Castello di Brescia

Descrizione

Il Castello di Brescia (o Falcone d’Italia), arroccato sul colle Cidneo, è una fortezza medievale che domina il centro storico della città. Edificato nel XIII secolo su un insediamento romano, l’edificio vide consumarsi sulle proprie mura alcuni degli episodi più importanti della storia della città. Il complesso comprende una cinta bastionata, un ampio fossato, un mastio, tre baluardi e una via di servizio nascosta, conosciuta come Strada del Soccorso. Attualmente è sede del “Museo del Risorgimento” e del “Museo delle armi Luigi Marzoli”.

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Cenni storici

La fortezza sorge sul Colle Cidneo, rilievo naturale dove fu fondata la città e intorno al quale si estende l’attuale centro cittadino. Dal periodo celtico al primo avvento del cristianesimo, la sommità del colle fu area di culto.
Durante il Medioevo, il Cidneo venne fortificato e in epoca comunale venne congiunto alle cinta murarie che circondavano la città. In periodo visconteo (XIV secolo) il colle assunse funzione strategica e divenne una cittadella. Con la costruzione del Mastio, di sei torri e di passaggi coperti, venne costruito il primo vero e proprio castello. La rocca venne poi danneggiata a seguito delle guerre tra Milano e Venezia; quando Brescia passò alla Repubblica Marinara (1426), iniziarono immediatamente i lavori di ristrutturazione. Adeguato all’utilizzo di armi da fuoco, il Castello venne conquistato dalla Francia nel 1509. Brescia fu per anni contesa tra francesi e veneziani e il Castello fu continuamente soggetto a modifiche e ad ampliamenti mai terminati. Nel 1512, Venezia riprese il controllo della città e della rocca con enormi sacrifici. La Repubblica Serenissima allargò l’area fortificata con cinte bastionate, caserme ed edifici di deposito. Inoltre venne ampliata la Strada del Soccorso.
Il Castello venne utilizzato da Napoleone, nel 1796, come caserma e prigione; allo stesso modo se ne servirono gli austriaci durante il periodo del Regno Lombardo-Veneto. Nel 1849, durante le Dieci Giornate di Brescia, gli asburgici si arroccarono nel Castello per resistere ai rivoltosi e per bombardare la città. Dopo l’Unità d’Italia, la rocca perse ogni funzione militare, divenendo sede di musei e luogo di svago cittadino.

Focus narrativi

Il passaggio umano sul colle del Castello è provato sin dall’età del bronzo ma è difficile stabilire chi ne furono i primi abitanti. Secondo uno dei miti di fondazione di Brescia, quando il re dei Liguri Cidno invase la pianura Padana, giunse fino alle pendici del colle. Qui, dopo aver nominato il colle “Cidneo” in suo onore, costruì un insediamento fortificandone la cima, costituendo il primo nucleo intorno al quale si sviluppò la città. La parola Brescia viene fatta risalire al celtico “brig”, che significava sommità, colle.

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Il Cidneo fu a lungo un luogo di culto: con l’arrivo dei Galli Cenomani, la sommità venne consacrata alla divinità locale Bergimus. A metà del primo secolo a.C., in epoca romana, venne costruito sul colle un imponente tempio (su cui ora sorge il Museo delle Armi), che venne poi raso al suolo in epoca cristiana per fare spazio ad una basilica dedicata al protomartire Santo Stefano. La basilica venne distrutta nel XVIII secolo a seguito dello scoppio di una polveriera. Al giorno d’oggi rimane solo una delle torri della facciata, conosciuta ora come Torre Mirabella, l’edificio più alto del complesso, posto al centro della corte del Castello; probabilmente tale torre fu a sua volta costruita sulle fondamenta di una torre romana.

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La storia di Brescia e del suo castello fu in due occasioni segnata fatalmente dalla Strada del Soccorso: una via di servizio stretta e nascosta, tracciata in periodo visconteo, che permette di mettere in comunicazione l’esterno della città con il Castello. Nel febbraio 1512, durante la Guerra della Lega di Cambrai (1508- 1516), la città, agitata dai veneziani, si sollevò contro i francesi, i cui soldati furono costretti a ad asserragliarsi nel Castello. Luigi XII di Francia inviò Gaston de Foix, comandante degli eserciti francesi in Italia, detto la “Folgore d’Italia”, a sedere la rivolta. Il 17 febbraio, Gaston riuscì a introdurre nottetempo nel castello più di 3000 soldati francesi, utilizzando la Strada del Soccorso. Il 18 mattina, de Foix sferrò, sotto una pioggia battente, l’attacco alla città, sia dall’esterno della cinta, sia dal Castello e, nonostante i veneziani opposero strenua resistenza, i francesi prevalsero, sedando la rivolta. Il giorno seguente, Lanzichenecchi e Guasconi si scatenarono dando luogo al sanguinoso Sacco di Brescia, che causò tra le 8000 e le 1500 vittime.

