Gressan, Castello Tour de Villa - Foto C. Arruga per Film Commission Vallee D'Aoste

Gressan

Descrizione

Gressan, uno tra i venti Borghi più belli d’Italia, è un paese della Valle d’Aosta situato sul versante destro della Dora Baltea, a quattro chilometri da Aosta. Le caratteristiche dell’ambiente montano permeano l’atmosfera del borgo, sospeso nel tempo e costellato di edifici storici, incastonato come una perla tra le cime che lo cingono.

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Cenni storici

Sebbene si ipotizzi l’insediamento umano in quest’area fin dal neolitico, i primi abitanti della zona di cui si ha certezza sono i Salassi, popolo di probabile origine Celtica in guerra con i Romani fin dal sec. II a.C., la cui sconfitta portò alla fondazione di Augusta Praetoria Salassorum (oggi Aosta) e alla loro deportazione.

Le loro terre divennero fondi agricoli, tra i quali spicca il cosiddetto Fundus Gratiani (dal quale deriverebbe il nome Gressan). Gressan conserva ancora oggi la sua vocazione agricola (le mele sono il prodotto principale) cui si affianca il richiamo turistico come meta naturalistica e sciistica (nel territorio di Gressan si trova, infatti, l’importante meta sciistica di Pila).

Focus narrativi

La Plantà è un’antica torre situata del territorio di Gressan. Sebbene la maggior parte delle fortificazioni valdostane sia di origine medievale, è possibile che la torre de la Plantà risalga al periodo romano. La torre è a pianta quadrata, mozza al terzo piano e dotata di spesse mura di pietra. L’edificio svetta solitario su una strada che conduce alla Dora, in una piana coltivata a vigna e frutteto. Un insieme visivamente ricco di suggestione. La torre de la Plantà risalirebbe secondo Guglielmo Lange al periodo augusteo, nel quale i romani puntarono al rafforzamento della zona a seguito della vittoria riportata dalle truppe di Aulo Terenzio Varrone Murena sul popolo dei Salassi nel 25 a.C. Attualmente la torre non è visitabile a causa del rischio di crollo. A poca distanza dalla stessa si trova il castello di Tour de Villa (privato, ben conservato).

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All’interno del territorio di Gressan si trova l’area protetta della Côte de Gargantua. Letteralmente “mignolo di Gargantua” con rifermento al gigante inventato da Rabelais. Poco distante dalla riserva si trova il museo della Maison de Gargantua il cui percorso (sia interno che esterno, tra riserva e campi coltivati) affronta tematiche naturalistiche legate alla vita quotidiana delle antiche comunità della zona.

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Notevole è anche la chiesetta di Sainte-Marie-Madeleine de Villa, di stile romanico, caratterizzata da un campanile asimmetrico con contrafforte per far fronte alle frequenti alluvioni.

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Circolano alcune curiose leggende: una di queste vuole che le Morene di Gressan, due grandi colline rocciose, si siano formate nel corso di una battaglia tra due fate maligne e San Grato. Le due fate crearono due grandi cumuli di roccia per fermare il corso della Dora.

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Un’altra leggenda, legata non solo a Gressan ma alla zona alpina e all’intera Valle d’Aosta, narra dell’esistenza di una strana creatura, il dahu, una sorta di mammifero quadrupede di sembianze caprine e caratterizzato da zampe più corte su un lato (si parla infatti di dahu levogiri e destrogiri in base alla posizione delle zampe corte). Questa caratteristica anatomica costringerebbe il dahu a muoversi sempre nello stesso verso e a compiere, dunque, il giro delle montagne. Si dice che fosse molto curioso e che per catturarlo bastasse urlare il suo nome per farlo voltare e, quindi, cadere. Il dahu inoltre sarebbe uno dei pochi mammiferi a deporre uova.

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La Festa delle Mele di Gressan fa sì che per le vie del borgo sorga un mercato di prodotti tradizionali circostanti la coltivazione del frutto, ospitante anche numerose bancarelle di artigianato locale e alcune esposizioni artistiche. Reperibili anche punti di ristoro e qualche spettacolo di animazione per bambini e famiglie.

Spunti videoludici

L’area naturale che richiama il gigante di Rabelais, abitata tra l’altro da creature buffe quanto misteriose, situata tra il verde della valle e il chiarore algido delle montagne, è quanto di più adatto si possa pensare per un contesto che mescoli l’indagine folkloristica e storica alla fantasticheria. Essa inoltre, essendo circoscritta per sua stessa natura, già limita le possibilità esplorative del videogiocatore, costringendolo a muoversi entro confini ben precisi senza l’ausilio di barriere o impedimenti narrativi di sorta.

[Bibliografia]
Lange G., Torri romane in Valle d’Aosta. Arnaz – Gressan – La Tour d’Hérères e Morgex. Aosta, Tipografia Valdostana, 1969

[Schede Film Commission]
Baita Betheres Vecchio (Pila)
Castello Tour de Villa

[Videografia]

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