti dei terrazzamenti e l’abitato fu protetto da una massiccia cinta di mura.
Sarsina in questo periodo vive un notevole sviluppo economico, grazie agli scambi commerciali con il porto di Ravenna e la crescita di diverse corporazioni di artigiani, carpentieri e fabbricanti di tessuti che terminerà alla fine del III secolo d.C.
A segnare il declino della città furono delle pesanti e violente incursioni da parte di alcune popolazioni barbare che ne devastarono il territorio. A testimonianza di questi attacchi, sono stati rinvenuti in alcune abitazioni, degli evidenti segni di incendi riconducibili al termine del III secolo. Le scorribande dei barbari nella zona, della cui identità non si ha la certezza storica (secondo alcune ipotesi appartenevano ai Visigoti o Eruli), continueranno in maniera irregolare fino al 470.
Nel 757 Sarsina, insieme ad altre città limitrofe alla capitale Ravenna, fu annessa all’Esarcato d’Italia.
Data la sua posizione e soprattutto la presenza di una sede vescovile, nel corso dei secoli successivi divenne una città contesa tra feudatari e signorotti. Venne governata da svariate dinastie come quella degli Ordelaffi, dei Malatesta e dei Veneziani.
Durante gli eventi della Seconda guerra mondiale anche Sarsina non fu risparmiata dalle crudeltà naziste. Nel 1944 una ritorsione da parte dell’esercito nazista procurò alla città ingenti danni, morti e feriti. La resistenza del comune fu premiata nel dopoguerra con la Croce di guerra al valor militare.

Focus narrativi

Per un approfondimento sulla Basilica di San Vicinio e sugli spunti narrativi legati al santo ad essa dedicata, continua la lettura qui.

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Sarsina è presente nella Descriptio provinciæ Romandiolæ, un rapporto statistico richiesto dal cardinale Anglico de Grimoard della Provincia Romandiolæ nel 1371. Durante questo periodo, fino alla metà del XVI secolo, parte della regione era amministrata dallo Stato Pontificio. Nel manoscritto è contenuta una scrupolosa descrizione topografica e amministrativa dei luoghi, dei tributi raccolti e delle persone che dovevano pagarli. È considerata una delle maggiori fonti di informazioni riguardo il territorio romagnolo durante il Medioevo. Il documento originale è custodito nell’Archivio Segreto Vaticano. Sarsina, sebbene fosse considerata una cittadina importante in quanto sede vescovile, viene descritta nel documento come una città in decadenza.

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A poca distanza dal centro di Sarsina è possibile visitare il Parco Comunale delle Marmitte dei Giganti. Il Parco si estende lungo un percorso storico e attraversandone il sottobosco è possibile scorgere numerosi artefatti della storia locale, come i resti di un ponte in pietra o alcune case coloniche abbandonate da tempo. Il nome del parco deriva da un chiaro richiamo alle credenze popolari. Al suo interno sono infatti diffuse delle incavature regolari aperte nella roccia che venivano associate a enormi calderoni usati dai giganti per cucinare il proprio pasto. Dietro alla tradizione folcloristica è possibile osservare un processo geologico molto raro. Per creare queste cavità sono necessari interi millenni di continua erosione in cui i detriti trascinati da un corso d’acqua colpiscono sistematicamente la roccia con un moto circolare.

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Tra le vie del comune è possibile scorgere la “Casa di Plauto”. Chiaramente non si tratta della vera casa di Plauto ma, nel corso del tempo, al suo interno sono state incorporate strutture murarie che risalgono fino all’epoca romana. La tradizione popolare, a partire dal Seicento, ha legato con affetto il nome del noto commediografo all’edificio più antico del paese.

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Poco più in alto di Sarsina, sulla cima di una collina che sovrasta il comune, risiede l’antico borgo di Calbano. Questo complesso di abitazioni rappresentava la difesa finale per le popolazioni umbre e romane e la sua storia scorre parallela a quella di Sarsina. Nel X secolo viene eretto il castello e nel XIII la chiesa di sarsinate ne ottiene il possesso. Durante la prima metà del XV secolo il castello venne conquistato dai Malatesta di Cesena che furono costretti alla fuga già nel 1463 dalle truppe del Papa e del Duca di Montefeltro. Il castello è rimasto pressoché intatto fino a oggi con le sue due torri circolari mozzate che continuano a proteggere l’ingresso della rocca.

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Nell’opera Dell’antichità di Sarsina e del Trionfo e Triclinio de’ Romani, Filippo Antonini racconta di un incontro con il vescovo di Sarsina durante un soggiorno a Bologna. Il vescovo – dal 1581 al 1600 – Angelo Peruzzi, confidò ad Antonini di voler far realizzare una statua di Plauto: “Tratta di far fare a Sarsina una Statua di Plauto”. Secondo un’altra testimonianza letteraria scritta da Vincenzo Masini nel suo poema Il Zolfo, la statua fu effettivamente realizzata e collocata in una piazza del paese: “Plauto, poeta comico celebratissimo ebbe per patria Sarsina, nella piazza della quale vedesi la di lui statua di marmo”. Purtroppo questa scultura dedicata a Plauto è andata misteriosamente persa.

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All’interno del comune di Sarsina attende abbandonata la piccola frazione di Castel d’Alfero: un piccolo borgo medievale sottoposto al vincolo di tutela monumentale. Dell’antico avamposto resta poco, le mura di cinta sono state distrutte nel 1968 mentre le abitazioni conservano qualche elemento della loro funzione di abitazione rurale. Interessanti i segni scolpiti sulla superficie degli architravi ancora presenti, come ad esempio dei nodi gordiani.

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In Sarsina 28 settembre 1944. La rappresaglia tedesca nei documenti dello Special Investigation Branch, Massimo Scarani racchiude il suo lavoro di ricerca durato oltre trent’anni sulla strage nazista avvenuta a Sarsina tra il 27 e il 28 settembre del 1944. Il volume propone un’interessante punto di vista: quello delle autorità militari inglesi che svolsero le indagini sull’eccidio commesso dalle truppe tedesche.

Spunti videoludici

Le radici di Sarsina affondano rigogliose nella storia antica grazie alla presenza delle popolazioni umbre e soprattutto romane. Nel corso dei secoli il territorio del comune ha attraversato periodi di notevole sviluppo economico ma anche di profonda crisi. Gli attacchi da parte dei barbari da nord, le guerre tra nobili durante il Medioevo e le crudeltà del secondo conflitto mondiale hanno forgiato un piccolo comune orgoglioso della sua storia. Lo sviluppatore può basare la narrazione del proprio titolo sui personaggi storici come San Vicinio (e gli aspetti legati alla taumaturgia) o Plauto (basandosi sulle opere) o ancora sull’anonimo autore del Descriptio provinciæ Romandiolæ che ha attraversato il territorio compilando un resoconto che ricorda quasi un diario di gioco. Da non sottovalutare anche il patrimonio naturalistico e architettonico grazie alla presenza delle marmitte dei giganti, dei reperti conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Sarsina e delle piccole frazioni del comune.

[Bibliografia]

– Paolo Cortesi, Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità dell’Emilia Romagna, Roma, Newton Compton, 2011.

[Sitografia]

Comune di Sarsina
Sarsina Turismo

[Scheda Film Commission]

Emilia-Romagna Film Commission

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