Descrizione
Il santuario della Verna si trova sull’Appennino Tosco-Romagnolo all’interno del parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna e sorge sul versante meridionale del monte Penna a 1128 metri. Il monte, facilmente riconoscibile per la forma della sua vetta (1283 m) tagliata a picco da tre parti, è ricoperto da una maestosa foresta di abeti e faggi ed è visibile da tutto il Casentino e dall’alta Val Tiberina. Nascosto nella foresta si trova il grande complesso del Santuario che conserva al suo interno numerosi tesori di arte, cultura, storia e spiritualità.
Il santuario della Verna, che si trova nei pressi dell’Eremo di Camaldoli (vai alla scheda) è strettamente legato alla figura storica e religiosa di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia: la vita del santo si snoda in gran parte nella sua terra d’origine, l’Italia centrale, l’Umbria in particolare e le località limitrofe (oltre ad Assisi, sua città natale, episodi importanti della sua vita hanno avuto luogo a Perugia, Gubbio, Greccio, Narni, Rieti…). Sul Monte della Verna San Francesco ricevette le stimmate nel 1224 e per la storiografia religiosa ufficiale, fu il primo uomo a manifestare questi segni (da cui l’appellativo attribuito a Francesco di “Alter Christus”).
Location
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Focus narrativi
S. Francesco visitò per l’ultima volta il monte della Verna nell’estate del 1224 quando vi si ritirò, per un digiuno di 40 giorni in preparazione alla festa di San Michele Arcangelo; il 14 settembre, mentre era assorto in preghiera, ricevette
le stimmate.
“Un mattino, all’appressarsi della festa dell’Esaltazione della santa Croce, mentre pregava sul fianco del monte, vide la figura come di un serafino, con sei ali tanto luminose quanto infocate, discendere dalla sublimità dei cieli: esso, con rapidissimo volo, tenendosi librato nell'aria, giunse vicino all’uomo di Dio, e allora apparve tra le sue ali l’effige di un uomo crocifisso, che aveva mani e piedi stesi e confitti sulla croce. Due ali si alzavano sopra il suo capo, due si stendevano a volare e due velavano tutto il corpo. […] Scomparendo, la visione gli lasciò nel cuore un ardore mirabile e segni altrettanto meravigliosi lasciò impressi nella sua carne. Subito, infatti, nelle sue mani e nei suoi piedi, incominciarono ad apparire segni di chiodi, come quelli che poco prima aveva osservato nell'immagine dell'uomo crocifisso. […] Il fianco destro era come trapassato da una lancia e coperto da una cicatrice rossa, che spesso emanava sacro sangue, imbevendo la tonaca e le mutande.” (San Bonaventura,
Leggenda maggiore)
Anche
Dante, nell’XI canto del
Paradiso, cita, per bocca del domenicano San Tommaso d’Aquino, l’episodio delle stimmate:
“nel crudo sasso intra Tevero e Arno
da Cristo prese l’ultimo sigillo,
che le sue membra due anni portarno.”
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Nella
Cappella delle Reliquie sono conservati alcuni oggetti appartenuti a S. Francesco: il saio, il cingolo, la ciotola e un bicchiere, la “disciplina” (flagello di penitenza), il bastone, il panno di lino intriso di sangue che S. Francesco teneva sulla ferita del costato.
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L’area di interesse si sviluppa sulla costa del monte Penna, detto anche monte della Verna; si possono individuare alcune
aree circoscrivibili e interconnesse con caratteristiche specifiche: il convento, la Basilica, la vicina cappella di Santa Maria degli Angeli, il Corridoio e la Cappella delle Stimmate, la farmacia conventuale, la foresta monumentale della Verna, le affascinanti conformazioni rocciose adiacenti.
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L’area rocciosa nei pressi del santuario è caratterizzata dalla presenza di
anfratti, spaccature, gole, sassi sospesi alcuni avvolti da un alone di prodigio; il
Sasso Spicco per esempio è un enorme masso che sporge (“spicco”) sopra un’altra grande roccia, sotto il quale San Francesco amava fermarsi in preghiera come testimoniato da una grande croce in legno. Le grotte e le spaccature delle rocce avevano infatti per Francesco un significato particolarmente importante: gli ricordavano la crocifissione del Signore, quando, come narrato nel Vangelo di Matteo, la terra fu scossa e le rocce si spezzarono; sostare in preghiera in quelle fenditure era per lui come rifugiarsi fiducioso nelle piaghe di Cristo.
Tra queste rocce è possibile vedere anche il letto che secondo la tradizione usava San Francesco per riposarsi quando veniva alla Verna: una dura pietra levigata all’interno di una grotta.
I fioretti citano un episodio particolare legato alle fenditure di queste rocce: “[…] uscendo un dì santo Francesco della cella in fervore di spirito e andando ivi assai presso a stare in orazione in una tomba d’un sasso cavato, della quale insino giù a terra è una grandissima altezza e orribile e pauroso precipizio, subitamente viene il demonio, con tempesta e con rovinio grandissimo, in forma terribile, e percuotelo per sospignerlo quindi giuso. Di che santo Francesco, non avendo dove fuggire e non potendo soffrire l’aspetto crudelissimo del demonio, di subito si rivolse con le mani e col viso e con tutto il corpo al sasso, e raccomandossi a Dio, brancolando colle mani, se a cosa nessuna si potesse appigliare. Ma come piacque a Dio, il quale non lascia mai tentare li servi suoi più che possano portare, subitamente, per miracolo il sasso, al quale egli s’accostò, si cavò secondo la forma del corpo suo e sì lo ricevette in sé, e a modo come s’egli avesse messe le mani e ’l viso in una cera liquida, così nel detto sasso s’improntò la forma del viso e delle mani di santo Francesco; e così aiutato da Dio, scampò dinanzi al demonio.”
Fonti e link
[Bibliografia]
Dante Alighieri,
Divina Commedia, Paradiso, Canto XI, vv. 106-108
San Bonaventura,
Leggenda maggiore, cap. XIII, Fonti Francescane, 1225-1226, Assisi, Editrici Francescane, 1986
Chiara Frugoni,
Vita di un uomo: Francesco d’Assisi. Torino, Einaudi, 2001
Jacques Le Goffes, San Francesco d’Assisi. Roma-Bari, Laterza, 2008
I Fioretti, capitolo “Delle sacre sante istimate di Santo Francesco e delle loro considerazioni”, Fonti Francescane, 1911. Assisi, Editrici Francescane, 1986
Mario Vianelli, Sandro Bassi (a cura di),
Foreste sacre: un percorso nel Parco Nazionale delle foreste Casentinesi tra natura e spiritualità. Firenze, Giunti, 2008
[Sitografia]
Sito Ufficiale
ParcoForesteCasentinesi.it
[Scheda Film Commission]
Toscana Film Commission