Santuario di San Michele Arcangelo - Foto di Nikater, licenza CC-BY-SA-3.0, da Wikimedia Commons

Santuario di San Michele Arcangelo

Descrizione

“Terribilis est locus iste. Hic domus Dei est et porta coeli” (Questo luogo incute timore reverenziale. Qui è la dimora di Dio e la porta del cielo): questa frase in latino accoglie i fedeli e i visitatori all’ingresso del santuario di San Michele Arcangelo sul Gargano.
A 800 metri di altezza, tra cielo e terra, sulla cima di Monte Sant’Angelo e affacciato sul mare, si trova questo sacro complesso rupestre che nasconde la sua maestosità nella grotta sotterranea meta di pellegrinaggio da oltre quindici secoli e ancora oggi luogo di culto e di preghiera.
Secondo la tradizione, l’arcangelo Michele apparve in questo luogo quattro volte: per ben tre volte (nel 490, nel 492 e nel 493) all’allora vescovo di Siponto, san Lorenzo Maiorano; una quarta apparizione avvenne poi molti secoli dopo, nel 1656, quando l’arcangelo liberò la città dalla peste. Sul luogo di quelle apparizione sorse fin da subito una basilica definita “basilica celeste” in quanto non consacrata dagli uomini ma dallo stesso arcangelo come riportato nel Liber de apparitione Sancti Michaelis in Monte Gargano: “Non è compito vostro consacrare la Basilica da me costruita. Io che l’ho fondata, io stesso l’ho consacrata”.
Il santuario di San Michele, dedicato come altri importanti santuari al culto dell’Arcangelo Michele, è il punto di arrivo, dopo 2000 km, di un pellegrinaggio che inizia da Mont Saint-Michel in Francia e passa anche dalla Sacra di San Michele (vedi scheda dedicata) in Piemonte.
Nel 2011 il santuario di San Michele Arcangelo di Monte Sant’Angelo è stato inserito dall’Unesco nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità, assieme ad altri sei luoghi che in Italia custodiscono beni artistico-monumentali dell’epoca longobarda.

Location

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Cenni storici

Già presente probabilmente in epoca greca e poi romana un luogo di culto all’interno dell’immensa caverna calcarea, l’origine del Santuario si colloca verso la fine del V secolo quando l’Arcangelo Michele apparve per tre volte al vescovo di Siponto impegnato ad estirpare il culto pagano tra gli abitanti del Gargano. Quel primitivo santuario, la cui data di costruzione si fa risalire al 493, era molto diverso da oggi: all’immensa caverna si arrivava in salita dalla valle chiamata “di Carbonara” attraverso un porticato e una galleria che sbucavano direttamente nella caverna.

A partire dal VII secolo quando l’area garganica entrò a far parte dei domini del ducato di Benevento e divenne quindi territorio longobardo il santuario fu oggetto di importanti lavori di ristrutturazione e ampliamento.
Nel IX secolo, dopo diversi attacchi saraceni, l’imperatore carolingio Ludovico finanziò i lavori di restauro della chiesa angelica e in questa circostanza vennero realizzate le decorazioni ad affresco delle murature, gli archi e i pilastri della scalinata monumentale.

Nell’XI secolo, sotto il dominio normanno, venne effettuata una più articolata ristrutturazione e riorganizzazione della chiesa/grotta conducendola ad un assetto affine a quello attuale.
Tra il XIII e il XIV secolo, sotto il regno angioino di Carlo I, il complesso di San Michele Arcangelo subì un’imponente opera di trasformazione: il collegamento tra la grotta e il centro abitato di Monte Sant’Angelo venne reso più agevole realizzando l’accesso “in discesa” dal lato sud attraverso un’ampia scalinata e ampliando e prolungando di alcune rampe la scalinata in parte già esistente (relegando nel sottosuolo l’antico ingresso longobardo); venne costruita la grande navata, suddivisa in tre campate, addossata alla grotta, e venne eretto il grande campanile ottagonale come ringraziamento della conquista dell’Italia meridionale.

Focus narrativi

Il luogo fondamentale del santuario di San Michele Arcangelo, a parte il livello superiore con il portale romanico e il campanile angioino, è costituito dal livello inferiore dove si trova la grande grotta calcarea; carica di una profonda suggestione spirituale e sede di una grande testimonianza di fede e di religiosità, la grotta è stata riconosciuta dalla National Geographic Society come una delle grotte più belle al mondo ed è l’unica grotta italiana a comparire tra le prime dieci posizioni di questa classifica.

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Legate al Santuario del Gargano sono quattro apparizioni dell’arcangelo Michele. La prima avvenne nel 490 quando un nobile locale ritrovò all’interno della grotta il suo toro e poiché l’animale non voleva uscire gli scaglio irato una freccia che però tornò indietro miracolosamente ferendo il padrone stesso. Raccontato l’accaduto al vescovo di Siponto San Lorenzo Maiorano, questi indisse tre giorni di penitenza e digiuno al termine dei quali gli apparve l’arcangelo Michele che gli confermò la sacralità della grotta.
La seconda apparizione avvenne nel 492 quando l’arcangelo apparve nuovamente al vescovo per promettergli il suo aiuto nella battaglia contro gli Eruli di Odoacre che stavano assediando da più giorni Siponto.
L’anno seguente, il 493, quando, in seguito alla vittoria contro Odoacre, il vescovo di Siponto voleva consacrare solennemente la grotta all’arcangelo, gli apparve per la terza volta San Michele stesso annunciandogli che non era necessaria la consacrazione in quanto aveva già consacrato lui stesso la grotta con la sua presenza. Giunto nella grotta il vescovo trovo impressa nella roccia l’orma del piede di San Michele. La sacra grotta è ancora oggi un luogo di culto mai consacrato da mano umana.
La quarta e ultima apparizione accadde nel 1656 quando San Michele apparve all’allora vescovo di Monte Sant’Angelo e liberò la città dalla peste.

