Rocca di Vignola

Descrizione

La Rocca di Vignola, situata nell’omonimo comune, è una fortificazione medievale costruita tra il X e il XI secolo, con la funzione di difendere la valle del Panaro. Edificata per scopi militari, la Rocca venne trasformata in una sontuosa dimora a partire dal 1401 per volontà della famiglia Contrari, feudatari degli Este. La cappella della fortezza, detta Cappella dei Contrari, ospita suggestivi affreschi tardogotici.

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Cenni storici

La Rocca venne probabilmente costruita tra il X e il XI secolo, in risposta alla calata degli Ungari. Abitata tra il 1247 e il 1331 dalla famiglia dei Grassoni, la Rocca passò sotto il controllo estense nel 1336 e donata da Nicolò III al nobile ferrarese Ugaccione Contrari nel 1401. Nell’arco di vent’anni, la Rocca venne trasformata da edificio militare in una dimora signorile fortificata. In questi anni iniziano anche i lavori di decorazione della cappella, per mano dell’ignoto Maestro di Vignola. Estinti i Contrari, la Rocca passò ai Boncompagni (1577), che abitarono l’edificio fino all’arrivo delle truppe napoleoniche (1796). Dopo aver rivestito diverse funzioni pubbliche nel corso dell’Ottocento, la Rocca venne utilizzata come carcere durante il secondo conflitto mondiale. Dal 1998 la fortezza è proprietà della Fondazione di Vignola, che ne cura la gestione e la valorizzazione.

Focus narrativi

Difficile stabilire l’anno di fondazione della Rocca: sebbene il primo documento che ne attesti ufficialmente l’esistenza risalga al 1178, la storia del castello iniziò almeno due secoli prima. Secondo la tradizione una prima struttura difensiva venne eretta già nel VIII secolo, dove ora sorge il centro storico di Vignola. L’assetto odierno dell’edificio risale verosimilmente alla tarda età carolingia, quando il Vescovo di Modena, intorno al 936, diede ordine di costruire una Rocca per fronteggiare la discesa degli Ungari. Alcuni documenti vescovili del 1160 segnalano anche la presenza di un piccolo borgo all’interno delle mura del castello; altre fonti del XIII secolo, invece, affermano l’esistenza di un palazzo vescovile.

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La Rocca subì diversi assedi durante la sua storia. Nel 945, nel corso della guerra contro Berengario II, il Castello, controllato dal vescovo di Modena Giulio, venne assaltato dal re d’Italia Ugo di Provenza. Nel 1228, dopo un assedio condotto da Alberto da Mangone, la Rocca cadde in mano ai bolognesi guelfi, che l’anno dopo, tuttavia, restituirono la fortezza al comune di Modena. Nuovamente, nel 1239 i bolognesi assediarono Vignola ma questa volta invano, grazie alla tenace resistenza modenese.

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Nel contesto delle lotte tra guelfi bolognesi e modenesi ghibellini, nel 1247 la Rocca venne data alle fiamme da Enzo di Svevia, figlio dell’Imperatore Federico II.

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Nel corso della sua storia, la Rocca fu proprietà di quattro grandi famiglie nobili. Dopo esser aver subito grandi danni a causa dell’incendio del 1247, la Rocca venne acquisita e ricostruita da Gherardo Grassoni, esponente di una potente famiglia locale. Nel 1331 il Comune di Modena requisì la proprietà del castello ai Grassoni: quando nel 1336 gli Este, signori di Ferrara, assunsero la signoria di Modena, la Rocca divenne loro dominio e i Grassoni vennero esclusi da ogni gestione del potere locale. Tra il 1362 e il 1370, Vignola fu al centro della contesa tra il Papato e i Visconti per il controllo del bolognese. I Grassoni cercarono quindi di conquistare e consegnare Vignola ai milanesi, ma il loro tentativo fu vano. Nel 1396, tuttavia, la Rocca venne conquistata da Giovanni di Barbiano, alleato dei Grassoni, ma tre anni dopo tornò sotto il controllo estense. Nel 1401, il castello venne donata in feudo al nobile ferrarese Ugaccione Contrari, che ordinò l’ampliamento e la trasformazione dell’edificio in dimora signorile. I Contrari furono signori di Vignola fino al 1575, quando Ercole Contrari, appena divenuto marchese, fu assassinato, portando all’estinzione della casata. La Rocca venne quindi assegnata a Giacomo Boncompagni, figli di Giovanni XIII. La famiglia dimorerà qui fino al 1796, quando, con l’arrivo delle truppe napoleoniche, venne abolito il governo feudale e i beni dei Boncompagni, Rocca compresa, vennero confiscati.

