Descrizione
Come tante altre realtà sarde, la storia della città di Oristano inizia per mano dei fenici e si sviluppa nei lunghi secoli di dominazione spagnola. Furono proprio i catalani ad introdurre quella che oggi è il simbolo della città: la Sartiglia, la tradizionale giostra equestre che si rinnova ad ogni carnevale.
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Focus narrativi
L’istituzione dei gremi era prerogativa speciale delle
Città Regie sarde, ossia non infeudate, in epoca spagnola. Queste corporazioni di carattere religioso riunivano persone che svolgevano lo stesso mestiere. Questi erano “in grembo” ad un santo, ossia erano da esso protetti. I gremi gestivano ogni fase della vita lavorativa e si impegnavano nella gestione di feste religiose o d’associazione, pena l’esclusione dal gruppo.
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La Sartiglia si sviluppa in due giornate distinte: la prima è l’ultima domenica di carnevale ed è curata dal Gremio dei Contadini; la seconda cade di martedì grasso ed è gestita dal Gremio dei Falegnami. Ogni giostra è suddivisa in quattro fasi: la vestizione, la
corsa alla stella, la corsa alle pariglie e la svestizione.
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Al centro della corsa vi è la figura de Su Componidori, nominato dal proprio gremio in occasione della Candelora. La prima fase, quella della vestizione, è ad esso interamente dedicata. Il cavaliere prescelto viene aiutato ad indossare gli
antichi abiti dalle masaieddas, giovani ragazze vestite con il costume tradizionale oristanese. Con l’apposizione sul viso della maschera imperturbabile la trasformazione in Componidori è completata. Il colore della maschera varia a seconda del gremio di appartenenza. Terminata la vestizione, su Componidori salirà a cavallo senza toccare il suolo (il cavallo viene infatti fatto avvicinare al tavolo dove si è svolta la cerimonia – il tabù della terra non dovrà essere infranto sino alla svestizione) e guiderà la corsa. La sua figura è quasi un simbolo sacro, accentuato dall’atto di benedizione da lui compiuto con sa pippia de maju, un doppio mazzo di mammole. È lui ad iniziare e a portare a termine la corsa e l’evento quando, svestiti i panni del Componidori, tornerà ad essere un cavaliere.
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La corsa si svolge nell’antica città murata. Il corteo è aperto da Su Componidori, con i suoi luogotenenti Su Segundu Cumpoi e Su Terzu Cumpoi, che per primi discendono la città al galoppo nel tentativo di cogliere con la spada delle stelle appese con un filo in alto. Seguono 120 cavalieri (il numero è salito nel corso degli anni), scelti dallo stesso Componidori e vestiti con gli abiti della tradizione sarda o di quella spagnola. La corsa si conclude con una seconda discesa de su Componidori con su stoccu, una
lancia di legno. Concluse le discese, la corsa alle stelle si chiude con sa remada, una prova di abilità in cui su Componidori si lancia al galoppo completamente riverso sul cavallo e così benedice la folla.
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Inizia poi la
corsa delle pariglie, ossia delle esibizioni acrobatiche eseguite a cavallo da gruppi di tre cavalieri, ognuna aperta da squilli di tromba o rulli di tamburi, che segnano anche ogni fase della Sartiglia.