Descrizione
A circa 30 km da Bologna, nel comune di Medicina, sorge l’importante Stazione Radioastronomica, gestita dall’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), che comprende due strumenti di rilevazione: la grande Croce del Nord e una antenna parabolica da 32 metri di diametro.
La Croce del Nord, con un’area di raccolta complessiva di oltre 30000 m², è tra i più grandi radiotelescopi di transito del mondo: costituita da due rami perpendicolari lunghi 564 metri (E-W) e 640 metri (N-S) può osservare solamente i corpi che transitano sul meridiano celeste del luogo (da qui il nome “radiotelescopio di transito”). La Croce del Nord è usata per la ricerca delle Pulsar, stelle di neutroni che ruotano molto velocemente emettendo radiazioni elettromagnetiche ad intervalli estremamente regolari; è impiegata anche in un progetto internazionale per la costruzione di un radiotelescopio di nuova generazione che sarà molto più sensibile rispetto a qualsiasi altro radiotelescopio oggi esistente.
La parabola di 32 metri è sfruttata sia per produrre immagini ad altissima risoluzione, insieme ad antenne poste in altri paesi europei, sia per lo studio di comete, sistemi planetari extrasolari, osservazioni di asteroidi potenzialmente pericolosi per la Terra, analisi geodinamiche per misurare gli spostamenti della crosta terrestre…
Data l’importanza della stazione di Medicina presso i suoi laboratori, una squadra di ingegneri e tecnici è costantemente impegnata nella progettazione e nello sviluppo di tutti gli aspetti riguardanti gli strumenti osservativi.
Il radiotelescopio partecipa anche al progetto SETI (Search for Extra Terrestrial Intelligence).
Focus narrativi
Il
programma SETI, al quale la stazione radioastronomica di Medicina partecipa, si pone l’obiettivo di rintracciare vita intelligente extraterrestre in grado di inviare segnali radio nello spazio profondo; il “SETI Institute”, fondato dall’astronomo e astrofisico Frank Drake nel 1974, utilizzando vari ricevitori posti in diverse nazioni del mondo, scandaglia il cosmo alla ricerca di eventuali segnali radio artificiali di origine non umana.
Data l’immensità dell’Universo, la probabilità di avere un risultato positivo è molto basso, per questo, anche alla stazione radioastronomica di Medicina, il sistema di acquisizione dati opera in parallelo alle osservazioni in corso svolte per altre ricerche non richiedendo perciò uno specifico tempo dedicato; i segnali acquisiti dai radiotelescopi non vengono poi analizzati dai computer dei diversi istituti di ricerca, che invece sono dedicati all’analisi di dati solo per scopi astrofisici, ma, siccome la potenza di calcolo necessaria è molto grande, si è chiesto l’aiuto delle persone comuni che, col programma “SETI@Home” attraverso uno screensaver, possono “prestare” del tempo-calcolo dei loro computer per l’analisi dei segnali ricevuti dal progetto SETI.
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L’unico segnale che possa somigliare ad una comunicazione interstellare individuato dal programma SETI è il cosiddetto “
Wow signal” del 1977; così chiamato dall’annotazione “Wow” scritta sul tabulato stampato del computer del radiotelescopio dell’Università dell’Ohio dall’astronomo che lo rivelò, si trattò di un forte segnale radio di 72 secondi che successivamente non fu mai più ascoltato.
Non è chiaro ancora oggi se sia stato effettivamente un
segnale di origine aliena, un’interferenza radio-elettrica creata dall’uomo oppure se fosse dovuto a un fenomeno astronomico.
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Nel 1961
Frank Drake, fondatore del SETI, propose un’equazione, che da lui prende il nome, per stimare il numero di civiltà extraterrestri presenti nella nostra galassia con le quali si può supporre di stabilire una comunicazione;
l’equazione di Drake considera sette parametri: il tasso medio annuo di formazione di nuove stelle nella nostra galassia, la frazione di stelle con sistemi planetari, il numero medio di pianeti per sistema planetario adatti alla vita, la frazione di pianeti su cui si è effettivamente sviluppata la vita, la frazione di pianeti su cui si sono evolute forme di vita intelligenti, la frazione di civiltà extraterrestri con una tecnica progredita e la durata di vita media di queste civiltà evolute.
Diversi di questi parametri sono purtroppo completamente congetturali rendendo perciò praticamente impossibile pervenire ad un risultato; alcuni scienziati tuttavia, proponendo alcuni stime per i parametri incogniti, sono giunti alla conclusione che nella nostra Via Lattea potrebbero esserci circa 23 civiltà extraterrestri in grado di comunicare.
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Nel 2009 dalla stazione radioastronomica di Medicina è stato captato il segnale test della
sonda Voyager 1 lanciata nel 1977 per esplorare il sistema solare esterno; ad oggi la sonda Voyager, che sta operando e comunicando da oltre 41 anni, si trova a più di 144 Unità Astronomiche dal sole (più di 21 miliardi e 547 milioni di km) essendo così l’oggetto artificiale più lontano dalla Terra.
Sulla sonda Voyager, che si prevede continui ad operare fino al 2025, è stato anche inserito un disco di rame placcato in oro per grammofono contenente suoni e immagini della vita sulla Terra con lo scopo di far conoscere ad eventuali forme di vita extraterrestri alcuni aspetti del nostro mondo.
Fonti e link
[Bibliografia]
- Ficarra A., Gandolfi E., Perugini F.,
Il radiotelescopio “Croce del nord”, Lodi, Tipolitografia Lodigraf, 1977, Estratto da Giornale di Astronomia Vol. 3 - n.3 settembre 1977.
[Sitografia]
Sito ufficiale
Seti.org