Castello di Cusercoli

Descrizione

Il Castello di Cusercoli si erge su un imponente sperone di roccia calcarea, e fa così da sbarramento alla valle del Bidente, nel comune di Civitella di Romagna, chiudendo la via che conduce alla Toscana. Dalla sua altezza si osserva la stretta curva del fiume, la cui origine leggendaria dà nome alla frazione omonima. È infatti dalla costruzione della magione che è dipesa la nascita del conglomerato cittadino sottostante. Dopo essere stato abbandonato negli anni ’90, il Castello è oggi parzialmente ristrutturato e servibile: restano in stato d’abbandono la parte più antica del castello (il Palatium), i cunicoli di accesso alla chiesa e la canonica sul suo fianco sinistro. Sovrastando la valle, la costruzione è sia un importante monumento pregno di storia, sia il fulcro di affascinanti e oscure leggende: in particolare, il luogo è un punto d’interesse per svariati cacciatori di fantasmi, che ne sottolineano la vicinanza al Castello di Montebello, casa dell’inquietante leggenda di Azzurrina.

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Cenni storici

Le prime notizie riguardanti un impianto medievale sul sito risalgono al XII Secolo. In questi anni il Castello doveva appartenere ai Signori di Ravenna, che al tempo era compresa nella contea di Giaggiolo. Furono proprio i Malatesta, signori di Giaggiolo, ad ampliare la struttura nel XIV Secolo. Tale ampliamento era composto di un palazzo fortificato al fianco del castello, residenza dei feudatari, e di una seconda cinta muraria. Dopo essere passato di famiglia in famiglia, nel 1571 il Castello giunse definitivamente nelle mani dei Guidi di Bagno, che mantennero il loro possesso senza rilevanti interruzioni fino al XIX Secolo. I Guidi trasformarono il Castello in una residenza nobiliare dalla seconda metà del 1700 in poi, dotandolo di un giardino pensile ed edificandovi accanto la chiesa di San Bonifacio.

Focus narrativi

Il nome del Castello e del conglomerato di abitazioni circostante deriva da una leggenda popolare che vede lo sperone roccioso su cui è edificata la fortificazione come risultato dello sforzo di Ercole. Secondo queste leggende, la brusca curva che il Bidente compie in prossimità dello sperone deriva dal fatto che il grosso macigno calcareo vi sia stato gettato repentinamente da Ercole, e abbia così determinato l’innaturale curvatura del corso d’acqua. “Chiusa d’Ercole”, o Clausum Erculis in latino, sarebbe diventato nel tempo Cusercoli.

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Lasciato in uno stato di completo abbandono, il Castello fu acquistato e parzialmente restaurato dal comune solo nel 1973. Nel 1937 l’assenza di lavori di ristrutturazione o manutenzione fece sì che la struttura crollasse sui propri cardini strutturali, abbattendosi sulle abitazioni di Cusercoli e causando la morte di 21 persone. Il crollo travolse otto famiglie e fu causato dal congelamento, date le basse temperature della notte, di una massiccia quantità d’acqua infiltratasi nello sperone calcareo. La tragedia ha segnato per sempre la piccola comunità di Cusercoli, di neanche 2000 abitanti, che da allora teme la possibilità di un nuovo crollo dello sperone.

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Compresa nel complesso gentilizio del Castello, la Chiesa di San Bonifacio fu costruita in seguito alla distruzione della piccola cappella di San Maria de Saxo del 1750, avvenuta in seguito a un’alluvione.

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I conti Guidi, a lungo proprietari della rocca, sono proprietari anche del Castello di Montebello, casa della celebre Azzurrina (vedi la scheda dedicata). Fioccano allora, fomentate dalle dicerie popolari, numerose voci che vedono il castello infestato da fantasmi e strane presenze. Tra gli abitanti delle casupole arroccate sullo sperone roccioso si vocifera infatti che al di là delle finestre del Castello si muovano strane sagome, si odano sinistri rumori di catene, o che dalla chiesa di San Bonifacio adiacente s’innalzino tremende melodie infernali suonate all’organo (laddove sia il Castello che la chiesa giacciono abbandonati, e nella chiesa non v’è traccia alcuna di strumenti musicali).

