Descrizione
Con la sua Rocca Sforzesca e le vie del borgo perfettamente conservate, Dozza rappresenta uno dei più simbolici borghi medievali italiani (inserita nel circuito dei 100 borghi più belli d’Italia). Alla sua storia si lega a doppio filo la personalità di Caterina Sforza, protagonista delle vicende italiane della fine del XV secolo. Dozza è un perfetto connubio tra storia medievale e innovazione: le sue vie infatti sono vive e colorate e hanno fornito alla cittadina il soprannome di “borgo dei murales”.
Location
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Focus narrativi
Caterina Sforza, figlia del duca di Milano Galeazzo, è Signora di Imola e Forlì per cinque anni, in un contesto storico particolarmente delicato: nel 1492 muore Lorenzo de’ Medici, che aveva saputo mantenere un equilibrio politico notevole su tutta la penisola, mediando tra le numerose realtà governative italiane. Anche la subitanea elezione al soglio pontificio di Alessandro VI (Rodrigo Borgia) contribuisce a modificare gli assetti politici dell’Italia, in particolare acuendo le inimicizie tra il ducato di Milano e il Regno di Napoli. Gli anni in cui Caterina prende possesso di Imola e Forlì coincidono così con la guerra d’Italia (1494-1498): il re di Francia Carlo VIII, su indicazione di Ludovico Maria Sforza (“il Moro”) rivendica per discendenza angioina il Regno di Napoli e decide di effettuare la famosa “discesa” in Italia conquistando poi Napoli in soli 13 giorni. Tuttavia, dopo la costituzione di una Lega antifrancese tra le principali realtà politiche italiane, è costretto a porre fine alla propria impresa. Caterina si dimostra abile diplomatica e politica in questi anni, riuscendo più di una volta a restare neutrale nei confronti delle due controparti: pur essendosi schierata dalla parte del Re di Napoli, riesce a mediare con Carlo VIII per evitare un suo passaggio attraverso le proprie terre. Anche alla cacciata di questo riesce poi a mantenersi neutrale evitando le inimicizie sia dei Borgia che di Ludovico.
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Caterina ha scritto un libro dal titolo
Experimenti della excellentissima signora Caterina da Forlì,
un ricettario di bellezza in cui espone teorie ed esperimenti condotti per conservare l’estetica femminile e combattere le malattie del corpo. Ha mostrato competenza in materia, interessandosi di
alchimia, coltivando corrispondenze con speziali e medici influenti del periodo e anticipando alcune scoperte confermate in anni successivi. Questa sua passione è stata probabilmente alla base delle accuse rivoltegli dal Papa Alessandro VI, che aveva giustificato la deposizione di Caterina dal suo feudo di Forlì e Imola con il fatto che lei avesse inviato lui delle lettere intrise di veleno.
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Caterina ha lasciato in eredità il detto romagnolo “e ‘tont ad Catarno” (“il tonto di Caterinona”), legato all’attività che era solita praticare: strategia già ampiamente diffusa tra i feudatari che volevano controllare i propri sudditi, la Signora mandava suoi uomini fidati nelle osterie e per le strade che facevano i “finti tonti” mischiandosi alla gente del popolo per raccogliere informazioni e opinioni contro la sua persona.
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La Rocca di Dozza viene edificata su volere di Caterina Sforza sulle strutture difensive preesistenti. La Signora vi soggiorna più volte, ma il carattere dell’edificio rimane prettamente militare, svolgendo anche la funzione di carcere e luogo di tortura di diversi avversari politici. Lo stato attuale della struttura si deve alle trasformazioni in palazzo signorile da parte dei Campeggi-Malvezzi e si possono ancora ammirare tutti gli ambienti, tra cui spiccano la sala della tortura, la fossa dei detenuti e le celle, dove sono conservati i
graffiti dei detenuti. Uno in particolare del 1640 recita: “O tu che guarda insu/ io era come dici tu/ tu serrai commo sono io/ guarda in questo e spera in Dio”.
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Tra gli esperti del paranormale è molto diffusa la leggenda legata al
fantasma di Caterina che, si dice, vaghi ancora per le stanze del castello di Dozza. Ma quello della donna non è il solo spettro a infestare i territori vicini: si dice infatti che anche i numerosi amanti rapiti dalla sua bellezza e gli oppositori politici da lei sconfitti errino ancora per le terre e le fortezze di tutta la Romagna.
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Durante il secondo conflitto mondiale Dozza è teatro di alcuni scontri tra il
Gruppo di Combattimento “Folgore” e il contingente nazista che occupava il nord della penisola. Dopo aver occupato il borgo, le forze alleate combattono la sanguinosa battaglia nella vicina Case Grizzano, ultimo baluardo difensivo tedesco prima della liberazione di Bologna.
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Dozza è stata rinominata
“il borgo dei murales”. Ogni due anni, a partire dal 1963, si tiene la “Biennale del Muro Dipinto”, con artisti provenienti da tutto il mondo che dipingono le pareti degli edifici del borgo riempiendolo di colori e fornendo ai visitatori un’esperienza unica in Italia. Raffigurati soggetti a sfondo fantastico, ma anche sociale e politico; scorci di vita del passato che narrano l'identità storica del borgo..
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Dozza è la decima tappa del
Cammino di Sant’Antonio, che ricalca il percorso compiuto dal Santo nel 1231 che, vicino alla morte, era desideroso di accoglierla nella “sua” Padova. Attraversa quindi la Toscana e l’Emilia-Romagna fino in Veneto su un carro trainato dai buoi.
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Recentemente a Dozza è stato inaugurato
il primo Centro Studi in Italia dedicato all’opera di J.R.R. Tolkien e al fantastico, grazie all’opera di divulgazione dell’AIST (Associazione Italiana Studi Tolkieniani). Un fondo in costante aggiornamento, vi si potrà attingere per ricerche e studi sul mondo dello scrittore inglese e sul genere fantasy in generale.
Fonti e link
[Bibliografia]
- AA. VV., Caterina Sforza.
Una donna del Cinquecento. Storia e arte tra Medioevo e Rinascimento, Bologna, La Mandragora Ed., 2000.
- Natale Graziani, Gabriella Venturelli,
Caterina Sforza, Milano, Mondadori, 2001.
- Carla Maria Russo,
I giorni dell’amore e della guerra. La bastarda degli Sforza, Milano, Piemme, 2016.
- Francesca Riario Sforza,
Io Caterina. I miei segreti, le mie battaglie, la mia storia, Milano, Casa Editrice Nord, 2016.
- Vanni Santoni,
La stanza profonda, Roma, Laterza, 2017.
- Caterina Sforza,
Experimenti della ex.ma s.ra Caterina da Furlj, Paolo Aldo Rossi (a cura di), Monza, Castel Negrino Ed., 2018.
[Sitografia]
Emilia Romagna Turismo
Comune di Dozza
I borghi più belli d'Italia
Caterina Sforza
Miti di Romagna
[Scheda Emilia-Romagna Film Commission]
Borgo di Dozza
Rocca Sforzesca