San Leo

Descrizione

In cima a uno sperone roccioso nella Valmarecchia, attraversando una strada intagliata nella roccia, troviamo un piccolo ma importante borgo medievale: San Leo. Capitale della storica regione del Montefeltro, nel corso dei secoli è stato teatro di numerose battaglie e ha visto il passaggio di personaggi illustri come Dante e prigionieri controversi come Cagliostro.

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Cenni storici

Le prime testimonianze storiche di insediamenti nel territorio di San Leo sono legate a un avamposto romano costruito sul punto più elevato della rupe durante il III secolo. La posizione isolata rappresentava un vantaggio tattico tale da permettere all’esercito romano di non costruire delle cinte murarie difensive e di affidare le proprie difese a una semplice torre di vedetta. Al termine dello stesso secolo le fonti storiche attestano l’arrivo nella regione di due umili scalpellini, Leo e Marino, partiti dall’isola di Arbe in Dalmazia alla ricerca di un rifugio dalle persecuzioni di Diocleziano contro i cristiani. I due si stabilirono sul monte Titano e da qui cominciarono a professare la propria fede.
In seguito Leo si spostò sul monte Feliciano, l’antico Mons Feretrius, erigendo un sacrario da cui successivamente si sviluppò San Leo. Tra il III e il IV secolo venne costruita la Pieve di Santa Maria Assunta e tra il VI e il VII secolo si forma la diocesi di San Leo. Dopo il VII secolo, accanto alla Pieve fu innalzata la Cattedrale consacrata al culto del santo, che venne rinnovata un paio di secoli più tardi con uno stile romanico-lombardo e unita alla possente torre campanaria di probabile origine bizantina. L’insieme degli edifici sacri, composto dal palazzo vescovile e dalla residenza dei Canonici, veniva così a costituire un vero e proprio agglomerato urbano, la civitas Sanctis Leonis, grazie anche alla presenza degli edifici appartenenti alla dinastia dei Montefeltro chi si era stabilita a San Leo a metà del 1100. Nei secoli successivi San Leo non fu oggetto di riadattamenti urbanistici, ma mantenne inalterato il suo impianto urbano. Oggi il borgo medievale conserva immutati gli edifici romanici, la pieve e la cattedrale, mentre i palazzi residenziali mantengono il loro aspetto risalente alle ultime modifiche effettuate durante il periodo rinascimentale.

Focus narrativi

L’antico nome Mons Feretrius deriva da un tempio creato all’interno dell’insediamento romano consacrato a Giove Feretrio, il Giove che “colpisce” o “ferisce”.

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La pieve di Santa Maria Assunta è il monumento religioso più antico di San Leo e dell’intera regione storica del Montefeltro. Inoltre costituisce la prima testimonianza concreta della cristianizzazione della zona.

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Dante cita il paese di San Leo nella seconda cantica della Commedia, nel canto che vede protagonisti i dannati colpevoli di negligenza in attesa di poter iniziare la propria espiazione. Durante la faticosa salita intrapresa insieme al maestro Virgilio verso il primo balzo dell’Antipurgatorio il poeta ricorda l’asprezza del ripido colle su cui sorge la piccola città:

Vassi in Sanleo e discendesi in Noli,
montasi su in Bismantova e ‘n Cacume
con esso i piè; ma qui convien ch’om voli;
(Canto IV – Purgatorio)

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Secondo le fonti storiche, nel 1213 San Francesco si trovava in visita a San Leo. Tra la gente che ascoltava la sua predica in piazza era presente il Conte Orlando Catani di Chiusi che rimase colpito dal messaggio di preghiera, amore e povertà di Francesco. Dopo la conclusione del sermone il Conte decise di donare a Francesco un monte, La Verna, che date le sue caratteristiche morfologiche sarebbe stato il sito ideale per poter creare un luogo di culto in cui pregare e riflettere.

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Dal 962 al 964, San Leo è stata “capitale d’Italia”, o per meglio dire, del Regno Italico di Berengario II, il quale fu sconfitto a Pavia nel 961 da Ottone I di Sassonia e poi si rifugiò nel paese, dove sostenette l’assedio per due anni prima di soccombere all’avversario.

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Il borgo è una location dell’adventure game italiano The Hand of Glory. Gli sviluppatori hanno scelto San Leo per “rappresentare il nostro patrimonio architettonico e artistico. Pensiamo che San Leo sia un ottimo esempio di comune italiano in stile medievale, ricco di storia e intrigo. Inoltre si trova in una zona dell’Emilia Romagna veramente affascinante, piena di verde, colline, panorami” (l’intervista completa qui).

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Leggi la scheda dedicata al Forte di San Leo.

Spunti videoludici

Il borgo di San Leo, in cima allo sperone roccioso, è stato teatro di numerose battaglie accomunate dall’obiettivo di conquista del villaggio e soprattutto della sua preziosa fortezza. Ottenere il dominio di San Leo significava affermare il proprio potere su tutto il territorio circostante: un epicentro di tale importanza strategica non poteva che attirare numerose figure storiche. Prima di soffermarsi sugli scontri tra gli eserciti rivali, lo sviluppatore può volgere la sua curiosità verso le numerose figure che hanno attraversato il territorio: ad esempio Leo e Marino, e la loro fuga dalle persecuzioni di Diocleziano. Il borgo è infatti permeato da una dualità che merita di essere raccontata ed esplorata: da un lato la fede e riflessione teologica che si contrappone dall’altro a una serie di battaglie all’ultimo sangue, a episodi di violenza e prigionie.
Spicca inoltre la figura di Berengario II: la parentesi storica che ha visto San Leo capitale del Regno Italico costituisce uno spunto considerevole dal punto di vista di un ipotetico setting storico.

[Bibliografia]

– Paolo Cortesi, Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità dell’Emilia Romagna, Roma, Newton Compton, 2011.
– Stefano Andrini, Emilia Romagna segreta, Cesena, Giubilei Regnani, 2015.

[Sitografia]

San Leo.it
Borghi più belli d’Italia

[Scheda Film Commission]

Emilia-Romagna Film Commission

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