Narni Sotterranea

Narni Sotterranea

Descrizione

Una chiesa rupestre affrescata e i resti rinvenuti con uno scavo archeologico, un viaggio virtuale all’interno di un acquedotto romano, le segrete dell’Inquisizione, il tutto scoperto da un gruppo di giovani speleologi nel 1979. Il complesso di ipogei fa parte dei sotterranei di un convento domenicano distrutto durante la Seconda guerra mondiale.

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Cenni storici

“Gli ambienti della Narni Sotterranea si trovano nel centro storico di Narni e vi si accede dall’interno dei giardini pubblici retrostanti l’ex chiesa di San Domenico.

La scoperta degli ambienti sotterranei è avvenuta fortuitamente nel 1979. Negli anni successivi sono stati riportati alla luce e restaurati diversi locali tra cui una chiesa protoromanica, scavata nella roccia e risalente al XII-XIII secolo, con ciclo pittorico di poco posteriore raffigurante tra gli altri dipinti, quello di San Michele Arcangelo cui l’edificio religioso è dedicato.

Oltre questo ambiente si può visitare l’aula che fu destinata a Tribunale dell’Inquisizione ove sono esposti, a scopo dimostrativo, strumenti di tortura dell’epoca e la cella dove venivano rinchiusi i condannati che conserva toccanti tracce della permanenza dai prigionieri nel locale” (da umbriacultura.it)

Gli spazi della Narni Sotterranea sono stati aperti al pubblico nel 1994 dagli stessi volontari che scoprirono il sito. La storia del luogo è stata ricostruita grazie a documenti rinvenuti negli archivi vaticani.

Focus narrativi

“Eravamo in sei: Mauro, io, mio fratello Gianni, Marco, Massimo e l’altro Mauro, tutti coetanei, eccetto me, di quattro anni più grande […] «Là sotto, annate a vedé là sotto. Spostate i spini». Non ce lo facemmo ripetere due volte. In pochi minuti avevamo aperto un varco sotto il quale comparve un piccolo passaggio al livello del terreno […] Il fascio luminoso correva veloce sulle pareti; poi, a un certo punto, si fissò su quella di sinistra. Due grandi occhi ci stavano osservando” (dal volume Alla ricerca della verità). Fu l’anziano Ernani a indicare ai sei ragazzi quel misterioso e inesplorato pertugio sotto i giardini di San Bernardo, che portò all’incredibile scoperta. L’affresco di un angelo che teneva nella mano sinistra un globo accolse gli esploratori nella dimenticata chiesa dedicata a San Michele Arcangelo.

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I ragazzi si trovarono di fronte a un mistero che avrebbe accompagnato uno di loro per più di vent’anni. Si scoprì che quei luoghi erano stati sede non solo del tribunale dell’Inquisizione, notizia di cui si era persa memoria negli archivi cittadini, ma anche di una stanza delle torture e di una piccola cella adiacente. Quel che inizialmente si sapeva è che il convento, costruito nel Trecento, era stato trasformato in caserma durante l’invasione napoleonica.

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A proposito della cella, scrive Roberto Nini: “Non avevamo mai visto nulla di simile durante la nostra pur breve vita. Eravamo tutti e sei in un piccolo ambiente con copertura a volta, lo sguardo che roteava per ammirare le quattro pareti e il soffitto. Intorno a noi, sull’intonaco, con un oggetto appuntito erano stati incisi migliaia di segni”. Tra quei graffiti, traccia concreta delle sofferenze patite dagli inquisiti, emerge a più riprese la mano di un misterioso detenuto, tale Giuseppe Andrea Lombardini, che ha voluto lasciare ai posteri un messaggio, ancora non completamente decifrato, fatto di simboli alchemici e massonici.

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Roberto Nini, uno di quei sei avventurosi ragazzi che ancora oggi dirige il gruppo di volontari che gestisce il sito, ha dedicato gran parte delle propria vita a decifrare il mistero di Lombardini. Lungo il percorso, ha incontrato uomini di chiesa, ha visitato l’Archivio Segreto Vaticano e ha fatto la conoscenza di membri della massoneria. Le sue ricerche si sono estese fino all’Irlanda del Nord: al Trinity College di Dublino sono infatti custoditi alcuni documenti relativi all’Inquisizione di Narni.

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Durante le ricerche su Lombardini, è emersa la figura di un altro detenuto, rinchiuso nella stessa cella: Domenico Sciabocco. Il bigamo di Narni, così chiamato a causa del reato per cui fu condannato, evase dalla cella uccidendo il proprio carceriere. L’omicidio scosse la comunità di Narni. Dopo la fuga rocambolesca e un breve viaggio, Sciabocco fu nuovamente catturato.

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La scoperta di quei sotterranei è stata accompagnata da alcuni fenomeni paranormali, legati alla presenza di un fantasma (probabilmente quello di Lombardini) apparso in sogno alla moglie di Nini e incontrato anche da uno dei muratori all’interno dei sotterranei. Stando alla versione del muratore, si sarebbe trattato di “un uomo con un cappuccio in testa, un saio con dentro nessuno”.

Spunti videoludici

Nell’epoca di Stranger Things, con i Goonies stabilmente presenti nell’immaginario di più d’una generazione, l’esoterica storia della Narni Sotterranea e di questo avventuroso gruppo di ragazzi sembra non aspettare altro che un videogioco. Come non bastasse il mistero che circonda quei luoghi, c’è anche da considerare che Narni è il centro geografico d’Italia, oltre che probabile fonte d’ispirazione per la celebre serie di romanzi di C.S. Lewis, Le cronache di Narnia.
A livello narrativo non sembra mancare nulla: Roberto Nini è il corrispettivo umbro del Robert Langdon di Dan Brown; il percorso di scoperta si presta a una struttura episodica che sveli passo passo traguardi e nuove scoperte. Inquisizione, Massoneria, fantasmi, simboli alchemici ed esoterici (nella cella è inciso, tra gli altri, anche un albero della vita) che possono fornire la base per enigmi e rompicapo, oltre che per suggestioni magiche.

Asset già disponibili: esiste una ricostruzione virtuale della chiesa del XIII sec., che racconta come si è modificata nel corso del tempo.

[Bibliografia]
Roberto Nini, Alla ricerca della verità. I misteri dell’Inquisizione a Narni, Edizioni Thyrus, Terni, 2016

[Sitografia]
Sito Ufficiale

[Scheda Umbria Cultura]
Narni Sotterranea

Scheda realizzata in collaborazione con i curatori del sito

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