Castel Trauttmansdorff

Descrizione

Nella cittadina tirolese di Merano, racchiuso tra le montagne, sorge Castel Trauttmansdorff con i suoi magnifici giardini. Le origini del castello risalgono al Medioevo, intorno al 1300, nel podere Neuberg che sorgeva sull’area dell’attuale castello. Nella parte sudorientale sono visibili ancora oggi le tracce delle mura medievali. All’interno del castello, invece, la Sala degli affreschi, ornata da delicate pitture, risalirebbe al rinascimento. Intorno alla metà del XIX secolo l’edificio, ormai diroccato, venne acquistato dal conte Joseph von Trauttmansdorff che lo ampliò e integrò degli elementi neogotici. Il successivo proprietario, il barone Friedrich von Deuster, nel 1899 arricchì il castello con un’ala nuova in stile neo-rococò, che ne modificò la planimetria e la silhouette. Dopo le due guerre mondiali il castello fu trascurato, ma nel 2000 venne riqualificato e rinnovato, portandolo nuovamente al suo splendore originario.

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Cenni storici

Castel Trauttmansdorff è famoso per essere stato uno delle abitazioni in cui soggiornava l’Imperatrice Sissi. La prima volta Sissi, il 16 ottobre 1870, vi arrivò a bordo della nuova Ferrovia del Brennero con 102 persone al seguito. Il castello fu rinnovato e arredato per l’arrivo dell’Imperatrice, la quale, con la cagionevole figlia Maria Valerie, fu la prima inquilina a occupare nuovamente le stanze del castello. Venne installato appositamente per lei un telegrafo che la collegava direttamente con Vienna. Sissi, durante gli otto mesi della sua permanenza, condusse una vita ritirata. Grazie al suo soggiorno e alla rapida guarigione della figlia, il paese di Merano e il castello divennero una meta ambita da nobili e benestanti. L’imperatrice vi ritornerà 18 anni dopo, a seguito della prematura perdita del figlio Rudolf, dando l’ordine di prenotare il castello per un altro soggiorno.

Focus narrativi

Il castello, famoso per i soggiorni dell’Imperatrice Elisabetta, Sissi, racchiude in sé quei momenti di libertà che l’Imperatrice poteva concedersi lontana dalla vita frenetica della corte viennese. Infatti ancora oggi aleggia nel castello la sua presenza quasi divina. Sissi era amata da tutti per la sua bontà e semplicità, per questo motivo quando arrivò al castello in completo incognito, i nobili e il popolo che a attendevano con ansia rimasero delusi nel non poter accogliere e salutare la loro amata Imperatrice. Nonostante questo primo benvenuto fallito Sissi visitò spesso la cittadina, fermandosi come da sua consuetudine a parlare con il suo popolo.

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Altri elementi che rimandano il nostro immaginario a Sissi sono le statue e i percorsi che si trovano all’interno del giardino della tenuta, che all’epoca apparteneva al cavaliere imperiale Moritz von Leon, che acconsentì a trasferirsi in una vicina villa durante il soggiorno dell’Imperatrice. Sul lato sud del castello, chiamato la terrazza di Sissi, su una panchina di pietra bianca, vi si trova una statua costruita in suo onore. Questa panchina si affaccia sui giardini acquatici delle ninfee e i fiori di loto, abitati oggi da carpe Koi, e i terrazzamenti dei giardini floreali. La statua rappresenta l’Imperatrice mentre osserva l’incantevole giardino e le montagne che lo circondano.

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I giardini di Castel Trauttmansdorff oggi rappresentano la maggiore attrattiva del maniero. Con oltre 80 diversi ambienti botanici su un’area di 12 ettari, vi si possono trovare diverse varietà di flora e fauna provenienti da diverse parti del mondo. Il giardino è diviso in diverse aree: boschi del mondo, il giardino del Sole, i giardini acquatici e i paesaggi dell’Alto Adige. In quasi ognuna di queste zone si possono trovare diverse varietà di fauna, come: gli alpaca, le farfalle, le pecore Zackel ungheresi, la voliera con aironi e pappagalli, le carpe Koi nel laghetto delle ninfee e una piccola fattoria con conigli, maialini d’india e galline bianche. Il tutto rende questo giardino un luogo pieno di pura magia, che si è aggiudicato il titolo di “Il Parco più bello d’Italia” e “Giardino Internazionale dell’anno 2014”.

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All’interno dei giardini, nel punto più alto, sorge il giardino degli innamorati, opera d’arte moderna dedicata al sentimento più conosciuto e profondo dell’essere umano: l’amore. Il cancello d’entrata segna il passaggio al buon ritiro, un luogo di quiete e rifugio segreto. Seguendo il percorso circolare, con delle lastre di metallo con scritto “ti amo” in varie lingue e sculture che celebrano l’amore, si giunge nel cuore dell’opera. L’area è costituita da tre piccoli padiglioni posizionati su uno specchio d’acqua, disposti a guisa di giganteschi mazzi di fiori di tre colori diversi, in ordine: giallo, rosso e bianco. Al loro interno gli innamorati celebrano un rituale suddiviso in tre fasi: l’abbandono, la promessa e l’eternità, corrispondenti all’ordine dei colori già riportati.

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Oggi il castello ospita il museo del turismo di Merano e del Sudtirolo. Nel 2003 fu allestito nelle sale restaurate del castello. La mostra richiama visitatori di ogni età grazie alla proposta di un viaggio curioso e divertente alla scoperta di 200 ani di storia del turismo alpino. Il Touriseum è il primo museo dell’area alpina che affronta con inventiva e stile la storia e attualità del fenomeno turistico. Il museo è ricco di fantasiose scenografie, produzioni audio e video e ricostruzioni fedeli degli oggetti e dei luoghi delle varie epoche. Un museo interattivo che accompagna i visitatori lungo 20 sale, una più affascinante dell’altra. Una delle attrazioni più particolari è sicuramente il “Gioco dell’Alto Adige”, una sorta di flipper lungo dieci metri, considerato il più grande al mondo, intagliato nel legno.

Spunti videoludici

L’immensa varietà di piante all’interno dei giardini, le divertenti installazioni educative per i bambini e le artistiche architetture donano ai giardini di Castel Trauttmansdorff un fascino che si può trovare solo nelle migliori delle fiabe. Unendo si alla vivacità del Tourisuem all’interno delle sale del castello sarebbe interessante creare un educational game, per grandi e piccini, sulla flora e la fauna che abitano il maniero, collezionandoli facendo una fotografia, avendo poi anche una scheda informativa su ognuno di questi. Imparando andando all’avventura, scoprendo ogni angolo segreto del magico giardino, che racchiude molteplici sorprese. All’interno del giardino vi è un’opera d’arte che celebra l’amore, si potrebbe rendere ancora più interattiva con un’avventura grafica che richiami le tre fasi sotto forma di una vera storia d’amore nata all’interno del castello.

[Bibliografia]

– Manuela Ventura, Samuele Sancassiani, Una passeggiata per i giardini di Castel Trauttmansdorff, Firenze, Phasar, 2006;
– Karin Ortler, I giardini di Castel Trauttmansdorff: Un giro nel parco più bello d’Italia a Merano / Alto Adige, Bolzano, Athesia Tappeiner Verlag, 2017;
– Josef Rohrer, Trauttmansdorff – La residenza invernale dell’imperatrice Elisabetta, