Descrizione
A due minuti a piedi dallo splendido duomo, nella città di Siena, si trova una delle piazze più belle e caratteristiche d’Italia. Piazza del Campo si presenta in maniera unica nel panorama artistico italiano – e non solo – per la sua peculiare forma a conchiglia, per la sua integrità architettonica, per la sua storia e per il palio. La sua circonferenza è di 333 metri e la sua pavimentazione è caratterizzata da mattoni rossi a coda di pesce divisi da 10 righe di travertino bianco, che le conferiscono appunto la forma di una conchiglia e creano 9 sezioni differenti che sembrano indicare verso il Palazzo Pubblico, sede del governo civico. La piazza è l’immagine della città, di cui rappresenta la storia e fu precisa volontà del comune quella di creare questa coerenza architettonica che ancora oggi la caratterizza e contraddistingue.
Location
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Focus narrativi
Quando Siena divenne una delle città più importanti e colte dell’Europa,
il Palio divenne il momento ludico e conclusivo delle feste annuali in onore di Maria Vergine Assunta patrona di Siena e del suo Stato. Ma già da prima del XIII secolo si ha testimonianza di una corsa di cavalli a Siena. Le modalità le conosciamo presumibilmente tutti. Due volte all’anno diciassette contrade, una per ogni suddivisione storica della città, si sfidano in una corsa di cavalli in un circuito nella piazza. Inizialmente, il Palio era molto diverso da quello che prende luogo oggi in Piazza del Campo: a correre erano solo i nobili e notabili, su cavalli che loro appartenevano, e il circuito del Palio si svolgeva su una linea retta che andava da fuori le mura al Duomo e il premio era un pallium¸ una lunga pezza di stoffa preziosa. Si giunse poi al periodo rinascimentale, in cui i giorni del Palio erano occasioni prettamente mondane: avendo i signori smesso di combattere personalmente le guerre, relegate ai mercenari, questi cessarono anche di correre il Palio. Le guerre erano diventate mestiere di mercenari, le gare mestiere di fantini. Il Palio divenne quindi semplicemente per i nobili uno spettacolo da ammirare da fuori, per cui giungevano in città per la giornata. Dopo la caduta della repubblica di Siena il Palio perse il significato di trionfo cittadino. Si trasferì in maniera definitiva in Piazza del Campo qualche decennio dopo e si cominciò sempre più frequentemente a disputare il Palio “alla tonda”, che assunse forma definitiva e cadenza regolare verso la fine del Seicento. Nel secolo successivo venne introdotto un secondo Palio, che trovò anche una sua regolamentazione definitiva. Oggi a ogni Palio partecipano 10 contrade tra le 17 totali, scelte a sorte e secondo un particolare regolamento che permette la rotazione dei partecipanti. Inevitabilmente si sono create rivalità e alleanze fra contrade nel corso degli anni, rendendo la questione ancora più avvincente.
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Nel complesso della piazza non si può non notare la cosiddetta
Torre del Mangia. Svetta nel complesso della piazza, grazie ai suoi 88 metri di altezza, e rappresenta uno degli elementi più caratteristici di quest’ultima. Alla base della torre è presente un unico blocco di tufo, molto resistente ed elastico. Dal primo piano dei magazzini, grazie alla presenza di una piccola botola è possibile accedere al basamento tramite una piccola botola. Qui sono state ricavate piccole stanze dove si dice che i
condannati a morte trascorressero la loro ultima notte. Nei secoli la facciata della torre venne affrescata diverse volte e per proteggere i dipinti dalle intemperie venne installata una tettoia in mattoni, della quale ancora oggi si riconosce la forma triangolare appena sopra l’orologio. La torre venne costruita anche con l’intento di trovare una collocazione adatta per le campane del Comune.
Il campanaro cui venne dato l’incarico di battere le ore si chiamava Giovanni di Balduccio. La sua capacità di sperperare soldi e guadagni come nulla fosse gli valse l’appellativo di “Mangiaguadagni”, abbreviato Mangia, eponimo che dà il nome dalla torre.
