Museo Delta Antico

Descrizione

Il Museo Delta Antico è ospitato all’interno dell’ex Ospedale degli Infermi, edificio costruito tra il 1778 e il 1784 e utilizzato con la funzione di ospedale fino agli anni ’70. Rispetto alle basse abitazioni di Comacchio, l’edificio si erge monumentale: l’effetto sperato era quello di risultare aulico e imponente sul tessuto urbano, in stile neoclassico e con alte colonne, con due annessi laterali che servivano da farmacia e da oratorio. Sono presenti due campanili ai lati e, oltre al mattone rosso, risalta il bianco della pietra d’Istria.
All’interno del museo sono esposte diverse collezioni archeologiche che attraversano più epoche, dalla protostorica a quella medievale. Ciò che collega la visita è sicuramente la storia della foce del fiume Po, che nei secoli è stata crocevia di commerci e scambi per tutto il Mediterraneo.

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Cenni storici

L’edificio fu costruito su progetto dell’architetto ferrarese Antonio Foschini, noto in quegli anni anche per l’assegnazione dei lavori a Palazzo Paradiso e al Teatro Comunale a Ferrara. La costruzione fu fortemente voluta da Papa Clemente XIV e pensata come un luogo in cui si potessero coniugare salute e cristianità, così come testimoniato dalla lapide posta all’ingresso (“affinchè la povertà e l’abbandono non siano di ostacolo al raggiungimento della salute”). L’inaugurazione dell’Ospedale avvenne nel 1811, grazie a un decreto di Eugenio Napoleone, a quell’epoca vicerè d’Italia.
Le sue funzioni originarie di ospedale furono rispettate fino agli anni ’70, quando si decise un restauro e l’assegnazione della nuova funzione museale. Dal 2007 infatti, l’edificio ospita il Museo del Delta Antico.

Focus narrativi

A Valle Ponti (Comacchio) nel 1981 è stata ritrovata una nave romana di età augustea con tutto il suo carico, conservata oggi al museo. L’imbarcazione è lunga circa 20 metri e sono state trovate al suo interno anfore, lingotti di piombo, attrezzi da lavoro di ogni genere e capi d’abbigliamento. È stato ritrovato anche il carapace di una tartaruga, che, con ogni probabilità, veniva tenuta a bordo come portafortuna. Esempi unici nel panorama archeologico risultano inoltre alcuni tempietti votivi in piombo per Venere e Mercurio, le divinità protettrici dei marinai e dei commercianti.

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Il celebre studioso e divulgatore Alberto Angela, in un servizio della trasmissione Superquark, ha messo in luce un’ipotesi affascinante circa uno dei ritrovamenti del carico della nave romana. Tra i reperti sono stati infatti rinvenuti, oltre a un sandalo femminile, un gladio e un pugnale finemente decorati, probabilmente non appartenenti a un legionario semplice, ma ad un ufficiale. Ciò sembra suggerire una presenza abbastanza certa di un ufficiale a bordo, che si ipotizza possa aver portato con sé, sulla nave, anche la moglie e il resto della famiglia.

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All’interno del museo, particolare importanza è stata conferita alla città etrusca di Spina. Oggetti e monili di vario genere si trovano conservati nelle sale e danno testimonianza del glorioso passato della città che sorgeva vicino all’odierna Comacchio. L’elemento certo determinante fu quello di collante tra il mondo latino e il mondo greco nei commerci tra Adriatico ed Egeo: non è un caso infatti che il Museo Delta Antico oggi conservi numerosissime ceramiche e svariati oggetti come corredi funerari e altro che dimostrano la prosperità dell’insediamento.

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La produzione del sale a Comacchio ebbe un ruolo geopolitico a partire dall’Alto Medioevo. Proprio la posizione su cui si trova adesso l’edificio, ebbe ruolo di crocevia per commerci e scambi, considerato il suo affacciarsi quasi direttamente sulla laguna. Nell’epoca successiva alla caduta dell’Impero Romano infatti, sorsero una serie di insediamenti sulle coste legati a Goti, Bizantini e Longobardi. Nel Museo di recente inaugurato sono conservati i segni di tali attività, come ad esempio molti reperti risalenti all’età tardomedievale. Questi testimoniano soltanto l’inizio della storia che renderà famosa tutta Comacchio per la produzione del suo “oro bianco” (che porterà alla guerra del sale con Venezia nel 932).

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L’edificio ha svolto la funzione di ospedale per molto tempo. All’epoca in cui venne costruito fu da subito notevole anche per l’estrema modernità delle sue sale e dei suoi servizi. Le stanze per i ricoveri erano ampie, luminose, arieggiate e separate da quelle utilizzate per la chirurgia e per il parto. Per l’epoca ciò costituiva un esempio innovativo, dal punto di vista funzionale, ma anche da quello architettonico: s’inserisce infatti nell’epoca del neoriformismo pontificio, periodo in cui è in auge lo stile neoclassico. Ciò, non a caso, rendeva l’edificio un vero e proprio “tempio” della salute, ottenuto grazie al (notevole) sacrificio economico di tutta la comunità comacchiese.

Spunti videoludici

Gli elementi conservati all’interno del Museo (e il passato ricco di storia di cui sono preziosa testimonianza) potrebbero fornire ottimi spunti per un educational game, consentendo anche modalità di esplorazione innovative, come ad esempio il VR o l’AR. Dal punto di vista narrativo, particolarmente interessanti ci sembrano da un lato le vicende dell’ospedale, location perfetta per ambientare storie da intessere con i particolari del contesto cittadino comacchiese; ma dall’altro anche le vicende più antiche della misteriosa nave romana, avvolta nel mistero del suo naufragio.

[Sitografia]

Museo Delta Antico
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