Descrizione
In cima a uno sperone roccioso nella Valmarecchia, attraversando una strada intagliata nella roccia, troviamo un piccolo ma importante borgo medievale: San Leo. Capitale della storica regione del Montefeltro, nel corso dei secoli è stato teatro di numerose battaglie e ha visto il passaggio di personaggi illustri come Dante e prigionieri controversi come Cagliostro.
Location
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Focus narrativi
L’antico nome Mons Feretrius deriva da un
tempio creato all’interno dell’insediamento romano consacrato a Giove Feretrio, il Giove che “colpisce” o “ferisce”.
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La
pieve di Santa Maria Assunta è il monumento religioso più antico di San Leo e dell’intera regione storica del Montefeltro. Inoltre costituisce la prima testimonianza concreta della cristianizzazione della zona.
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Dante cita il paese di San Leo nella seconda cantica della
Commedia, nel canto che vede protagonisti i dannati colpevoli di negligenza in attesa di poter iniziare la propria espiazione. Durante la faticosa salita intrapresa insieme al maestro Virgilio verso il primo balzo dell’Antipurgatorio il poeta ricorda l’asprezza del ripido colle su cui sorge la piccola città:
Vassi in Sanleo e discendesi in Noli,
montasi su in Bismantova e ‘n Cacume
con esso i piè; ma qui convien ch’om voli;
(Canto IV – Purgatorio)
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Secondo le fonti storiche, nel 1213
San Francesco si trovava in visita a San Leo. Tra la gente che ascoltava la sua predica in piazza era presente il Conte Orlando Catani di Chiusi che rimase colpito dal messaggio di preghiera, amore e povertà di Francesco. Dopo la conclusione del sermone il Conte decise di donare a Francesco un monte, La Verna, che date le sue caratteristiche morfologiche sarebbe stato il sito ideale per poter creare un luogo di culto in cui pregare e riflettere.
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Dal 962 al 964, San Leo è stata “
capitale d’Italia”, o per meglio dire, del Regno Italico di Berengario II, il quale fu sconfitto a Pavia nel 961 da Ottone I di Sassonia e poi si rifugiò nel paese, dove sostenette l'assedio per due anni prima di soccombere all'avversario.
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Il borgo è una location dell’adventure game italiano
The Hand of Glory. Gli sviluppatori hanno scelto San Leo per “rappresentare il nostro patrimonio architettonico e artistico. Pensiamo che San Leo sia un ottimo esempio di comune italiano in stile medievale, ricco di storia e intrigo. Inoltre si trova in una zona dell’Emilia Romagna veramente affascinante, piena di verde, colline, panorami” (l’intervista completa
qui).
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Leggi la
scheda dedicata al Forte di San Leo.
Fonti e link
[Bibliografia]
- Paolo Cortesi,
Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità dell'Emilia Romagna, Roma, Newton Compton, 2011.
- Stefano Andrini,
Emilia Romagna segreta, Cesena, Giubilei Regnani, 2015.
[Sitografia]
San Leo.it
Borghi più belli d'Italia
[Scheda Film Commission]
Emilia-Romagna Film Commission