Descrizione
Sulla sommità di una collina, nel comune di Gradara in provincia di Pesaro e Urbino, sorge il complesso del castello di Gradara, costituito dalla rocca in sé insieme al borgo che lo circonda. Una doppia cinta muraria protegge il borgo in primo luogo e, doppiamente, la fortezza, per un totale di quasi 800 metri di perimetro. Il castello fu un importante crocevia di incontri e scontri e solo negli ultimi decenni si è trasformato in una delle principali attrazioni turistiche delle Marche, sia per il suo aspetto imponente, austero e affascinante sia per la storia che lo avvolge. Il castello infatti accolse famiglie molto importanti come quelle dei Malatesta, Sforza, Della Rovere, fu teatro di scontri fra forze imperiali e papali. Il castello, poi, segue tutte le caratteristiche di una rocca medievale presenti nel nostro immaginario: arroccato su una collina, circondato dalla pianura e da una fitta boscaglia che, sulla linea dell’orizzonte, si incontra col mare. Non a caso, il nome di Gradara deriva probabilmente da grata aura, aria buona.
Focus narrativi
Ogni castello che si rispetti ha i suoi miti, le sue leggende, i suoi personaggi caratteristici. Qui la
leggenda più famosa coinvolge due innamorati, diventati estremamente famosi grazie alla voce di poeti del calibro di Dante, Petrarca, Boccaccio e d’Annunzio. Secondo una versione del mito, il bacio galeotto fra
Paolo e Francesca prese luogo fra le mura di Gradara. I fatti sono noti e famosissimi, anche se storicamente dei personaggi si sa pochissimo. Le due famiglie dei Da Polenta e Malatesta avevano tutti gli interessi a allearsi tramite un matrimonio politico e le nozze coinvolgevano Francesca da Polenta e Gianciotto Malatesta. Visto l’aspetto estetico di Gianciotto, la famiglia dei Malatesta inviò il bel Paolo come procuratore del matrimonio, convincendo Francesca ad accettare. Il problema fu che Francesca si invaghì in maniera definitiva e la cosa fu reciproca. Fu così che, all’interno della rocca di Gradara, i due si baciarono e furono scoperti da Gianciotto, che li uccise entrambi. In realtà non si conosce bene il luogo preciso del misfatto, ma quello di Gradara è uno dei castelli più quotati, visti i cognomi delle famiglie protagoniste. Secondo le leggende i due innamorati sono ancora alla ricerca l’uno dell’altro. L’anima di Francesca vaga per le stanze del castello incapace di staccarsi dalle stanze dove visse il suo vero amore, mentre Paolo cerca la pace nei sotterranei della Rocca. Appare di notte sotto forma di una nebbiolina biancastra scrutando l’orizzonte aspettando che Francesca lo chiami.
***
Come detto il nucleo originale dell’edificio consiste nella
torre principale, che ancora oggi funge da mastio della struttura totale. La torre venne presumibilmente costruita con materiali di ripiego provenienti da una vicina necropoli o pieve. La torre era una struttura militare autosufficiente in cui ancora al giorno d’oggi è conservata una grande cisterna per l’approvvigionamento delle acque, che permetteva ai soldati di sopravvivere anche sotto assedio. È difficile definire con esattezza le fasi costruttive a causa dei diversi interventi di restauro, ma si sa che sotto i Malatesta la rocca assunse le caratteristiche che ancora oggi si possono notare, insieme alla doppia cinta muraria. Successivamente nell’edificio vennero modificate le torri che assunsero una forma poligonale e vennero aggiunte le scarpate, utilissime visto che alleggeriscono la parte soprastante dell’edificio dandogli maggior stabilità nell’eventualità di attacchi con armi da fuoco. I restauri della famiglia Zanvettori nel XX secolo, gestiti dall’ingegnere Umberto Zanvettori, ricrearono uno stile tipico delle residenze fra Medioevo e Rinascimento, con ambienti che si rifanno più alle sale di palazzi pubblici. L’arredo fu scelto dallo stesso Umberto che acquistò numerosi reperti di grande valore sul mercato. Il castello ancora oggi accoglie i visitatori col ponte levatoio da cui si accede al cortile, costituito da un’ampia rea triporticata. All’interno del Castello si trovano diverse sale. La sala di Tortura, collocata alla base della torre del mastio, ha subito nel tempo diverse modifiche strutturali. Al suo interno sono collocati oggetti e strumenti di tortura che, come buonissima parte di strumenti di tal genere, non sono storicamente accurati e rimangono più scenici che altro. Altra sala molto affascinante è quella di Sigismondo e Isotta, originariamente di dimensioni più modeste e oggi frutto dell’unione di più stanze. Nella parete sud sono ancora visibili le tracce del ponte levatoio che permetteva di accedere al mastio. Le altre stanze più importanti sono il camerino di Lucrezia Borgia, il salone del Leone Sforzesco, la Sala dei Putti e la Sala del Consiglio. Quest’ultima è sempre frutto del lavoro di Zanvettori, che volle esemplificare il luogo dove si svolgeva l’attività giudiziaria del signore. Anche la Camera di Francesca è degna di nota, modificata per creare tutti gli elementi del dramma: il leggio dove era posto il libro “galeotto”, i sedili, la botola tramite cui Paolo avrebbe tentato di fuggire. Ai piani superiori è presente un loggiato e una cappella. Per quanto i restauri di Zanvettori abbiano risentito dell’influenze della corrente neomedievista dei primi decenni del Novecento, il lavoro è tanto ben riuscito quanto nobile, avendo dato nuova vita a un bellissimo edificio storico, militare e turistico.
