Descrizione
Nel cuore dell’Appennino Reggiano si erge il massiccio rupestre di Bismantova, imponente formazione calcarea risalente al Miocene. Alta trecento metri rispetto alla valle circostante, essa incanta chiunque la incontri. La sommità pianeggiante della roccia ospita una ricca miscellanea di arbusti, in particolare il nocciolo, ma si può trovare il ginepro comune, il sorbo montano, il maggiociondolo e più specie di orchidee. Non vi è ancora un censimento completo della fauna locale, ma sono presenti le tipiche specie dell’ Appennino Tosco-Emiliano. La zona è ricca di vie e falesie che vengono scalate da centinaia di climbers ogni anno.
Location
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Focus narrativi
Ai piedi del massiccio sorge un
eremo benedettino precedente al XIV sec., costruito intorno ad una cappella preesistente dedicata al culto della Madonna della pietra.
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Vi sono diverse idee sulle
origini del toponimo Bismantova: alcuni l’hanno ricondotto all’etrusco man (pietra scolpita) e tae (altare per sacrifici); altri a un’origine celtica, da vis (vischio), men (luna) e tua, espressione di un antico
culto lunare che si manifestava nella raccolta notturna del vischio tra i querceti della zona.
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Di Bismantova c'è traccia anche nella
Divina Commedia. Dante la cita nel IV canto del Purgatorio, e sembra che il poeta abbia preso spunto proprio dalla Pietra di Bismantova per descrivere il monte del Purgatorio:
Vassi in Sanleo e discendesi in Noli,
montasi su Bismantova e 'n Cacume
con esso i piè; ma qui convien ch'om voli;
dico con l'ale snelle e con le piume
del gran disio, di retro a quel condotto
che speranza mi dava e facea lume
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Sin dalla costruzione della cappella per la Madonna, questo luogo é stato associato alla benevolenza e alla luce, ma nasconde un profondo lato oscuro. Un’antica
leggenda avvolge questo capolavoro della geologia: si narra che sulla sua sommità vi dimorasse il
Demonio e che le sue impronte impresse sulla roccia ne fossero la prova e il monito. Si racconta che nel XVII secolo due padri gesuiti vennero a conoscenza di un gruppo di adoratori di Satana, atti a svolgere rituali di
magia nera sulla sommità della Pietra, e che il loro “signore” si rivelasse la notte del Sabba Infernale. Per scacciare il maligno i due decisero di inviare sulla cima un valoroso paladino ma, la sera dopo la battaglia, durante una cena nel refettorio dei Cappuccini a Reggio, le spoglie del cavaliere squarciarono il soffitto e caddero straziate dinnanzi all’orrore dei due Padri. Allora uno dei due,
Spiridione, decise di affrontare la bestia con l’esorcismo e così continuò sino alla fine dei suoi giorni, invano.
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Il 24 settembre 2012 è stata avvistata una
sorgente luminosa di grandi dimensioni sulla sommità della Pietra accompagnata da
picchi di radioattività e variazioni del campo elettromagnetico, non visibile ad occhio umano, ma percepita e fotografata nella banda dell’infrarosso. Misteriose sfere di luce sono state avvistate più volte sulla Pietra, come rilevato dal gruppo di ricercatori capitanato da Nicola Tosi del progetto UAP (leggi
approfondimento).
Fonti e link
[Bibliografia]
Diego Filippi,
La Pietra di Bismantova, Versante Sud, 2015
Umberto Toschi,
Emilia Romagna, Unione Tipografico - Editrice Torinese, 1961
[Sitografia]
La Pietra e la Bismantova
Luoghimisteriosi.it
[Scheda Film Commission]
Emilia-Romagna Film Commission