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Numerosi i gruppi di ghost hunter che si sono recati al Castello, uno dei quali del G.R.S.I. (Gruppo Ricercatori Spettri Italiani) capitanato da Roberto Montefusco. Racconta Montefusco che, dopo essere rimasti affascinati dall’atmosfera del luogo, i ricercatori al Castello hanno preso parte a un’esperienza indimenticabile e sconvolgente. Di questa resta del materiale documentale: foto, video e audio del sopralluogo. I ghost hunter affermano infatti di aver sentito, all’interno della Chiesa di San Bonifacio, un canto basso e sottile, accompagnato da un coro e dalla melodia di un organo. I sensitivi presenti nel gruppo, poi, hanno affermato di aver incontrato il fantasma di una bambina, il quale ha raccontato loro di un tragico passato: abbandonata alle porte della chiesa, la bambina sarebbe stata adottata dai frati del luogo, ma da questi avrebbe subito sevizie e soprusi fino alla morte. Una foto in particolare testimonierebbe la veridicità del contatto con lo spirito: quella di una macchia azzurra, dalle fattezze di un volto, sospesa proprio dove la piccola avrebbe indicato di depositare in suo onore dei fiori. Nelle segrete del castello, la situazione è poi sfuggita di mano: qui tra sagome rannicchiate contro le pareti, appartenenti probabilmente ai prigionieri reclusi tra queste mura, la squadra di ricerca è stata colpita da un’energia violenta, che ha lasciato senza fiato uno dei membri del gruppo e che ha fatto crollare al suolo una scala. La spedizione è stata quindi bruscamente interrotta.

Spunti videoludici

Il Castello di Cusercoli sembra perfetto per una location videoludica a partire dalla sua conformazione: il borgo arroccato sullo sperone roccioso, che culmina sulla rocca fortificata posta sulla sommità e le ruota attorno, rimanda di per sé a una struttura “a livelli”, che parte dal basso e raggiunge l’apice soltanto alla fine, sulla cima.
La popolazione ristretta di Cusercoli fa poi pensare al villaggio de Il Professor Layton e il paese dei misteri (Level-5, 2007): un luogo raccolto, sovrastato da una misteriosa magione che determina la vita degli abitanti (e che ne scatena paure: vedi il crollo del 1937), ricco di vicende da risolvere e di misteri su cui far luce. Come non pensare ai risvolti horror di un castello che, al di là delle proprie finestre, lascia intravedere delle sagome inquietanti, o di una musica d’organo che s’innalza da una chiesa abbandonata. Le disavventure del gruppo di ricerca di fantasmi potrebbero fungere proprio da ispirazione per un’avventura a forte componente narrativa: conoscere gli abitanti del luogo, sbirciare dalle loro porte per scoprire i loro segreti, infine salire fino alla magione abbandonata, e qui conoscere i suoi trascorsi più inquietanti, dalla chiesa alle segrete. Un viaggio senza dubbio affascinante.
L’esperienza del G.R.S.I. è poi significativa dal punto di vista dei suoi esiti documentali: come non immaginare allora un videogioco basato proprio sulla registrazione di eventi paranormali, mutuata da dispositivi elettronici come telecamere, microfoni o altri strumenti?

[Bibliografia]

– Alessandra Alvisi (a cura di), Il castello di Cusercoli nell’Alta Romagna. Dalla conoscenza diretta del costruito storico al progetto di restauro, Firenze, Nardini Editore, 2016.

[Sitografia]

Artbonus
Appennino Romagnolo
Romagnauno.it – Crollo dello sperone

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