Descrizione
La Rocchetta Mattei è un castello ottocentesco situato nel comune di Grizzana Morandi (BO). Costruita tra il 1850 e il 1875 per volere del conte Cesare Mattei, sorge sulle rovine dell’antica rocca di Savignano, appartenuta a Matilde di Canossa, e si presenta come un eclettico e imponente complesso architettonico. Nel corso nei decenni si estese sempre più aggiungendo sale, cortili e passaggi che ne modificarono profondamente la struttura. Le opere continuarono anche dopo la scomparsa del Conte nel 1896, per mano dell’erede Mario Venturoli.
I lavori iniziarono idealmente sullo stile medievale classico e gotico, con tanto di torri d’avvistamento e ponte levatoio, per poi aggiungere elementi liberty, come la serra del giardino, attorniata da decorazioni fitoformi, e del moresco iberico; quest’ultimi si mostrano nelle cupole dei torrioni e dalla cappella ove il conte riposa, che si ispirano alla Mezquita di Cordoba, e nel Cortile dei Leoni, ripresa architettonica dell’Alhambra di Granada.
Gli ambienti, sia all’esterno che entro le mura, racchiudono statue, bassorilievi e decorazioni con innumerevoli simbologie e significati, delle più disparate culture e tradizioni. Ne è esempio una scultura all’ingresso del castello raffigurante un’arpia (creatura mitologica avversa all’uomo per tradizione) che sorregge il globo terrestre. Essa rappresenta la medicina tradizionale che il Conte rinnegò a causa di un terribile lutto familiare. Tale scelta cambiò la sua vita per sempre e ne solcò il cammino.
Location
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Focus narrativi
La
figura del Conte affascina tutt’ora per il suo eclettismo e per il mistero che ha sempre aleggiato su di essa. La sua natura, solitaria e curiosa al tempo stesso, lo condusse a una vita di studio e sperimentazione scientifica, e per gran parte della sua esistenza visse entro le mura della Rocchetta. I segreti della sua scienza, l’
Elettromeopatia, sono ancora oggi oscuri e mai svelati. Essa si basava sullo studio delle piante e del loro potere elettromagnetico, e di come queste interagivano con i campi elettrici del corpo umano. Egli stilò una lista delle specie che divennero gli ingredienti dei suoi rimedi curativi, ma andò smarrita la maniera in cui questi ingredienti andavano miscelati. Mattei si portò il
segreto nella tomba.
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La Rocchetta è un susseguirsi di spazi aperti e chiusi e dei più svariati stili architettonici. Ogni ambiente nasconde un
mistero o una
simbologia nascosta, anche nel modo in cui è stato progettato o decorato. Come i colonnati e le volte bianco-nere della cappella, che sembrerebbero realizzate in pietra dura ma essa non è altro che legna e carta pesta. Ciò che sembra spesso non è, nella vita e nella dimora del Mattei.
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In un punto della tenuta vi è un piccolo monumento davvero bizzarro: una
piccola lapide con al centro un foro dalla precisione millimetrica, quasi come se fosse stato realizzato da un moderno laser. Sotto di esso vi è incisa la parola “
RAM”. Ancora oggi non si sa a che cosa o a chi si riferisca. Sembrerebbe che nella cultura celtica fosse il nome di un importante capo druido, altri sostengono che sia di ispirazione induista, poichè vi è un mantra chiamato “RAM”. Conoscendo il Conte e la curiosità che lo ha sempre spinto verso tutte le culture, qualunque teoria non sarebbe troppo azzardata.
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Durante la
Seconda guerra mondiale la Rocchetta venne presa in ostaggio dai nazisti. Ciò causo parecchi danni alla struttura. Anche dopo la fine della guerra l'edificio, in stato di abbandono, fu costantemente invaso di persone che vi entravano sia per rubare arredi e suppellettili, sia per imbrattare le mura.
Fonti e link
[Bibliografia]
- M. Facci,
Il Conte Cesare Mattei signore della Rocchetta nella storia e nella medicina, Gruppo di studi Gente di Gaggio, 2014
- G. Trapani,
Guida alla Rocchetta del conte Cesare Mattei, Mainz, 1883
[Sitografia]
Sito ufficiale Rocchetta Mattei
[Scheda Film Commission]
Emilia-Romagna Film Commission