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La cappella della Rocca, conosciuta come Cappella Contrari, possiede una storia del tutto peculiare. Affrescata nel terzo decennio del Quattrocento, durante i grandi lavori di restauro voluti da Ugaccione Contrari, la cappella venne poi sigillata e dimenticata per secoli, sparendo dai documenti già a partire dal XVII secolo. La camera venne riportata alla luce nel 1907 durante alcuni lavori di restauro. L’ambiente chiuso ha contribuito all’ottima conservazione delle raffigurazioni.

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L’autore degli affreschi è avvolto dal mistero: nonostante siano stati proposti diversi nomi, non esistono altre opere assegnabili alla stessa mano. Pertanto l’autore fu genericamente nominato come Il Maestro di Vignola.

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Il motivo della sigillatura della cappella è ignoto, verosimilmente è legato al soggetto dei cicli di affreschi che decorano le pareti. Le rappresentazioni, infatti, attingono simbologia ed episodi non dai quattro vangeli canonici ma dai testi apocrifi, considerati contrari all’ortodossia cattolica dopo il Concilio di Trento (1545-1563). Alcune di queste iconografie, dunque, potrebbero essere state considerate eretiche. Ad esempio, la Trinità viene rappresentata trifronte, iconografia condannata dal Concilio perché ritenuta mostruosa e riconducibile a Cerbero, il cane infernale. Un’altra rappresentazione inusuale è quella del serpente che abbandona il coperchio del sepolcro di Cristo: la comune personificazione del male è qui metafora positiva di rigenerazione. Con la resurrezione, l’umanità si sarebbe mondata del peccato originario, proprio come un serpente si libera della vecchia pelle dopo la muta.

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Nel corso dell’Ottocento e del Novecento, la Rocca ha assunto varie funzioni pubbliche. Nel 1874 divenne sede della neonata Cassa di Risparmio; nel 1901 alcune sale vennero affittate al Municipio di Vignola mentre nel 1910 vennero affittate al Ministero di Grazia e Giustizia per ospitare la Pretura. Durante la Prima guerra mondiale fu adibita a rifugio per truppe e senza tetto. Nel corso del secondo conflitto mondiale, invece, divenne una prigione prima per i partigiani, poi per i gerarchi fascisti.

Spunti videoludici

La Rocca è stata testimone di numerosi eventi chiave della storia italiana, sia come edificio militare che civile: dall’epoca carolingia fino alla lotta per le investiture, dalle signorie al passaggio di Napoleone fino alle due guerre mondiali. La Rocca è stata per secoli un’immobile sentinella sul Panaro, pertanto può essere il cardine intorno al quale costruire una narrazione che abbracci più secoli di storia del Paese.
Le stanze della Rocca sono anche state testimoni dell’ascesa e della caduta di grandi famiglie potenti. Il castello può essere cornice per storie di tradimenti, intrighi, assedi e nobili resistenze. Una fortezza imprendibile o una residenza signorile, possono valere gli sforzi e i sacrifici di una dinastia?

La Cappella dei Contrari è sia un importante testimonianza dell’arte tardo gotica, sia una singolare raccolta di simbologia pre-conciliare. La scelta di rappresentazioni inusuali e al limite dell’eresia, la sigillatura della cappella, il mistero che avvolge l’autore degli affreschi, sono tutti elementi validi su cui costruire un’avvincente storia: che cosa volevano nascondere veramente i signori del castello? Come mai venne cancellata così accuratamente dai documenti ufficiali? La riscoperta della cappella fu davvero fortuita? La Rocca ha ancora camere misteriose che attendono di essere aperte?

La Rocca venne costruita come edificio militare durante il medioevo e la sua struttura ne è un immediato rimando. Tuttavia l’edificio rivestì, nella storia recente, anche altre funzioni pubbliche, specialmente in momenti di grande crisi. La cornice gotica della Rocca può donare un contesto inusuale per raccontare alcuni capitoli dolorosi dei due conflitti mondiali, quali la difficoltà di sussistenza e la prigionia.

[Bibliografia]

– BENATI D, VANDELLI V. (a cura di), La Cappella Contrari nella Rocca di Vignola, Milano, Fondazione di Vignola – Jaca Book, 2007;
– GIANNINI F., “La Cappella Contrari: la cappella “eretica” della Rocca di Vignola”,in Finestre sull’Arte, 5 settembre 2015.

[Sitografia]

Fondazione di Vignola
Castelli Emilia-Romagna
I Castelli.it

[Scheda Film Commission]

Emilia-Romagna Film Commission

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