Salse di Nirano

Descrizione

Le Salse hanno l’aspetto di polle gorgoglianti e piccoli vulcani di fango di dimensioni che variano da pochi centimetri a qualche metro. Trattandosi di formazioni costituite da materiale argilloso, tuttavia, è sufficiente una pioggia per dilavarle. Le emissioni salate di fango hanno origine da fenomeni sotterranei complessi legati allo sprigionarsi di depositi di idrocarburi, principalmente metano: da questi coni fuoriesce, oltre al fango freddo e all’acqua mista agli idrocarburi, un suono simile a un borbottio, leggero e continuo. 
Il fenomeno è stato definito scientificamente solo in tempi recenti.

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Cenni storici

Le Salse di Nirano, situate tra i calanchi nel comune di Fiorano modenese, sono conosciute e utilizzate fin dai tempi antichi per ricavarne argilla e sale, nonché oli ai quali si ascrivevano capacità farmaceutiche o cosmetiche. La loro natura, tuttavia, è stata compresa solo in tempi recenti. Attraverso l’abate Antonio Stoppiani, che ne fornisce una descrizione nel suo Bel Paese, si può scoprire una certa curiosità verso questo fenomeno (vedi Focus): “Immaginatevi una specie di gran circo o d’anfi teatro costituito da una landa deserta sparsa di erbacce e di cespugli tisici e radi (…). Osservando anco meglio voi scoprirete dei piccoli coni disseminati per lo spiazzo. Ma fatevi più d’appresso e osservate un cono d’argilla umidiccia, troncato alla sommità, ed alla troncatura corrisponde un piccolo cratere da cui le bolle gasose si svolgono con foga incessante”.

Nel 1982 è stata istituita la Riserva naturale delle Salse di Nirano con lo scopo di salvaguardare questo singolare e ricco habitat che ha il suo simbolo nei vulcanetti di fango. L’elevata salinità del terreno fa sì che l’ecosistema circostante sia per molti aspetti simile a quello di luoghi costieri o salmastri. Nel corso degli anni la riserva si è dotata di due strutture ricettive, il Centro Visite Cà Tassi e l’ecomuseo Cà Rossa: la prima offre una collezione di materiali faunistici, la seconda un’esposizione di strumenti agricoli, fotografie e materiali per valorizzare le tradizioni locali.

Focus narrativi

Il fenomeno delle salse eruttive ha suscitato, per secoli, una certa curiosità negli studiosi del passato. Poiché solo in tempi recenti è stato possibile fare una certa chiarezza, le descrizioni di questi apparati e polle stillanti fango e gas hanno dato l’impressione che si trattasse di fenomeni legati a vulcani veri e propri: di frastuono, fiamme e fumo pare che parlasse Plinio nella Naturalis Historia. Lazzaro Spallanzani in Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell’Appennino riteneva che «vi ardesse sottovia il fuoco». Esistono anche illustrazioni e incisioni che documentano, oltre all’attività estrattiva dell’argilla e del sale, questa confusione con dei vulcani veri e propri: nelle immagini sono presenti, infatti, nuvole di fumo che partono dai vulcanetti di fango. In realtà le salse emettono solo acqua fredda mista ad argilla e gas.

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Un fenomeno analogo alle Salse si trova nella riserva delle Macalube di Aragona, in provincia di Agrigento, dove non ha mancato di stimolare l’immaginazione di antichi e visitatori: nel suo Viaggio in Sicilia, Guy de Maupassant le definì “pustole di una terribile malattia della natura”. Una leggenda narra che il liquame grigiastro che fuoriesce dalle Macalube sia il sangue versato dai Saraceni in una antica battaglia svoltasi in quell’area. Ancora un’altra leggenda descrisse l’Occhiu di Maccallubi come la porta dell’Inferno.

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Fino all’avvento dell’industrializzazione, vale a dire in epoche in cui il sale era uno dei principali metodi di conservazione dei cibi, le salse erano utilizzate proprio per la produzione di sale. A tale scopo furono impiegate anche durante la Seconda guerra mondiale.

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Le Salse di Nirano non sono le uniche Salse in Emilia-Romagna, i sei comuni di Fiorano, Maranello, Sassuolo, e Viano, Scandiano e Castellarano, infatti, hanno sottoscritto un accordo per formare una Via dei Vulcani di Fango.

Spunti videoludici

Le Salse di Nirano affascinano per la maestosità del fenomeno in contrasto alle dimensioni ridotte e per la loro natura effimera; esse rappresentano senz’altro una manifestazione naturale evocativa quanto poetica. Per la conformazione stessa della conca nella quale si sviluppano gli apparati, incorniciata dai calanchi della collina modenese, sembra inevitabile immaginare di trovarsi in un mondo altro, un’arena nella quale potrebbe avere luogo uno scontro con creature spettrali alla Dark Souls o Dante’s Inferno. Riprendendo la suggestione lasciata da Maupassant, si potrebbe immaginare queste e altre salse, in uno scenario pre-apocalittico, come una malattia della Terra (o una sua trasformazione) i cui sintomi potrebbero manifestarsi nel modenese!

[Bibliografia]

– Gorgoni C., Le salse di Nirano e gli altri vulcani di fango emiliani: i segreti di un fenomeno tra mito e realtà, Fiorano Modenese, Comune, 2003.
– Stoppiani A., Il Bel Paese, Milano, Agnelli, 1875.

[Sitografia]

Comune Fiorano Modenese

[Scheda Film Commission]

Emilia-Romagna Film Commission

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