Descrizione
La pieve di San Siro è una chiesa risalente alla fine del XI secolo. Arroccato su una roccia a strapiombo sul fiume Oglio, la chiesa domina dall’alto il comune di Capo di Ponte. A causa della sua sua posizione sulla nuda roccia, la pianta dell’edificio è particolarmente irregolare e presenta numerose anomalie. Nella pieve è presente una cripta e un percorso per l’iniziazione dei catecumeni.
Location
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Focus narrativi
La pieve poggia direttamente sulla roccia a 410 metri sul livello del mare, a strapiombo sul soggiacente fiume Oglio. Costruita seguendo l'irregolare conformazione della pietra, l'edificio ha una pianta fortemente irregolare e anomala. La chiesa non presenta una facciata, poiché la parte occidentale, su cui tradizionalmente si aprono gli ingressi degli edifici cristiani, è inglobata nella roccia. La porta d'accesso si trova sul lato meridionale. All'interno della chiesa è presente un battistero, stranamente posizionato sul lato sinistro, in opposizione alla porta d'ingresso. La chiesa presenta tre navate, posizionate su tre piani diversi tra di loro. L'altare è molto rialzato rispetto al pavimento e vi si può accedere grazie ad una singolare scalinata a ridosso del muro opposto. Nel lato occidentale della chiesa sono presenti alcuni gradoni ricavati dalla roccia, che secondo la tradizione servivano come sedile per i catecumeni in attesa di ricevere il battesimo. Dai gradoni si accede, tramite una piccola porta e una scala a chiocciola, ai locali utilizzati come canonica e al campanile. Per accedere alla torre campanaria è necessario passare in un'apertura detta Cà del Rumit, dimora in tempi antichi di un eremita. Al di sotto del presbiterio è presente una cripta, a sua volta divisa in tre ambienti absidati, da cui, in molti punti del pavimento, affiora la roccia viva della montagna.
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La pieve venne costruita in un punto anticamente dedicato a
divinità pagane camune. In seguito venne eretto un castelliere romano, dedicato anch'esso al culto pagano. Dell'edificio romano sono rimasti numerosi resti, riutilizzati e riadattati per la costruzione della chiesa.
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In periodo longobardo circolò la
leggenda che le
reliquie di San Siro, patrono di Pavia, la capitale del regno, fossero state trasportate in questa zona. Nel VIII secolo, dove ora sorge la pieve, venne edificato un
piccolo tempio longobardo, forse coincidente con l'attuale cripta, dove si diceva fossero conservati i resti del Santo.
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Ogni 9 dicembre, giorno di San Siro, un raggio di luce solare entra da una finestra e illumina la fonte battesimale, ricavata da un recipiente per le olive di epoca romana.
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I
catecumeni, ovvero coloro che venivano iniziati al percorso di fede per essere ammessi al Sacramento del Battesimo, non erano autorizzati ad entrare nella chiesa prima di essere battezzati. Nella pieve era stato predisposto un cammino, che facesse raggiungere ai catecumeni la vasca passando attraverso la cripta e che fungeva da
percorso iniziatico. Dopo essere entrati nella cripta grazie ad una porta oggi murata, il catecumeno percorreva un cammino immerso nell'oscurità. Dopo aver risalito delle scale, il percorso sfociava nella navata laterale della pieve, dove si trovava il battistero e la luce. Questo percorso conduceva il neo cristiano all'interno della chiesa in modo surreale: il catecumeno avrebbe visto la fonte battesimale solo il giorno del Sacramento, sarebbe uscito dalla cripta buia, metafora della morte, per entrare nella chiesta illuminata, simbolo di vita. I battezzati uscivano poi all'esterno, per asciugarsi ai raggi del sole, a simulare una rinascita simbolica a nuova vita.
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La
cripta posta sotto il presbiterio è la parte più antica della pieve. L'ambiente presenta una serie di colonne con capitello istoriato nello stile longobardo, curiosamente corte e in disarmonia con il resto della cripta. La realtà è che il pavimento della cripta venne rialzato perché sotto di essa è presente una
stanza segreta, impossibile da riaprire a causa delle precarie condizioni di tenuta dell'edificio. Numerose crepe vengono tenute controllate con apprensione, poiché si teme che un giorno il presbiterio possa crollare a valle.
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Il portale della pieve è un interessante esemplare di
arte romanica lombarda. A destra e a sinistra del portale, vi sono due colonne con capitello uno decorato con sirene bicaudate e l'altro con "anfisbene" , delle sorta di serpenti alati a due teste. Altre decorazioni, quali i nodi celtici e di Salomone, comuni in più punti della pieve, veicolano l'idea del cambiamento e della mutazione, concetti legati al Sacramento del Battesimo.
Fonti e link
[Bibliografia]
- Bortolo Rizzi,
Illustrazione della Valle Camonica, Pisogne, Pietro Ghitti Librajo, 1870.
[Sitografia]
Turismo Valle Camonica
Itinera