Descrizione
A Darzo, piccolo borgo della Valle del Chiese, per oltre un secolo sono rimaste in attività miniere di barite. È una storia che accomuna molti borghi del territorio: la presenza di un’attività così radicata ha toccato numerose famiglie e varie generazioni. Le miniere, con il loro incessante operato, non privo di tragedie, hanno accelerato lo sviluppo economico e sociale della valle.
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Focus narrativi
Negli ultimi anni l’Associazione La Miniera e alcuni volontari della Pro Loco di Darzo, hanno realizzato una serie di interviste a persone nate o residenti a Darzo e nelle comunità limitrofe. Questa serie di interviste a ex lavoratori e lavoratrici è chiamata Ritratti di Miniera, “una raccolta di ricordi personali legati all'epopea della storia delle Miniere di Darzo in Valle del Chiese (Trentino), dove per centoquindici anni (1894-2009) si è estratta barite”.
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Tra le inestimabili testimonianze della vita intorno alle miniere è presente un
piccolo racconto autobiografico di Nino Scaglia, farmacista vissuto a Storo, che racconta la
realtà quotidiana dei mineurs . Dal lunedì al venerdì ogni minatore si alzava all’alba per arrivare in tempo all’ingresso della galleria prima dell’inizio del turno. I minatori faticavano per otto ore, ma se l’azienda lo richiedeva anche nove o dieci. I lavoratori si rifocillavano con polenta e lardo o minestrone, pasti che non compensavano affatto il grande impiego d’energie della giornata. L’agognato sabato permetteva un po’ di riposo e frivolezze mentre la domenica veniva vissuta in preparazione verso la nuova settimana di fatiche. Lo stesso racconto fa una digressione, non senza una nota di rammarico, riguardo le malattie contratte dai minatori. La barite, quando perforata dai trapani elettrici, produce infatti una polvere sottile e letale. Questa polvere è costituita da cristalli affilati che, se respirati, vanno a ledere i tessuti dei polmoni, provocando un’inevitabile degenerazione.
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A Darzo il 4 dicembre viene festeggiata Santa Barbara, la martire protettrice dei minatori e degli artificieri. I festeggiamenti durante gli anni d’attività delle miniere rappresentano per i minatori i ricordi più felici. Le famiglie si ritrovavano in chiesa per pregare, cantare e ringraziare Santa Barbara. I festeggiamenti continuavano anche il pomeriggio con un pranzo comunitario, bevute e altri canti. A questi si univano tutte le famiglie dei lavoratori, nessuno escluso, dagli autisti ai dirigenti d’azienda. Oggi la patrona viene ancora festeggiata, ma oltre la venerazione della santa lo stesso giorno vengono svolte diverse attività legate alla memoria storica delle miniere.
Fonti e link
[Bibliografia]
AA.VV.,
Ritratti di Miniera, raccolta di testimonianze curata da Silvia Alba, 2010-2014
[Sitografia]
Miniere di Darzo, La Miniere (associazione di promozione sociale)