Descrizione
La struttura si trova in pieno centro a Palermo, nell’attuale via Roma. Agli inizi del Novecento questo lussuoso albergo ospitò scandali, episodi di cronaca rosa e di cronaca nera; vero e proprio salotto della vita di inizio secolo dell’alta classe palermitana, nel corso degli anni passarono da qui diversi ospiti illustri e si verificarono diversi episodi curiosi, casi di omicidio rimasti irrisolti e scandali amorosi.
Location
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Focus narrativi
Sul lato opposto della strada all’edificio si trova una
piccola chiesa anglicana, fatta costruire dalla famiglia degli Ingham-Whitaker quando ancora l’hotel era la loro residenza privata. La chiesa, l’unica di culto anglicano in città, è ancora visibile su via Roma ed è collegata con l’Hotel tramite un
passaggio segreto, oggi mimetizzato da un grande specchio nella Sala Azzurra dell’Hotel.
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Nel novembre 1881
Richard Wagner completa qui la sua opera
Parsifal. Il pittore francese
Pierre-Auguste Renoir, venuto a conoscenza del soggiorno del famoso compositore, decide di andare a Palermo per offrirgli di ritrarlo.
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Francesco Crispi passava spesso il suo tempo in Hotel, impartendo lezioni di politica e usando il luogo come quartier generale di alcune sue azioni.
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Tra gli avvenimenti più curiosi si racconta di una
cena in Hotel con dodici diverse portate, organizzata dal palermitano Vittorio Emanuele Orlando, all’epoca
Presidente del Consiglio del Paese (tra il 1917 e il 1919).
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La hall dell’hotel ospitò spesso dichiarazioni di
duelli e schiaffi col guanto. Particolare è il caso di Ernesto Perrier de La Conette e il marchese Emanuele De Seta, che si sfidarono per ben sette volte.
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30 aprile 1917, il filosofo e giornalista Camilo Josè Enrique Rodò Pineyro ospite dell’Hotel venne portato d’urgenza in ospedale per forti dolori addominali, ma morì subito dopo l’arrivo. Nonostante la versione ufficiale parlasse di tifo addominale e nefrite, vi furono diverse opinioni contrastanti e alcuni parlarono di avvelenamento.
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1933, stanza 224: il famoso scrittore Raymond Roussel viene trovato morto nel suo letto. La versione ufficiale parlò di suicidio causato da un overdose di barbiturici, dei quali il francese faceva spesso uso. I dubbi sulla sua morte vennero ridestati molti anni dopo da un altro scrittore,
Leonardo Sciascia, che nel suo scritto
Atti relativi alla morte di Raymond Roussel portò avanti una tesi molto più complessa di un semplice suicidio. Nutriva parecchi dubbi su alcuni punti oscuri della vicenda, come la mancanza di un’autopsia sul corpo di Roussel e la scomparsa dell’autista la sera del suo suicidio.
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1937, stanza 322: un uomo, presumibilmente una spia inglese, viene trovato ucciso con un pugnale sulla schiena. Il caso restò irrisolto.
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Durante la
Seconda guerra mondiale l’Hotel viene requisito dalla Marina americana con a capo Charles Poletti, che incontrò più volte il boss Vito “don Vitone” Genovese. Quello fu soltanto uno dei summit della mafia italo-americana, tra i quali quello organizzato nel 1956 da Lucky Luciano, il boss dei due mondi, con gli esponenti della
mafia siciliana.
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1961, stanza 351: un agente segreto americano vola giù dalla finestra e muore sul colpo. In camera con lui c’era la sua segretaria, ritrovata sotto shock. Il caso rimase irrisolto.
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1962, stanza 350: viene arrestato il boss mafioso Charles Orlando mentre si trovava in dolce compagnia.
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La Stanza 204 ha ospitato per quasi 50 anni
il Barone Di Stefano. Uomo di cultura e vero intrattenitore, viene ricordato da Leonardo Sciascia che, più di una volta si scambiava con lui al bar quattro chiacchiere su storia e musica lirica.
Fonti e link
[Bibliografia]
Melinda Zacco,
Il mondo in un cassetto, Zacco Editore, Palermo, 2015.
Clara Serretta,
Alla scoperta dei segreti perduti della Sicilia. Itinerari per scoprire nuovi scorci, leggende, aneddoti, tradizioni, Newton & Compton, Roma, 2016.
Bartolomeo Di Monaco,
Gli elzeviristi del “Corriere della Sera” dal 1967 al 1970. Vol. III, 2012.
[Sitografia]
Palermo Today
Repubblica.it