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In molti hanno camminato sul suolo di Piazza del Campo nel corso dei secoli. Uno dei più importanti fu il francescano e teologo
Bernardino da Siena. Il prete fu chiamato diverse volte a predicare in Piazza del Campo, la più importante di tutte queste volte fu la predica che ebbe luogo nel 1427 e da cui venne creato un libro, Le prediche volgari di San Bernardino¸ raccolta dei 45 sermoni che il Santo tenne per 45 giorni di fila. Bernardino aveva appena rifiuto la nomina papale a Vescovo di Siena ma venne comunque invitato dai governanti a tenere questo ciclo di prediche. Venne scelto che Bernardino predicasse nella Piazza all’alba, di modo che tutti potessero ascoltarlo e in suo onore venne alzato un altare per la Messa tra due finestre del Palazzo Comunale e costruito un pulpito su quattro gambe di legno. A sinistra del pulpito stavano le donne, a destra gli uomini divisi da un tendone di modo che agli uomini non “si balestrassero” gli occhi. Finita la Messa iniziava subito la predicazione, che finiva intorno alle 7, ora in cui aprivano i negozi. Le 45 prediche trattano di ogni aspetto della vita, pubblica e privata. Il maestro Bartolomeo, modesto cimatore di panni, per quarantacinque giorni si recò in Piazza con l’intento di trascrivere tutte le prediche in tavolette cerate, ricopiate su carta pecora la sera. Grazie a lui le orazioni sono arrivate ai tempi nostri.
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Il
Palazzo Pubblico è l’edificio più importante che si affaccia su Piazza del Campo. Era la sede del Governo dei Nove e all’interno di queste stanze vennero prese decisioni che influirono pesantemente sul futuro del Comune di Siena. La facciata è composta di quattro ordini nel corpo centrale e tre nelle due ali laterali. Il corpo centrale è rialzato di un piano rispetto alle due ali laterali e sulla sommità si presenta un coronamento merlato guelfo. Al centro della facciata c’è un grande disco che presenta il trigramma di Cristo ideato da San Bernardino da Siena, mentre più sotto è presente lo stemma dei Medici, installato dopo il dominio della signoria fiorentina. I fori che costellano la facciata sono buche pontaie usate dai costruttori medievali per alloggiare le travi in legno delle impalcature necessarie al cantiere. Le sale interne sono oggi adibite a museo e conservano capolavori dell’arte. Fra le sale più importanti sono quella del Concistoro, sala delle adunanze del comune in età moderna. Sono presenti anche una Cappella e un’Anticappella, quest’ultima affrescata da Taddeo di Bartolo su temi mitologici e di storia romana. È presente anche una Sala del Mappamondo, detta anche Sala del Consiglio con affreschi di Simone Martini. La sala prendeva il nome da un mappamondo girevole andato oggi perduto. La sala più importante, comunque, è la
Sala dei Nove dove è presente il famoso affresco di Amborgio Lorenzetti,
Effetti del buono e del cattivo governo, straordinario esempio di allegoria politica. Il ciclo di affreschi si presenta purtroppo molto rovinato, soprattutto nella parte del Cattivo governo, ma rappresenta comunque il più vasto ciclo profano del Medioevo con un’estesa raffigurazione del paesaggio e mostra le personificazioni di vari concetti astratti e due paesaggi che rivelano gli effetti su una città e la sua campagna di buoni e pessimi governatori.
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Tutto
il resto della piazza è adornato di elementi architettonici ed edifici costruiti, come detto, seguendo precise regole dettate dal comune per omogeneizzare l’aspetto estetico corale. È presente un tabernacolo marmoreo ai piedi della Torre del Mangia, avanzato rispetto al profilo del palazzo comunale, unico edificio sporgente rispetto alle superfici della piazza, detto Cappella di Piazza. La prima fontana pubblica cittadina è ancora oggi in Piazza del Campo e viene chiamata Fonte Gaia. Il nome deriva proprio dal primato della fontana, accolta con esultanza dai cittadini quando venne inaugurata. Per alimentare la fontana è stata costruita un’imponente opera idraulica, una galleria lunga circa trenta chilometri. Le decorazioni originali furono creazioni di Jacopo della Quercia ma vennero sostituire nel XIX secolo da delle sculture fatte col più resistente marmo di Carrara. Un altro palazzo molto importante della piazza è quello della Loggia della Mercanzia, costruito come ampliamento ed abbellimento del Palazzo della Mercanzia, sede della medesima Arte della Repubblica di Siena. Gli altri palazzi sono il Palazzo Chigi-Zondadari, primo palazzo che si incontra dallo sbocco di via dei Rinaldini, Palazzo Sansedoni, un maestoso palazzo nato dall’aggregazione di diversi palazzi gentilizi, Casa De Metz, Palazzo d’Elci e la Costarella, una ripida strada dove era presente l’antica Porta Salaria sulla cinta primitiva. È un varco molto importante perché collega la piazza con la via Francigena a nord e la Maremma a Sud.