Rocca dei Sanvitale

Descrizione

Il Castello si trova oggi nel pieno centro storico di Noceto. Conosciuto meglio come “Castello della Musica”, ospita il Museo del Disco antico B. Slawitz, La collezione della Liuteria Parmense e la Scuola Internazionale di Liuteria del maestro Renato Scrollavezza. Anticamente all’esterno vi era il classico fossato che circondava il perimetro. La rocca oggi ha un parco al suo interno, nell’antica collocazione del cortile, in cui si può ammirare un ippocastano secolare. All’interno della struttura invece è possibile godere delle antiche sale e degli spazi interni occupati dal museo e dalla liuteria, molte delle quali erano in passato occupati dal tribunale, dalle prigioni e dagli ambienti ad uso abitativo del Podestà e delle truppe.
Oggi risulta un esempio particolarmente virtuoso di conservazione e restauro degli ambienti, in grado di far rivivere l’atmosfera medievale del suo splendore. Le nuova funzionalità di museo e scuola permettono inoltre una valorizzazione particolarmente originale di tutta la struttura.

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Cenni storici

La storia del castello è strettamente collegata alla funzione di Noceto, che in epoca medievale è possibile identificare come una vera e propria cittadella militare, una sorta di avamposto fortificato.
L’attuale conformazione del castello è da addebitare a Pier Maria de’ Rossi, che, per conto dei Sanvitale, nel 1400 fece ricostruire l’edificio precedentemente distrutto nel corso delle contese tra famiglie nobili. Le prime attestazioni di un forte si hanno infatti nel 1226, quando la fazione guelfa di Parma vi si stanziò. Le fonti si fanno rade fino alla ricostruzione sopra citata, ma appare certo che il castello fu conteso e preso d’assedio svariate volte e infine raso al suolo dai Visconti.
Nel 1402 la famiglia dei Sanvitale si stanziò a Noceto, ma ciò non risparmiò alla Rocca altre peripezie tra riedificazioni, assedi, e conquiste più o meno lunghe che videro come protagonisti principali proprio i Sanvitale e i Visconti, con i primi che ogni volta ebbero a riconquistare il castello perduto in battaglia.
Anche nel 1551, in occasione della guerra di Parma, i Sanvitale furono costretti a fare i bagagli per far posto all’occupazione delle milizie imperiali, salvo poi ritornare nel castello al termine della guerra.
Nel 1612 si segnala una nuova tappa per il luogo, che passa sotto il potere dei Dalla Rosa, poiché i Farnese, Duchi di Parma, ne imposero la cessione a seguito della congiura che vide coinvolto Alfonso Sanvitale ai danni di Ranuccio I Farnese. Tuttavia, poco dopo, il castello tornò in mano ai Sanvitale fino all’età napoleonica, quando vennero annullati i privilegi e i feudi in tutta la penisola italiana.

Focus narrativi

Nel 1611 Antonio Sanvitale viene arrestato per aver preso parte alla congiura contro Ranuccio I Farnese. Il suo nome venne fuori dopo la confessione, estorta sotto tortura, di Onofrio Martani. Anche diversi parenti furono coinvolti e condannati a morte. L’avvenimento causò la cessione di Noceto a un’altra famiglia, gettando un’onta di colpevolezza sui Sanvitale per gli anni a venire. L’avvenimento curioso riguarda il conte Alfonso, che venne arrestato inizialmente con l’accusa di aver ucciso la moglie e soltanto successivamente si scoprì tutta la congiura architettata ai danni del Farnese. Il piano dei congiurati avrebbe previsto proprio l’uccisione di Ranuccio nella chiesa dei Cappuccini di Fontevivo. Tuttavia, le prove di tale avvenimento furono estorte con la tortura, metodo non ortodosso e, come insegna la storia, non sempre portatore di verità. C’è infatti chi punta il dito proprio sulla volontà di Ranuccio di impossessarsi dei feudi e delle ricchezze della famiglia di stanza a Noceto. Difficile ricostruire una verità storica univoca, ci rimangono i fatti, che si conclusero con l’esposizione delle sette teste dei congiurati al patibolo.

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Nella Rocca si trova ancora oggi conservata una vasca votiva di grandi dimensioni (due metri di profondità) risalente alla civiltà Terramare. Nel 2004 è stata ritrovata con al suo interno numerosi reperti dell’età del bronzo. Gli studiosi sono ancora incerti circa l’uso che ne venne fatto e la sua funzione originaria sembra essere quella di un barcone votivo, ossia un manufatto funebre per aiutare il defunto nel viaggio nell’aldilà. Di certo le dimensioni presupporrebbero un defunto di altrettanta grandezza: rimane il mistero.

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Tra il castello di Noceto e le immediate periferie del paese si tramanda la leggenda dei “muroni”. Essi sarebbero spiriti inquieti costretti a vagare tra la rocca e i ruderi di un’antica dimora poco distante, che fu distrutta durante la Seconda guerra mondiale. I poveri fantasmi sarebbero stati avvistati vestiti di tutto punto, completi di armatura e asce, disperati per aver perso la propria casa originaria e si lamenterebbero per il proprio cambio di dimora forzato dalla campagna alla città. Vengono chiamati “muroni” proprio perché, prima della celebre battaglia di Legnano del 1176, i signori del castello avrebbero murato vivi i soldati che custodivano un tesoro, ovviamente mai più ritrovato.

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Dal dicembre del 2005 il Comune ha adibito la struttura a “Castello della Musica”, inaugurandovi due musei: il Museo del Disco antico B. Slawitz e la Scuola Internazionale di Liuteria. Nel primo vengono esposti strumenti ad arco e a pizzico molto antichi e al suo interno si trovano raccolte di dischi in vinile a 33 e 78 giri; nel secondo troviamo una delle più importanti scuole di formazione in Italia nel campo della liuteria.

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All’interno del castello è visitabile (e usufruibile) l’unica Camera Ottica ancora funzionante in Italia. Sembra risalire all’incirca al 1800; chi volesse utilizzarla noterà il funzionamento grazie a due specchi concavi che riflettono un’immagine rovesciata della piazza che si estende proprio fuori il Castello. Il meccanismo ottico permetteva agli ultimi proprietari del castello di osservare gli avvenimenti al di fuori dell’edificio senza essere visti dai passanti.

Spunti videoludici

Uno spunto sicuramente da indagare, anche alla luce dei pochi esempi presenti, sarebbe quello relativo alla musica. L’ideale sarebbe la creazione di un videogioco educativo, anche in collaborazione con le strutture presenti nella Rocca, senza trascurare il ricorso a nuove tecnologie. Ovviamente il luogo si presta, come tutti gli altri castelli medievali, al ritratto in giochi di guerra o strategia, avendo anche un buon apparato storico alle spalle. Dal punto di vista narrativo è molto interessante la storia della congiura ai danni di Ranuccio I, che potrebbe esser raccontata e declinata secondo vari generi videoludici, dall’avventura grafica alla visual novel.

[Bibliografia]

– E. Grassi, Fontanellato, la famiglia e la rocca Sanvitale, Noceto, 1932;
– AA. VV., La vasca di Noceto. Acqua e civiltà nelle terramare, Milano, Skira, 2009.

[Sitografia]

Comune di Noceto
Beni Culturali online
Castelli del ducato
Luoghi Misteriosi
Emilia Misteriosa

[Scheda Film Commission]

Emilia-Romagna Film Commission

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