Palazzo Vernazza - Foto di Simone Macchia, licenza CC-BY-SA-3.0, da Wikimedia Commons

Palazzo Vernazza

Descrizione

Il palazzo ha origini cinquecentesche, ma è stato sottoposto più volte a restauro. Negli ultimi anni sono stati effettuati degli scavi archeologici che hanno portato alla scoperta di un tempio di Iside di epoca romana.

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Cenni storici

Palazzo Vernazza Castromediano è stato costruito nel XVI secolo con funzioni residenziali. Tuttavia si ipotizza che, sul finire del Medioevo, vi fosse già un nucleo centrale, una sorte di torrione che aveva funzione di avvistamento e protezione di una delle vicine porte della città, Porta San Biagio.

Al suo interno venivano stipate preziose riserve di olio organizzate in complesse cisterne. Il Palazzo subì numerosi rifacimenti, specialmente nell’800, quando fu effettuata anche la creazione di ambienti del tutto nuovi alla costruzione originaria.

Nel 2005 sono stati iniziati gli scavi degli archeologi dell’Università del Salento, che hanno portato alla luce un antichissimo nucleo messapico del IV secolo a.C. e i resti di un antico tempio romano dedicato alla dea Iside.

Focus narrativi

Il Palazzo si affaccia su una piazza, anticamente “piazza della zecca”. È ancora oggi possibile vedere il piccolo terrazzo dal quale le donne si affacciavano per assistere alle feste o alla vita cittadina da una posizione privilegiata e senza intrattenere rapporti con i ceti meno abbienti.

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Gli scavi recenti hanno messo in luce anche dettagli della struttura fortificata di epoca medioevale: sono emersi archetti pieni di conchiglie, finestre e mensole raffinate che indicano che la torre non aveva esclusivamente funzione militare. C’è un forte simbolismo nelle finestre che danno sull’ingresso, che richiamano motivi a candelabra: il richiamo è al fiore dell’agave, pianta che fruttifica una sola volta e che poi muore. Il fiore è a forma di colonna ed è stato storicamente associato alla passione di Cristo e alla sua ascensione in cielo.

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Gli stessi scavi degli anni 2000 hanno scoperto l’importante tempio dedicato a Iside. La dea apparteneva al culto egizio e, come avvenuto per altre forme di sincretismo, è stata inclusa nel pantheon degli dei romani. Il suo culto fu particolarmente vivo a partire dalla conquista delle terre egiziane (grande impulso alla diffusione si ebbe con Cleopatra, cui fu concesso da Cesare di edificare diversi templi a Roma). La dea e il suo culto penetrarono a fondo nell’Impero, fino ad avere parecchi elementi in comune con altre divinità legate alla maternità, alla fertilità e alla natura. Un aspetto interessante, poiché poi ripreso dal cristianesimo, era la predicazione del culto da parte di sacerdoti e sacerdotesse. Molto forte anche la somiglianza con la Maria del culto cristiano.

Spunti videoludici

Il materiale più sfruttabile in ottica videoludica è costituito dalla scoperta del tempio dedicato a Iside. L’ambientazione dell’antica Roma possiede in sé caratteri narrativamente validi e, nei primi tempi della sua diffusione, il culto della dea ha incontrato diverse opposizioni. Un’avventura grafica costituisce la migliore soluzione per inscenare misteri, enigmi e fatti connessi al culto di Iside.

[Bibliografia]
J. Frazer, Il ramo d’oro. Studio sulla magia e la religione, Bollati Boringhieri, Torino, 2012 (1^ediz. 1915)
S. Schettino, Iside e Maria di Nazareth attraverso mito e stregoneria, 2014

[Sitografia]
Puglia Turismo
Salogentis.it
RomanoImpero.com

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