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L’arcangelo Michele è considerato, già nella tradizione ebraica, come il principe degli angeli e il protettore del popolo eletto, rappresentando quindi il simbolo dell’assistenza di Dio; successivamente anche per i cristiani continua a rappresentare il più potente difensore del popolo di Dio. Nel Nuovo Testamento, nell’Apocalisse, è raffigurato come l’avversario del diavolo e il vincitore dell’ultima battaglia contro Satana e le sue schiere.
San Michele viene anche talvolta considerato come la guida delle anime al cielo dopo la morte e per questo è rappresentato con una bilancia per pesare le anime.
Il culto micaelico si diffuse in Italia soprattutto dopo la conversione al cattolicesimo dei Longobardi, avvenuta dopo il loro stanziamento in Italia settentrionale (568) e in modo particolare dopo la conquista dell’area garganica (VII secolo); il Santuario del Gargano, divenuto così santuario nazionale in quanto probabilmente i Longobardi ritrovavano in San Michele Arcangelo caratteristiche del loro antico dio Odino, fu assunto a “prototipo” di tanti santuari che non solo in Italia, ma anche in Europa, venivano dedicati all’Arcangelo: sulla cima di monti, di colli o di luoghi elevati (Mont-Saint-Michel in Normandia o la Sacra di San Michele in Piemonte per esempio).
Il Santuario di San Michele rappresentava così l’arrivo di quella via di pellegrinaggio, variante della via Francigena oggi chiamata “Via Sacra Langobardorum”, che muoveva da Mont-Saint-Michel in Normandia e passava anche dalla Sacra di San Michele (vedi scheda) toccando i luoghi sacri dell’epoca dedicati all’arcangelo.

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Linea Michelita: una lunghissima linea retta immaginaria parte dall’isolotto irlandese di Skelling Michael (Roccia di Michele) e sembra unire numerosi luoghi sacri dedicati a San Michele Arcangelo in Europa (St. Michael Mount’s in Inghilterra, Mont Saint Michel in Francia, la Sacra di San Michele e Monte Sant’Angelo in Italia, il monastero di San Michele nell’isola greca di Symi) arrivando fino al Monte Carmelo in Terra Santa. Nella tradizione la Linea Michelita rappresenta la cicatrice lasciata dalla spada di San Michele dopo aver ferito satana prima di spingerlo negli inferi; secondo altre teorie esoteriche questa linea si troverebbe su una “Ley-Line”, una cioè delle numerose linee che sulla terra sono cariche di energia particolare.

Spunti videoludici

Gli spunti sono innumerevoli, di seguito una sorta di brainstorming. Santuario di San Michele Arcangelo, microcosmo isolato all’interno della grotta delle apparizioni. Ambientazione sotterranea della grotta (dal punto di vista del game design, possibilità di valorizzare il sopra/fuori vs sotto/dentro). Riferimenti religiosi (culto di San Michele) ed esoterici (Ley-line, linee energetiche); frizioni interreligiose: tradizione cristiana vs. tradizione germanica. Simbologia militare: invasioni barbariche; San Michele, santo in forma di guerriero. Polarizzazione Bene/Male: Michele – dall’ebraico “Mi-ka-El”, ovvero il grido vittorioso in risposta a chi aveva osato paragonarsi a Dio: “chi è come Dio?” – vs Lucifero. L’arcangelo Michele è ricordato per aver difeso la fede in Dio contro le orde di satana: prima in coppia celeste con Lucifero (“portatore di luce”), poi, comandante delle milizie celesti contro l’abiura dell’angelo caduto.
Difensore della Chiesa, la sua statua compare sulla sommità di Castel S. Angelo a Roma, che come è noto era diventata una fortezza in difesa del Pontefice.
La Linea Michelita che mette in collegamento, attraverso l’Europa, diversi luoghi sacri dedicati al santo: la particolarità geometrica collega i diversi luoghi di culto, che potrebbero divenire le diverse location di un’avventura videoludica itinerante o gli episodi di un progetto di ampio come una serie.

[Bibliografia]
Pina Belli D’Elia, L’angelo, la montagna, il pellegrino: Monte Sant’Angelo e il santuario di San Michele del Gargano: archeologia, arte, culto, devozione dalle origini ai nostri giorni, Foggia, Claudio Grenzi Editore, 1999
Natale Benazzi, La strada dell’arcangelo. La grande Via di San Michele in Europa, San Paolo edizioni, 2014
Franco Cardini, San Michele: l’arcangelo armato, Fasano, Schena, 2007
Sandro Mancinelli, La linea sacra dell’arcangelo san Michele, Edizioni Segno, 2016
Giuseppe Piemontese, La via sacra dei Longobardi: alle radici cristiane dell’Europa: San Michele, Monte Sant’Angelo, il Gargano, Foggia, Bastogi Editrice Italiana, 2008
Mario Sensi, Santuari e pellegrini lungo le vie dell’angelo: storie sommerse del culto micaelico, Roma, Istituto Storico per il Medio Evo, 2014

[Sitografia]
Santuario di San Michele

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