Descrizione
Radicato nel cuore del piccolo comune di Vesime, il castello con i suoi imponenti ruderi sorveglia dall’alto del poggio su cui si innesta, l’omonimo paese della Langa Astigiana, come se ancora volesse proteggerlo dalle insidie di un tempo passato.
Del luogo oggi non restano che mura diroccate e un torrione recentemente restaurato che faceva parte del sistema difensivo esterno collegato al borgo. Il castello è stato lungamente nascosto allo sguardo degli studiosi a causa della fittissima vegetazione di rovi che rendeva praticamente impercorribile la strada per raggiungere la vestigia. I recenti studi hanno evidenziato alcune lacune nel comprendere il significato di numerosi e misteriosi scavi, potenzialmente sepolcrali, che presumono la possibile esistenza di un tesoro nascosto che qualcuno ha tentato di scovare.
Location
Get directions
src="https://www.google.com/maps/embed/v1/place?q=44.6385455,8.229231000000027&key=AIzaSyCeYjHtEdNCpL9l68QilMLNa_ebRx0CDw8">
Focus narrativi
In età antica e fino alle soglie dei tempi moderni si faceva fatica a raggiungere il castello a causa di una
foresta di rovi alti quasi tre metri che solo di recente è stata bonificata. Pare che non ci sia stato nessun incendio, bensì una sorta di pulizia manuale: le radici della vegetazione sono state rimosse affinché non ricrescessero nuove piante e le ramaglie sono state trasportate altrove - non è noto però chi sia stato a ripulire la zona. Recenti scoperte hanno portato poi alla luce un
grande pozzo e alcuni misteriosi scavi sia all’interno che all’esterno dell’edificio, di profondità e diametro variabile e che ricordano sorte di
sepolcri. Curiosa è la presenza dello strumentario di lavoro di manovalanza in prossimità degli scavi: una pala, un piccone e una carriola, lasciati nei pressi come abbandonati. Una leggenda locale narra di un
tesoro nascosto che nessuno mai si è spinto a cercare o che nessuno mai ha trovato: si sospetta che la deforestazione e gli scavi siano proprio il risultato dell'ultimo tentativo, da parte di ignoti, di trovare i cimeli nascosti tra i ruderi.
***
Nell’area nord-est è visibile, anche se nascosto, un accesso a
locali sotterranei dall’aspetto claudicante e pencolante, verosimilmente inesplorato da moltissimo tempo proprio per la sua condizione di pericolosità.
***
In vari anfratti della struttura sono stati rinvenuti alcuni bigliettini poco comprensibili scritti a mano in carta di quaderno che sembrano mappare i punti della zona in una sorta di gioco di
caccia al tesoro tutt'ora avvolto nel mistero.
***
In una curva prossima al castello si è notato tra i cespugli
una specie di totem fortemente rappresentativo di elementi negativi che lascia perplessi sull’interpretazione delle sue funzioni, costruito artigianalmente con pezzi di attrezzi e oggettistica contadina. Facendo ricerche sul simbolismo relativo alle singole componenti è stata scoperta l’affinità con rappresentazioni di origine diabolica, come un messaggio di avvertimento che invitasse a tenersi lontani dal luogo.
Fonti e link
[Bibliografia]
Gianni Rebora,
Il Castello di Vesime e la sua gente, Impressioni Grafiche, 2016
[Sitografia]
Piemondo.it
Luoghimisteriosi.it