Descrizione
Colorno è un comune della provincia di Parma situato al centro della bassa parmense. Da sempre conteso da diverse nobili casate per la sua posizione strategica e per i fertili campi, ha attraversato periodi sia di notevole ricchezza artistica sia di decadimento.
Location
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Focus narrativi
Nel 1611, Barbara Sanseverino, il marito Orazio Simonetta e molti altri nobili furono accusati dal duca di Parma Ranuccio Farnese di far parte di
un complotto che aveva lo scopo di ucciderlo. Il duca già da qualche tempo voleva impossessarsi di Colorno avvalendosi di alcuni diritti ereditari e i Sanvitale, messi alle strette, avevano deciso di organizzare un assassinio. L’uccisione del duca sarebbe dovuta avvenire nella chiesa dei Cappuccini di Fontevivo, durante il battesimo del nipote di Ranuccio. Il complotto tuttavia venne a galla a causa di un servitore che fu imprigionato e torturato per ragioni non inerenti alla congiura. Accecato dal dolore, pronunciò dei nomi e farfugliò qualche frase sconnessa che misero comunque in allarme la giustizia.
La congiura fu scoperta e tutti i nobili coinvolti vennero arrestati. Il processo che ne seguì fu senza pietà. Una sola sentenza comune per tutti: la condanna a morte e la confisca dei beni. Il 19 maggio 1612, a Parma, Barbara e altri nove cospiratori vennero decapitati in piazza di fronte al popolo.
Ranuccio Farnese si impossessò quindi di Colorno che appartenne alla sua famiglia fino al 1731.
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Torquato Tasso dedicò a Barbara Sanseverino il sonetto
In lode de’ capelli di D. Barbara Sanseverini Contessa di Sala. La tragica vicenda della congiura è stata invece narrata con un poema storico scritto in dialetto parmigiano da Alfredo Zerbini ne
La Congiura di Feudatäri pubblicato nel 1947.
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Tra il 1858 e il 1863, nell’area circostante Colorno e Mezzani nacque
la banda di Bogolese, conosciuta anche come Banda 'd Bogles in dialetto parmigiano. La banda criminale commise crudeli delitti nelle zone della bassa parmense e nel casalasco.
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Nel 1873 a Parma scoppiò un’
epidemia di colera che costrinse gli amministratori a trasferire i malati di mente nell’ex
Palazzo Ducale di Colorno (vedi
scheda) e nell’ex convento di S. Domenico. I locali furono riadattati per accogliere i pazienti in maniera temporanea. La scelta del trasferimento tuttavia divenne definitiva qualche anno più tardi, il 5 settembre 1877, a seguito di una delibera del consiglio provinciale e per oltre 100 anni i malati della provincia vennero accolti in queste due strutture. A seguito della legge Basaglia del 1978 venne sancita la progressiva chiusura degli ospedali psichiatrici e il
manicomio di Colorno venne definitivamente chiuso durante gli anni Novanta.
Fonti e link
[Bibliografia]
- Paolo Cortesi,
Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità dell’Emilia Romagna, Roma, Newton Compton, 2011.
[Sitografia]
Reggia di Colorno
Biografia di Barbara Sanseverino
[Scheda Film Commission]
Emilia-Romagna Film Commission