Descrizione
Capolavoro dell’arte etrusca in terracotta, famoso nel mondo. Formato da una cassa a forma di letto da convito (kline) e da un coperchio con la rappresentazione di una coppia coniugale semidistesa a banchetto, alla moda orientale, il sarcofago è in realtà un’urna cineraria destinata ad accogliere le ceneri di due defunti. Il reperto è conservato al Museo Nazionale di Villa Giulia.
Location
Get directions
src="https://www.google.com/maps/embed/v1/place?q=41.91829543305717,12.47849503439329&key=AIzaSyCeYjHtEdNCpL9l68QilMLNa_ebRx0CDw8">
Focus narrativi
L'uomo con il busto nudo e il resto del corpo coperto dal mantello cinge con
gesto amoroso le spalle della donna, abbigliata con cappello e calzature con la punta rialzata; entrambi nelle mani tenevano vasi o altri oggetti da mensa, non conservati. La costruzione del Sarcofago ci narra qualcosa della società etrusca: la donna era infatti tenuta in notevole considerazione e l'atteggiamento dell'uomo nei confronti della
figura femminile esalta questo positivo rispetto.
***
Nella rappresentazione della coppia a banchetto, tema tanto frequente nei monumenti funerari, è colto un momento importante della vita aristocratica etrusca, che esaltava il rango e l'opulenza e rifletteva antichi ideali e forme rituali derivate dal mondo greco omerico.
***
L'opera, modellata in un unico momento, ma tagliata verticalmente in due metà per evitare danni durante la cottura, in origine doveva essere ravvivata da forti colori di cui resta traccia sulle gambe del letto conviviale, colori che in parte si conservano nel
sarcofago gemello, anch'esso da Cerveteri, al
Museo del Louvre di Parigi dal 1863. L'attenzione dello scultore è concentrata sulle teste dalla nuca molto arrotondata, sui volti dall'ovale sfinato con gli occhi allungati, mentre la struttura dei corpi è nascosta da un panneggio dalle linee fluide, di grande raffinatezza anche nei dettagli.
***
Esiste anche un
terzo sarcofago, che il British Museum acquistò nel 1873 dall'antiquario Alessandro Castellani. Peccato si trattasse di un
falso.