Descrizione
Le Salse hanno l’aspetto di polle gorgoglianti e piccoli vulcani di fango di dimensioni che variano da pochi centimetri a qualche metro. Trattandosi di formazioni costituite da materiale argilloso, tuttavia, è sufficiente una pioggia per dilavarle. Le emissioni salate di fango hanno origine da fenomeni sotterranei complessi legati allo sprigionarsi di depositi di idrocarburi, principalmente metano: da questi coni fuoriesce, oltre al fango freddo e all’acqua mista agli idrocarburi, un suono simile a un borbottio, leggero e continuo.
Il fenomeno è stato definito scientificamente solo in tempi recenti.
Focus narrativi
Il fenomeno delle salse eruttive ha suscitato, per secoli, una certa curiosità negli studiosi del passato. Poiché solo in tempi recenti è stato possibile fare una certa chiarezza, le descrizioni di questi apparati e polle stillanti fango e gas hanno dato l’impressione che si trattasse di fenomeni legati a vulcani veri e propri: di frastuono, fiamme e fumo pare che parlasse Plinio nella
Naturalis Historia. Lazzaro Spallanzani in
Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino riteneva che «vi ardesse sottovia il fuoco». Esistono anche illustrazioni e incisioni che documentano, oltre all’attività estrattiva dell’argilla e del sale, questa confusione con dei vulcani veri e propri: nelle immagini sono presenti, infatti, nuvole di fumo che partono dai vulcanetti di fango. In realtà le salse emettono solo acqua fredda mista ad argilla e gas.
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Un
fenomeno analogo alle Salse si trova nella riserva delle Macalube di Aragona, in provincia di Agrigento, dove non ha mancato di stimolare l’immaginazione di antichi e visitatori: nel suo Viaggio in Sicilia, Guy de Maupassant le definì "pustole di una terribile malattia della natura". Una
leggenda narra che il liquame grigiastro che fuoriesce dalle Macalube sia il
sangue versato dai Saraceni in una antica battaglia svoltasi in quell’area. Ancora un’altra leggenda descrisse l’Occhiu di Maccallubi come la porta dell’Inferno.
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Fino all’avvento dell’industrializzazione, vale a dire in epoche in cui il sale era uno dei principali metodi di conservazione dei cibi, le salse erano utilizzate proprio per la
produzione di sale. A tale scopo furono impiegate anche durante la Seconda guerra mondiale.
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Le Salse di Nirano non sono le uniche Salse in Emilia-Romagna, i sei comuni di Fiorano, Maranello, Sassuolo, e Viano, Scandiano e Castellarano, infatti, hanno sottoscritto un accordo per formare una Via dei Vulcani di Fango.
Fonti e link
[Bibliografia]
- Gorgoni C.,
Le salse di Nirano e gli altri vulcani di fango emiliani: i segreti di un fenomeno tra mito e realtà, Fiorano Modenese, Comune, 2003.
- Stoppiani A.,
Il Bel Paese, Milano, Agnelli, 1875.
[Sitografia]
Comune Fiorano Modenese
[Scheda Film Commission]
Emilia-Romagna Film Commission