Descrizione
Gattara è un’antica contea ormai esclusa dall’ordinamento politico italiano da molto tempo. Ha goduto di un passato particolarmente florido sotto la guida dei conti di Carpegna, illustri in tutto il territorio romagnolo; uno di essi è citato anche da Dante Alighieri nella sua Commedia. Oggi ci appare come un piccolo borgo abbandonato, ma che nel corso dei secoli si è conservato perfettamente, grazie alla vicina presenza di Casteldelci. Il paesaggio di cui si gode è molto suggestivo, tanto che è stato ripreso da un illustre pittore del ‘500 come Leonardo da Vinci. La zona è stata inoltre al centro di alcuni tristi avvenimenti durante la Seconda guerra mondiale, poiché rientrava nel territorio della Linea Gotica.
Location
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Focus narrativi
Il vecchio castello, il piccolo borgo e la chiesa costituiscono ciò che ormai rimane dei fasti della
contea di Gattara. I dintorni hanno beneficiato di argille sedimentarie molto dure per le costruzioni e gli approvvigionamenti idrici, con l’acqua che scendeva direttamente dai monti poco sopra il borgo. L’edificio che più degli altri ha ricoperto grande importanza è stata la
chiesa gentilizia dei conti, la più ricca della Valmarecchia. Un episodio interessante, che ne fa comprendere la reale importanza, è il matrimonio del conte Tommaso, nel 1585. Dopo essersi trasferito da Gattara a Scavolino, tuttavia volle celebrare il proprio sposalizio nella chiesa del suo paese di origine, dove invitò oltre 2000 persone.
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Uno dei
conti di Carpegna più celebri è sicuramente
Guido, il quale deve la sua fama a
Dante Alighieri, che lo cita nel XIV canto del Purgatorio, come un virtuoso esempio del passato in contrasto con la degenerazione della Romagna del suo tempo (“Ov’è il buon Lizio et Arrigo Mainardi,/ Pier Traverso e Guido di Carpigna?/ Oh, Romagnoli, tornati in bastardi!”). Tuttavia, le fonti sono manchevoli di dati sostanziali circa la sua biografia, persino contraddittorie sulla fazione cui apparteneva il conte (se fosse guelfo o ghibellino). Fu nota la sua capacità di conciliatore e di persona pienamente integrata nel suo tempo, fatto di lotte continue nell’Italia centrale. Ne emerge un ritratto frammentato che purtroppo non fa luce sui motivi dell’encomio dantesco.
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Tra le primissime costruzioni di questo tipo in Valmarecchia, la
celletta della Madonna del Rosario è uno dei monumenti più curiosi di Gattara. Al tempo della sua costruzione, tra fine ‘500 e inizi del ‘600, sorgeva su un trivio che collegava il castello alla Toscana. Le
credenze popolari vogliono che streghe e diavoli si ritrovassero nei crocicchi delle strade di campagna e, per scongiurare tale pericolo, gli abitanti facessero edificare edicole e cellette e le facessero benedire, per evitare apparizioni indesiderate a chi si fosse trovato di passaggio. In qualche modo, il clero dimostrava di dare credito a tali credenze, poiché si premurava di benedire le immagini sacre all’interno delle cellette e di concedere la propria approvazione sul culto delle immagini stesse.
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Nel libro
Codice P. Atlante illustrato del reale paesaggio della
Gioconda, due studiose hanno rilevato che l’Alta Valmarecchia è stata usata da Leonardo da Vinci come sfondo del famoso ritratto di Pacifica Brandani. Nello studio, il paesaggio è stato ricostruito tramite foto aeree, immagini satellitari e schemi geomorfologici, che hanno confermato l’attuale conformazione sia rapportabile a quella del ‘500. Nella storia dell’arte lo sfondo di questo ritratto ha costituito una pietra miliare su cui si sono sviluppate molti stili successivi (basti pensare ai paesaggisti dell’800 e per ultimi anche le partiture di colore dell’arte contemporanea di Rothko), grazie alla tecnica dello “sfumato”. Pensare che nel dipinto più famoso dell’arte sia identificabile anche la contea di Gattara, rende in qualche modo onore alla storia di questo borgo dimenticato.
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Il territorio di Gattara è rientrato nella
Linea Gotica, spazio geografico in cui, durante la Seconda guerra mondiale, le truppe partigiane della
Resistenza si scontrarono con gli occupanti nazi-fascisti. In particolare c’è un episodio noto come “
Eccidio di Gattara”, nel luglio 1944. A causa dei frequenti attacchi partigiani, vi furono numerosi rastrellamenti da parte delle truppe tedesche. Dopo che un soldato tedesco venne ferito o ucciso, i nazisti, per rappresaglia, catturarono 13 abitanti tra Gattara, Trebbio, Campo, Campaccio e Frassineto. 8 di loro, estratti a sorte, vennero graziati, altri 5 vennero invece fucilati.
Fonti e link
[Bibliografia]
- Di Carpegna Falconieri T.,
Terra e memoria I libri di famiglia dei conti di Carpegna – Scavolino, secoli XVI-XVII, Società di Studi Storici per il Montefeltro, San Leo, 2000;
- Battistelli M.,
Le cellette della Valmarecchia, Pesaro, 1993;
- AA.VV.
La contea di Gattara, Editrice Società di Studi Storici per il Montefeltro, San Leo, 2006.
[Sitografia]
Riviera Rimini
Comune di Carpegna
Contea di Gattara (sito amatoriale)
Storia tifernate e altro
Stragi nazi-fasciste
[Scheda Film Commission]
Emilia-Romagna Film Commission