Descrizione
Il castello di Conversano ha origini normanne e si sviluppa sotto il dominio aragonese. La sua storia è legata soprattutto alle leggende che riguardano il conte Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona detto “Guercio delle Puglie” per via di un difetto visivo.
Location
Get directions
src="https://www.google.com/maps/embed/v1/place?q=40.9688059,17.11543800000004&key=AIzaSyCeYjHtEdNCpL9l68QilMLNa_ebRx0CDw8">
Focus narrativi
Esistono diversi aneddoti legati al
“Guercio delle Puglie”, soprattutto dovuti ai suoi nemici che volevano diffamarlo mettendo maldicenze in giro. Sembra che il conte avesse un passatempo particolare: dal suo balcone era solito sparare con lo schioppo alle brocche d’acqua delle signore del paese; purtroppo per le donne, la mira non era sempre del tutto infallibile. Un’altra leggenda vuole che il conte esercitasse lo ius primae noctis, il diritto del feudatario secondo cui spetta a lui trascorrere la prima notte di nozze con le mogli dei proprio vassalli: è grazie a questa leggenda che i conversanesi sono tuttora chiamati scherzosamente “figli del conte”. È nella prima stanza della torre cilindrica del castello che è ubicato un pozzo dove, secondo la leggenda, il Guercio gettava le donne che rifiutavano lo ius primae noctis.
***
Antonella Lattanzi riporta in un suo libro un curioso aneddoto raccontatole da una vecchia signora.
Due contadini che si erano
innamorati mentre lavoravano nei campi decisero di sposarsi. Al conte piacque molto la ragazza e decise di esercitare lo ius primae noctis, senza che i due potessero opporsi. Una volta nel castello del conte, la fanciulla però rifiutò qualsiasi intimità con lui e si gettò dalla torre del castello per evitare di essere presa. Il contadino, addolorato per la perdita, cercò vendetta contro il conte, ma venne tristemente ucciso dagli sgherri di quest’ultimo che lo anticiparono nelle intenzioni.
***
Come ogni leggenda legata ai castelli, esistono diversi
cunicoli e passaggi segreti. Si racconta che uno di questi congiungesse le stanze del conte direttamente con la chiesa di Santa Maria dell’Isola, lontana quasi 3 chilometri.
***
Esiste anche
un episodio a metà tra finzione e realtà storica, che vede il conte a soli 17 anni difendere Manfredonia dai turchi con soli 300 cavalieri al seguito.
***
Il Guercio delle Puglie fu anche il
fondatore del paesino di Alberobello, un dato storicamente accertato dal fatto che la costruzione delle caratteristiche strutture dei trulli gli costò il carcere. Secondo un editto del Regno di Napoli infatti, la fondazione di nuove città era vietata. Il Guercio aveva escogitato un modo per eludere tale norma, grazie alla costruzione dei trulli tramite una tecnica a secco, in modo tale che se ne potessero abbattere i tetti ogni qual volta si avvicinava l’ispezione regia per poi ricostruirli senza difficoltà con la stessa tecnica.
***
Non molto distante dal castello,
Via delle Forche ricorda la vendetta del conte su ventiquattro canonici rei di essersi ribellati durante l’assedio di Nardò: il Guercio li fece impiccare proprio su questa via e successivamente li fece scuoiare. Leggenda vuole che le loro pelli abbiano ornato le sedie della sala più grande del castello per diverso tempo.
Fonti e link
[Bibliografia]
A. Lattanzi,
Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità della Puglia, Newton Compton, Roma, 2007
Associazione Culturale Gecos,
Conversano tra arte, storie e leggende, 2014
[Sitografia]
Comune di Conversano
BariInedita.it
Castello Marchione