Rocca Roveresca

Descrizione

Nel centro di Senigallia, a circa 500 metri dalla spiaggia, troviamo quella che è stata un centro fondamentale per la città, la Rocca Roveresca. Essa fu di vitale importanza tra il XV e il XVI secolo, poiché permise di avere una visione del mare e prevenire eventuali attacchi da parte dei Turchi che in quegli anni minacciavano tutta la costa. La Rocca si presenta con un aspetto semplice, protetta da quattro torrioni posti agli angoli del quadrilatero. Si dice che il primo torrione a essere costruito fosse quello a nord verso il mare, eretto in tutta fretta per difendersi dagli attacchi. L’area interna è più complessa ed è stata costruita in epoche e fasi diverse; la disposizione è “irregolare”, per dare un senso di disorientamento. Oggi il complesso ospita numerosi eventi.

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Cenni storici

La Rocca di Senigallia ha una storia molto lunga che va dal 290 a.C. fino ad oggi. Infatti la prima costruzione risale ai tempi della colonia romana, detta Sena Gallica (da cui poi deriva il nome Senigallia), e consisteva in una torre a base quadrata fortificata, che nel tempo venne inglobata all’interno di altre due torri. Altre testimonianze che abbiamo risalgono alla seconda metà del 1300, quando il cardinale Albornoz venne incaricato di rafforzare il potere pontificio nello Stato della Chiesa: costruì varie fortezze, tra cui quella di Senigallia. Tra il XIV e il XV secolo vi furono lavori importanti nella città per bonificarla e migliorarne la protezione ampliando la cinta muraria. Negli anni successivi, grazie al volere di Giovanni della Rovere, la Rocca fu ricostruita con l’aspetto con cui la vediamo oggi. Egli fece pure incidere le scritte “IO DUX” e “IO PRE” su tutta la rocca, abbreviazioni di “Giovanni duca di Sora” e “Giovanni prefetto di Roma”. Finito il periodo ducale e iniziato quello pontificio, la Rocca divenne prima una prigione, poi un orfanotrofio e successivamente, deposito e luogo per funzioni di pubblica utilità, tutto ciò fino al secondo dopoguerra. Solo attorno al 1960 venne aperta al pubblico, anche se necessitava di vari lavori di restauro, a causa di danni risalenti ai due terremoti avvenuti nel 1897 e nel 1930.

Focus narrativi

Giovanni della Rovere fu signore di Senigallia dal 1475 fino al 1501. Venne nominato tale dallo zio, papa Sisto IV (Francesco della Rovere) che gli diede anche la nomina del vicariato di Mondavio. Fu anche prefetto di Roma, duca di Sora e di Arce, capitano generale della Chiesa sotto il quale costruì sia la Rocca Roveresca di Senigallia che quella di Mondavio. Giovanni iniziò la linea dinastica Montefeltro della Rovere sposando Giovanna Montefeltro, linea che si concluse nel 1694. Giovanni della Rovere morì a Roma nel 1501 e venne sepolto a Senigallia, nella chiesa di Santa Maria delle Grazie.

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La Rocca è composta da più parti. Una di queste è il cortile, preceduto da un pontile, (una volta ponte levatoio, con un fossato alimentato dalle acque del fiume Misa), che ci permette di osservare le varie fasi costruttive del complesso. Di fronte all’ingresso troviamo la torre costiera medievale, di cui si vede la base. Sulla destra troviamo una parte delle fortificazioni che avvennero successivamente, quelle in basso sono riconducibili alle costruzioni di Albornoz del XIV secolo, mentre quelle più in alto risalgono ai lavori effettuati dalla famiglia Malatesta un secolo dopo. Sempre qui troviamo oggi conservati cinque cannoni del 1700/1800. Decentrato rispetto al cortile troviamo anche un pozzo rinascimentale, sul quale è scolpito lo stemma di Giovanni della Rovere. Il cortile veniva per lo più usato come casermaggio e per rappresentanza.

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Un’altra parte interessante della Rocca sono i quattro torrioni perimetrali, questi furono costruiti tra il 1480 e il 1482. Hanno tutti misure differenti, ma sono percorribili verticalmente e collegati con la residenza. I primi a essere eretti furono quelli verso il mare per paura degli attacchi Turchi, successivamente quelli più verso l’entroterra. La paura degli attacchi via mare era tale che tutto il lato che collega i torrioni est e nord è dotato di poche aperture in confronto agli altri.

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A destra dell’ingresso principale troviamo l’ingresso alle prigioni, che si trovano al piano interrato, vennero utilizzate tra il XVII e il XIX secolo. Le celle per i detenuti erano molto anguste, probabilmente precedentemente erano luoghi adibiti alle cannoniere, infatti esternamente si vedono le aperture dalle quali i soldati sparavano. I prigionieri avevano a disposizione piccole prese d’aria, che rendevano ancora più massacrante la permanenza. Sopra le prigioni è presente un forno risalente al 1400 che serviva per chi abitava nella Rocca.

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Sulla sinistra del cortile possiamo vedere il palazzetto rinascimentale, costruito per il duca Giovanni della Rovere, da utilizzare come residenza in caso di assedio. Questo edificio è costituito da ben tre piani più i sotterranei. Nei sotterranei vi era un pozzo per conservare le provviste in caso di assedio e sempre da qui parte la scala a chiocciola che sale lungo tutto il torrione Nord. Il piano terra era dedicato all’alloggio degli ufficiali, e vari locali accessori tra cui un granaio e il camino per la preparazione del pane. Nel primo piano abbiamo l’appartamento ducale, un grande salone e anche una piccola cappella. Infine al secondo piano troviamo la Sala di rappresentanza, per feste e udienze del duca.

Spunti videoludici

La Rocca di Senigallia è un luogo ricco di storia, a partire dal III secolo a.C., quando era solo una torre fortificata. Fino a oggi è sempre stato un punto di riferimento per tutta la zona circostante. Il fatto di avere delle prigioni al suo interno gioca a favore della creazione di un gioco basato sulle guerre o su delle conquiste. La Rocca è stata costruita con lo scopo di essere un luogo adatto a resistere agli attacchi nemici anche per diverso tempo. A testimoniarlo il fossato pieno d’acqua che impediva l’accesso se non da un ponte levatoio, oppure dai pozzi per la scorta di cibo, oppure anche la residenza per il duca, utilizzata solo in caso di emergenza. Si ha una sorta di piccola città quasi autosufficiente all’interno della città stessa.

[Sitografia]

Rocca Roveresca Senigallia
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