***
Ci sono diversi motivi per voler girare un film alla rocca di Gradara: la sua architettura maestosa, con una doppia cinta muraria, la sua storia, visto che ospitò diversi personaggi di spicco dell’età medioevale e moderna, o i suoi miti, che si legano strettamente all’immaginario medievale e rinascimentale. Verso la metà del Novecento, divenne meta e set prediletto per la rappresentazione di importanti
opere cinematografiche. È in questi anni che attori, registi, sceneggiatori vennero attirati dal castello e seguendo l’ondata dei film storici e letterari dell’epoca, girarono qui film. Uno dei primi è
Condottieri di Luigi Tinker. Ha come protagonista il condottiero Giovanni Medici, figlio di Caterina Sforza, che di ritorno da un esilio decide di arruolarsi nella milizia dei Malatesta e diventare capitano di ventura creando una propria milizia, le Bande nere e rimanendo alla storia come Giovanni dalle bande Nere. Altro film ambientato in Italia centrale fu
Il principe delle Volpi di Henry King, con protagonista Andrea Orsini che non si vuole sottomettere al dominio di Cesare Sforza. Non poteva mancare un fil su Paolo e Francesca, la cui storia è già stata esplorata. Roberto Rossellini scelse la Rocca, infine, per la rivisitazione del romanzo Vanina Vanini di Stendhal. Negli anni Ottanta vennero girati due film seguendo il filone vacanziero:
Stesso mare stessa spiaggia di Angelo Pannacciò e
Yesterday – Vacanze al mare di Claudio Risi.
***
Il castello conobbe
grandi famiglie e grandi personaggi. Malatesta II da Verrucchio è passato alla storia come un guerriero feroce e abile, che dopo aver ottenuto il possesso di Gradara tramite una bolla papale riuscì ad allontanare le famiglie ghibelline. Il fratello del Verrucchio, per altro, è quel Malatesta reo di aver ucciso Paolo e Francesca nel castello. Un altro Malatesta molto importante per la storia della famiglia e per le sorti del castello fu Sigismondo Pandolfo Malatesta. Orfano, crebbe nella raffinata corte dello zio e della sua consorte, Elisabetta Gonzaga, donna di alta cultura ed eleganza, appassionata di arti. Divenne signore di Rimini e da questo momento in poi dovette affrontare il fratello e signore di Pesaro Galeazzo Malatesti e il signore di Urbino Guidantonio di Montefeltro. Come già detto, il nemico più arcigno e difficile da affrontare fu Federico di Montefeltro: questo sia perché entrambi erano uomini di armi e di arte, sia perché tale Federico fu l’autore dell’assedio che fece capitolare la rocca di Gradara e sancì la fine del dominio dei Malatesta su quest’ultima. Una volta conquistata da Federico, la rocca venne ceduta ad Alessandro Sforza, signore di Pesaro, che consolidava così il regno sull’Italia centrale, forte dell’appoggio del fratello Francesco Sforza a Milano e dell’alleanza col duca di Urbino.
***
Un altro personaggio importante della
famiglia Sforza è lo sfortunato Giovanni, che andò in matrimonio con la bellissima e famosa Lucrezia Borgia, figlia di Alessandro VI e sorella di Cesare Borgia. Il matrimonio durò solo quattro anni e venne annullato visto il cambio della politica del papa, che mirava a un matrimonio più vantaggioso. Il papa non era nuovo a questi cambi di programma, e secondo la leggenda chi non era disposto a separarsi da Lucrezia veniva ucciso col veleno. Giovanni fu costretto a firmare il falso, dichiarando di essere impotente per evitare di essere eliminato. La tradizione ha fatto passare alla storia Lucrezia come depravata e meschina, ma da un punto di vista prettamente storico la donna era coraggiosa e abile. Inevitabilmente, essendo soggetta ai piani politici del padre dalla tenera età di undici anni, le leggende e dicerie non tardarono ad arrivare. Anche in questo caso, la sua figura si associa a un evento a sfondo sessuale. Giovanni, morto il papa poté comunque rientrare nel castello dove, dopo aver preso di nuovo moglie, diede uno slancio artistico e architettonico molto importante. Lucrezia, invece, finì i suoi giorni a Ferrara in sposa ad Alfonso d’Este con cui creò un rapporto di profonda amicizia se non di amore e a cui diede un figlio, Ercole d’Este, importante comandante e Duca di Ferrara. Purtroppo, morì pochi mesi dopo aver partorito.