Descrizione
La Marmolada, conosciuta anche come la Regina delle Dolomiti, è un gruppo montuoso delle Alpi che si trova tra le province di Belluno e Trento. Grazie alla quota di 3343m raggiunta dalla sua Punta Penia, è il più alto del Veneto e di tutte le Dolomiti. Il gruppo montuoso ospita inoltre il più grande ghiacciaio vallivo delle Dolomiti, il Ghiacciaio della Marmolada.
Location
Get directions
src="https://www.google.com/maps/embed/v1/place?q=46.4345444,11.849937700000055&key=AIzaSyCeYjHtEdNCpL9l68QilMLNa_ebRx0CDw8">
Focus narrativi
Nei fitti boschi e sulle tortuose vie di montagna, secondo alcune leggende, è possibile incontrare il
Salvan (Om dal bosch). L’essere è un uomo ricoperto di peli, con una lunga barba e vestito con indumenti ricavati dalla natura. Il suo copricapo è fatto d’erba secca e decorato con pigne e rami, i calzini sono piante rampicanti e per proteggersi dalle intemperie indossa un lungo mantello creato con il muschio preso dagli alberi. Secondo alcuni racconti il Salvan, durante i mesi autunnali, talvolta visita le case lasciate aperte per sfamarsi e scaldarsi. La visita del Salvan può portare fortuna o rovina e curiosamente anche dei consigli sulla caseificazione.
***
La Marmolada ospita un racconto con alcuni elementi in comune con la fiaba popolare di Cenerentola ma dai risvolti più tragici. La protagonista è
Conturina, una bellissima ragazza che viveva con la matrigna e due sorellastre. Conturina era al centro delle attenzioni di nobili e cavalieri della zona che andavano a visitare la ricca matrigna. Per gelosia, la matrigna proibì a Conturina di parlare in presenza degli ospiti in modo da additarla come muta e ottusa. La bellezza di Conturina continuava comunque a non far demordere i numerosi pretendenti e di conseguenza le fu proibito anche di muoversi, costretta a fingersi paralitica. Non bastò e la matrigna esasperata chiese l’aiuto di una strega, chiedendole di farla diventare una statua di pietra. La statua continua ad essere ammirata a discapito della matrigna e le sorellastre. La bella Conturina, ormai diventata statua fu trasportata lontano dall’abitazione della matrigna, incastonata nella roccia e dimenticata. L’unica testimonianza della sua esistenza è un flebile canto proveniente dalle rocce e sentito dai pastori della Valle Ombretta. Nel corso degli anni questo canto, ammaliò anche un soldato di guardia al valico. Il giovane promise che alle prime luci dell’alba si sarebbe arrampicato per salvarla. Purtroppo la storia, a differenza delle fiabe più classiche non ha lo stesso lieto fine: il soldato non arrivò in tempo e il sortilegio, dopo lo scadere del settimo anno divenne eterno.
***
La genesi del ghiacciaio della Marmolada viene associata ad un racconto ammonitore. La protagonista è una ricca e avara donna di Penìa che decise di andare a lavorare invece di partecipare ai festeggiamenti della Madonna. La donna andò a lavorare nei campi perché preoccupata di perdere il raccolto a causa dell’arrivo di un temporale. Gli abitanti del paese cercarono di farle cambiare idea, consigliando di non ignorare i festeggiamenti e quindi di evitare di commettere peccato. La donna ignorò i compaesani affermando che non le interessava la Madonna ma solo il suo fieno. Come risposta all’avarizia, la pioggia diventò neve e ricopri tutto. Il manto nevoso diventò una spessa coltre di ghiaccio mai più scioltasi, intrappolando la donna per sempre. Nelle notti più tetre, secondo i racconti, è possibile sentire le grida di terrore della donna alla ricerca di una via d’uscita dai ghiacci perenni.
Fonti e link
[Bibliografia]
Dino Coltro,
Gnomi, anguane e basilischi. Esseri mitici e immaginari del Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino e Alto Adige, Cierre Edizioni, Verona 2006
Karl Felix Wolff,
I Monti Pallidi: leggende delle Dolomiti, Mursia, Milano 2016
[Sitografia]
Sito Unesco Dolomiti
Museo della Marmolada
LaSoldanella.org