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Tra il 23 marzo e l’1 aprile 1849, Brescia si sollevò contro l’occupazione austriaca, costringendo il maresciallo Radestzky alla ritirata. Specularmente agli episodi del 1512, gli asburgici furono costretti a rifugiare nella rocca: poco più di 300 soldati rimasero a difendere la fortezza, forti di numerosi pezzi di artiglieria con cui ciclicamente bombardavano la città. Per dieci giornate la “Leonessa d’Italia” riuscì a tener testa alle truppe di Radetzky, finché il generale Haynau, detto la Iena, giunto in aiuto, riuscì a rompere l’assedio facendo entrare i rinforzi nel Castello, conducendoli nottetempo proprio lungo la stessa Strada del Soccorso che secoli prima utilizzò Gaston de Foix. Sedati i bresciani, seguì anche in questo caso un sanguinoso saccheggio.

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Il Castello poggia su una fitta rete di sotterranei, testimonianza delle continue trasformazioni dell’edificio. Al giorno d’oggi è possibile percorrerne ancora la maggior parte. Sotto le torri e il Mastio visconteo si svelano strutture di epoche differenti, dalla romana alla rinascimentale, magazzini, polveriere veneziane, cisterne idriche, casematte e cannoniere francesi. Ciascun muro può, quindi, raccontare innumerevoli episodi e testimoniare la storia di Brescia nei secoli.

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Il Museo delle Armi “Luigi Marzoli” è una delle collezioni più ricche d’Europa di armi e armature antiche, che racconta anche la lunga tradizione bresciana nella produzione armi. Il Museo sorge nella corte del Castello, l’area più antica del complesso, nel punto dove nell’antichità sorgeva il tempio romano. Qui possono essere trovati importanti esemplari di oggetti d’armeria di scuola milanese-veneta, significativi sia per bellezza che per importanza storica. Nel museo è possibile ricostruire la storia bellica europea, dalle armature del Quattrocento alle armi del Cinquecento, dalle armature di lusso alla storia della spada fino al definitivo affermarsi delle armi da fuoco.

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Nel 1953, sul Bastione San Marco del castello, venne costruita la specola Cidnea, primo osservatorio astronomico pubblico d’Italia.

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Il Castello è sede anche del Museo del Risorgimento. Tra il 1955 e il 1988 ospitò uno zoo.

Spunti videoludici

Il colle Cidneo e la sua cima fortificata hanno osservato Brescia dalla sua fondazione ai giorni nostri, non solo come silenti testimoni ma anche come protagonisti essenziali. Le mura della rocca sono state in più occasioni bagnate dal sangue dei bresciani e delle forze d’invasione, ma sono state anche il nucleo sociale di una città pulsante, dall’epoca romana, passando per l’età comunale fino al presente, dove la Specola Cidnea punta alle stelle. Il Castello e la sua immanenza possono essere il cardine per una narrazione ambientata in città che si estende lungo l’arco di più secoli.
Il Castello di Brescia fu un vero edificio militare medievale, non fu mai utilizzato come residenza e fino al 1859 ogni sua componente fu costruita con finalità belliche e non estetiche. Per questo può essere utilizzato come modello per una rocca medievale e rinascimentale.
Le armi presenti nel Museo delle Armi “Luigi Marzoli” possono essere ottime fonti di ispirazioni per modellare armi storiche o per ispirare pezzi di equipaggiamento dal sapore rinascimentale/barocco. Le armature di lusso, per quanto avessero limitato uso bellico, possono avere grande finalità videoludiche.
Tra i fatti del 1512 e quelli del 1849 esiste incredibile parallelismo, sia negli antefatti sia nello svolgimento. Tali episodi, inoltre, sono ricchi di figure storiche e di personalità carismatiche.

[Bibliografia]

– Ida Gianfrancesca, Il colle armato. Storia del Castello di Brescia, atti dell’VIII seminario sulla didattica dei Beni Culturali (Brescia 1986), Brescia, Squassina,1988.
– Francesco De Leonardis, Guida di Brescia, Brescia, Grafo Edizioni, 2008.

[Sitografia]

Lombardia Beni Culturali
iCastelli.it

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