Palazzo dei Diamanti

Descrizione

Il Palazzo dei Diamanti è uno dei monumenti più famosi di Ferrara e, più in generale, del Rinascimento italiano tutto. Caratteristica di spicco del palazzo è il bugnato esterno composto da circa 8500 blocchi di marmo a forma di punte di diamante, i quali orientati diversamente a seconda della posizione nella facciata danno vita a efficaci effetti prospettici grazie a giochi di ombre sapientemente impiegati per catturare la luce e spingerla verso il basso, verso l’alto oppure lateralmente.

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Cenni storici

Progettato da Biagio Rossetti nel 1492 per conto di Sigismondo d’Este, fratello del duca Ercole I, il palazzo fu costruito tra il 1493 e il 1503. Fu abitato dai d’Este fino alla devoluzione alla Santa Sede del 1598. Dal 1586 fu casa di Cesare d’Este e di Virginia de’Medici: in questo periodo furono decorati i tre ambienti abitati da Virginia: la “stanza matrimoniale”, la “stanza del parto” e quella “del bocciolo”. Nel 1641 fu ceduto da Francesco I d’Este a Guido I Villa. Nel 1832 venne acquistato dal Comune di Ferrara e vi furono ospitati Pinacoteca e Ateneo Civico. I bombardamenti del 1944 danneggiarono e distrussero parte delle opere conservate nei depositi. Dal terremoto del 2012 il palazzo è in fase di restauro.

Focus narrativi

Si dice che sotto una delle formelle (il cui numero non è mai stato definito con precisione, si sa solo che è compreso tra 8500 e 12000) sia nascosto il preziosissimo diamante proveniente dalla corona di Ercole I d’Este. Si dice che soltanto Ercole e il suo capomastro conoscessero l’ubicazione precisa del diamante, e che proprio per precauzione un giorno Ercole convocasse il pover’uomo e lo facesse accecare e privare della lingua pur di non fargli rivelare il segreto. A posteriori di questa minacciosa dimostrazione di potere, Ercole I donò poi all’uomo una generosa somma di denaro. In questo modo si assicurò che la posizione del cimelio non venisse mai rivelata.

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Pare che il palazzo sia realizzato in una posizione ben precisa all’interno dell’Addizione Erculea, l’ampliamento di Ferrara portato avanti da Ercole I. Suddetto ampliamento fu infatti pianificato anche grazie agli studi di rinomati astrologi come Pellegrino Prisciani. La pianta dell’Addizione Erculea originariamente aveva una forma pentagonale e al suo interno il palazzo aveva una posizione centrale: era posto in modo che le energie telluriche vi venissero catalizzate, sulle basi di precisi calcoli astrologici o numerologici. Tutto sembra legato alla leggenda del diamante: che la preziosa pietra avesse un valore ben più rilevante del mero potere d’acquisto? La posizione del Palazzo, centro gravitazionale del pentagono astrologico dell’Addizione, lo rende luogo di convergenza delle energie della città: proprio come un diamante, pietra incorruttibile ed eterna in grado di catalizzare la luce.

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Numerose le mostre di alto livello ospitate temporaneamente nel palazzo: si ricordano tra le altre quelle dedicate a Claude Monet, Marc Chagall, Paul Gauguin, Pablo Picasso, Edgar Degas, William Turner ed Henri Matisse, le cui opere sono state esposte al piano inferiore dal 1992 al 2017.

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Rilevanti nell’edificio gli interni, che ruotano attorno a un tipico cortile con chiostro e pozzo di marmo (peculiarità dei giardini ferraresi), nonché le decorazioni attribuite a Gabriele Frisoni, tagliapietre mantovano.

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La pinacoteca nazionale raccoglie principalmente opere di artisti ferraresi del Quattrocento e Cinquecento. Tra i nomi più rilevanti Andrea Mantegna, Carlo Bononi, Michele Pannonio, Cosmè Tura, Dosso Dossi, Benvenuto Tisi da Garofalo e Serafino de’ Serafini.

Spunti videoludici

Allineamenti di pianeti, calcoli astronomici, mappe geometriche e ricolme di numerologia: più lo spazio videoludico si carica di significato, più assume un peso narrativo forte dell’eredità di un passato remoto e più si rende misterioso, più l’azione del giocatore diventa a sua volta un processo magico, ricco di sfumature. Il Palazzo dei Diamanti potrebbe essere il punto d’incontro ideale tra un trascorso storico/artistico e un passato fatto di misteri, di tesori nascosti e di oscure coincidenze astrologiche o esoteriche. Come non pensare a una prospettiva ibrida tra passato e presente, che si azzardi addirittura ad allineare in un percorso investigativo gli studi disposizionali dell’Addizione Erculea e i più celebri pittori ferraresi, il diamante nascosto di Ercole I e i giochi d’ombre del bugnato esterno. Una rilettura simile, seguendo gli esempi di thriller basati sul passato patrimoniale come quelli di Dan Brown, potrebbe dar vita ad avventure videoludiche che utilizzino lo spazio del Palazzo come microcosmo denso di significati, come crocevia di vite, opere e segreti accomunati da un filo rosso carico di fascino.

[Bibliografia]

– Lucia Bonazzi, Palazzo dei Diamanti. Una visita guidata, Nuovecarte, Ferrara, 2017.

[Sitografia]

Sito ufficiale del Palazzo dei Diamanti

[Scheda Film Commission]

Emilia-Romagna Film Commission

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