Descrizione
Il Palazzo dei Diamanti è uno dei monumenti più famosi di Ferrara e, più in generale, del Rinascimento italiano tutto. Caratteristica di spicco del palazzo è il bugnato esterno composto da circa 8500 blocchi di marmo a forma di punte di diamante, i quali orientati diversamente a seconda della posizione nella facciata danno vita a efficaci effetti prospettici grazie a giochi di ombre sapientemente impiegati per catturare la luce e spingerla verso il basso, verso l’alto oppure lateralmente.
Focus narrativi
Si dice che sotto una delle formelle (il cui numero non è mai stato definito con precisione, si sa solo che è compreso tra 8500 e 12000) sia nascosto il
preziosissimo diamante proveniente dalla corona di Ercole I d'Este. Si dice che soltanto Ercole e il suo capomastro conoscessero l'ubicazione precisa del diamante, e che proprio per precauzione un giorno Ercole convocasse il pover'uomo e lo facesse accecare e privare della lingua pur di non fargli rivelare il segreto. A posteriori di questa minacciosa dimostrazione di potere, Ercole I donò poi all'uomo una generosa somma di denaro. In questo modo si assicurò che la posizione del cimelio non venisse mai rivelata.
***
Pare che il palazzo sia realizzato in una posizione ben precisa all'interno dell'Addizione Erculea, l'ampliamento di Ferrara portato avanti da Ercole I. Suddetto ampliamento fu infatti pianificato anche grazie agli studi di rinomati astrologi come
Pellegrino Prisciani. La pianta dell'Addizione Erculea originariamente aveva una forma pentagonale e al suo interno il palazzo aveva una posizione centrale: era posto in modo che le energie telluriche vi venissero catalizzate, sulle basi di precisi
calcoli astrologici o numerologici. Tutto sembra legato alla leggenda del diamante: che la preziosa pietra avesse un valore ben più rilevante del mero potere d'acquisto? La posizione del Palazzo, centro gravitazionale del pentagono astrologico dell'Addizione, lo rende luogo di convergenza delle energie della città: proprio come un diamante, pietra incorruttibile ed eterna in grado di catalizzare la luce.
***
Numerose le
mostre di alto livello ospitate temporaneamente nel palazzo: si ricordano tra le altre quelle dedicate a Claude Monet, Marc Chagall, Paul Gauguin, Pablo Picasso, Edgar Degas, William Turner ed Henri Matisse, le cui opere sono state esposte al piano inferiore dal 1992 al 2017.
***
Rilevanti nell'edificio gli interni, che ruotano attorno a un tipico cortile con chiostro e pozzo di marmo (peculiarità dei giardini ferraresi), nonché le decorazioni attribuite a Gabriele Frisoni, tagliapietre mantovano.
***
La pinacoteca nazionale raccoglie principalmente
opere di artisti ferraresi del Quattrocento e Cinquecento. Tra i nomi più rilevanti Andrea Mantegna, Carlo Bononi, Michele Pannonio, Cosmè Tura, Dosso Dossi, Benvenuto Tisi da Garofalo e Serafino de' Serafini.
Fonti e link
[Bibliografia]
- Lucia Bonazzi,
Palazzo dei Diamanti. Una visita guidata, Nuovecarte, Ferrara, 2017.
[Sitografia]
Sito ufficiale del Palazzo dei Diamanti
[Scheda Film Commission]
Emilia-Romagna Film Commission