Roccia dell’Orso

Descrizione

L’Orso di Palau è un monumento naturale che sorge nella zona della Gallura, una subregione storica che comprende tutta la parte nord-orientale della Sardegna. La figura rocciosa dell’orso si erge ad un’altezza di 120 metri di fronte all’Arcipelago della Maddalena, a pochi chilometri dal centro abitato di Palau.

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Cenni storici

La roccia granitica del luogo è stata scolpita da venti e piogge fino a trasformarsi, con il passare dei secoli, in una struttura che assomiglia a quella di un imponente orso e a cui si deve il nome geografico di Capo d’Orso.

Sin dalle epoche antiche, questa roccia rappresentava un punto di riferimento importante per la navigazione dei mari galluresi e delle Bocche di Bonifacio, la striscia di mare che separa la Sardegna dalla Corsica. Il geografo e astronomo greco Tolomeo, nella sua opera Geografia, segnò le coordinate della roccia sotto il nome di Promontorium Arcti, ossia Promontorio dell’Orso.

Focus narrativi

Secondo lo scrittore Victor Berard, la zona di Capo d’Orso è l’unica del mediterraneo che possa essere identificata come la terra dei Lestrigoni, ovvero l’area in cui Omero ambienta uno degli episodi dell’Odissea. Il libro X dell’opera infatti, vede Ulisse sbarcare in un luogo molto simile alla ricerca di cibo e acqua per il suo equipaggio: mentre le sue tre navi si stavano approvvigionando ad una fonte detta Artacia (dell’Orso), Ulisse vide alzarsi dalle montagne un filo di fumo, presagio che il luogo era popolato da tribù indigene. Arrivato in quel luogo trovò una fanciulla di grande statura e cercò di rivolgerle la parola ma lei, impaurita, iniziò a gridare richiamando l’attenzione di alcuni uomini giganti. Questi erano guidati da Antifate, re dei Lestrigoni, un popolo di cannibali che fecero banchetto con gli uomini di Ulisse distruggendo ben due navi della sua flotta lanciandogli contro pesanti macigni. Ulisse, insieme a qualche sopravvissuto, riuscì a scappare in mare mettendosi in salvo sull’ultima nave rimasta.

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Il territorio di Capo d’Orso risulta particolarmente interessante anche sotto il profilo archeologico per via di alcune tombe in tafone e altri oggetti di natura litica ritrovati nella zona e risalenti al periodo nuragico e prenuragico.

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Nel tratto di mare “controllato” dall’Orso, sono stati ritrovati relitti di navi onerarie risalenti a varie epoche, confermando l’intenso traffico commerciale lungo le Bocche di Bonifacio e sulla costa nord-orientale sarda. Nei pressi dell’isola di Spargi inoltre, è stata rinvenuta una nave di età romana con l’intero carico ancora a bordo e che oggi viene custodita nel museo navale Nino Lamboglia della Maddalena.

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La figura dell’Orso è formata da una serie di tafoni, ovvero delle cavità di dimensioni medio-piccole tipiche dell’erosione naturale di rocce come l’arenaria e il granito. Lo scavo degli agenti atmosferici avviene sempre dal basso verso l’alto e questo spiega la formazione del grande antro sotto la struttura, che forma la zona della pancia dell’Orso e la conformazione rocciosa che genera la testa.

Spunti videoludici

Il guardiano roccioso che si erge sulla città di Palau si presta benissimo al panorama videoludico. È facile pensare alle avventure che si possono costruire attorno ad una figura tanto caratteristica, ma anche ai misteri, destati dalle origini dell’orso e dalla sua formazione millenaria. Sotto il suo sguardo pietrificato sono passati secoli di storia, sono caduti tanti popoli e sono nate altrettante civiltà. La sua presenza è una testimonianza perenne del tempo che passa, dei secoli che hanno plasmato il mondo circostante proprio come hanno lacerato le sue granitiche carni. L’orso potrebbe essere un colosso da conquistare, un antico guardiano da rimettere in moto o forse un antico dio distruttore che aspetta il momento giusto per sfogare la sua ira. Da valutare anche la prospettiva educativa, su un gioco volto a preservare l’ambiente e i suoi panorami naturali.

[Bibliografia]
Franco Fresi, Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità della Sardegna, Newton Compton, Roma, 2015.

[Sitografia]
Palau Turismo
Sardegna Turismo
Olbia Tempio Turismo

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