Descrizione
Tra le valli del Senio e del Santerno la rocca domina il territorio circostante da un’altezza di circa 715 metri. La sua posizione strategica ha favorito l’alternarsi delle dominazioni sin dagli anni successivi alla caduta dell’Impero Romano. Teatro di battaglie tra eserciti delle più svariate bandiere e capitani di ventura, la rocca perse utilità in età moderna per riacquistarne durante la Seconda guerra mondiale, negli scontri tra partigiani e nazisti.
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Focus narrativi
Nel Medioevo la famiglia Manfredi possiede il territorio della Rocca e le cronache ci riportano alcuni episodi degni di nota, come
lo scontro tra Astorgio II e il nipote Taddeo e lo stratagemma del primo per riprendersi la rocca. Una notte infatti Astorgio II fece intrufolare nella torre un manipolo di uomini che cambiarono le insegne e presero la rocca con l’inganno. Metelli, nella sua
Storia di Brisighella e Val D’Amone, riporta l’aneddoto concentrandosi sulla goffa reazione del castellano e sul tentativo eroico di difesa da parte della moglie: “Il castellano, di nulla sospettando, stava placidamente dormendo con la moglie e i suoi figli fuori della torre maestra e destatosi al trambusto tutto trasognato com'era, non poteva addursi a credere di essere già prigioniero [...] Ma la sua donna, fuggitasene chetamente di letto, mentre gli assalitori erano tutti intenti attorno al marito, tra nuda e vestita, corse a richiudersi nel mastio e fatto prestamente tirare a sé il ponte levatoio, con femminile astuzia vinse il vigore e la destrezza degli uomini i quali accortisi dell'accaduto, posto fuoco al ponte non cessavano di stimolarla alla resa, finché trovandola costante nella ripulsa (...) si volsero alle minacce e fatti venire al suo cospetto il marito ed i figli, mostravano di tor loro, col laccio, la vita. La misera donna mal reggendo all'aspetto dei suoi cari, né volendo, con la perdita di essi comprare la vittoria si diede vinta e rese la fortezza”.
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Tra le
celebri personalità che si alternarono nella conquista o nel possesso della rocca ci furono
Caterina Sforza e il capitano di ventura
Cesare Borgia. La prima decise di far fortificare con strumenti di difesa supplementari l’edificio, ma a nulla valsero contro l’assalto del “Valentino” che, nel 1502 conquistò la Romagna e la rocca.
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Alla fine del ‘500 la rocca, persa la sua utilità strategica, divenne un luogo ufficialmente abbandonato ma, grazie alla sua posizione isolata, fu
sede illegale di una banda di falsari. Grazie agli scavi archeologici degli anni ‘80 sono stati infatti ritrovati stampi e tondelli che servivano per la coniazione di false monete pesaresi.
Dopo che l’autorità locali scoprirono tale parentesi, la rocca fu abitata da alcuni monaci dell’Osservanza di Imola volendo rendere il luogo una comunità per il ritiro spirituale. Tuttavia le fonti che ci sono giunte rimangono incerte sull’effettivo avvio di questa esperienza religiosa, poiché è certo che nella metà del ‘600 la rocca venne totalmente abbandonata, utilizzata addirittura come cava di pietre.
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Durante la
Seconda guerra mondiale, nella rocca e dintorni, si svolsero dei
violenti combattimenti tra le truppe di occupazione naziste e gli Alleati. I partigiani della 36a Brigata Garibaldi Bianconcini conquistarono la vetta ai tedeschi, che contrattaccarono nei giorni successivi, ma invano, in quanto i membri della Resistenza furono coadiuvati da alcuni reparti statunitensi e inglesi di supporto. Gli scontri alla rocca sono rimasti famosi per il loro carattere cruento, tanto che il luogo ricevette l’appellativo di “Little Cassino”. Un ufficiale inglese scrisse a tal proposito: “Il castello, tutto in rovina, è praticamente sotto un bombardamento continuo. È cosparso di cadaveri americani a vari gradi di decomposizione. Ce n’abbiamo persino uno che pende di traverso da una finestra del nostro caposaldo. Siccome ci si può muovere soltanto di notte, al buio si continuano a calpestare teste, corpi, membra…”
Fonti e link
[Bibliografia]
- A.Metelli, Storia di Brisighella e Val D’Amone, Conti, 1872
- P.G. Ardeni, Cento ragazzi e un capitano. La brigata Giustizia e Libertà “Montagna” e la Resistenza sui monti dell’alto Reno, Bologna, Pendragon, 2014
[Sitografia]
Comune di Casola Valsenio
Storia e Memoria di Bologna
Storia e Memoria di Bologna - Progetto scolastico
Montebattaglia.it
Resistenza Mappe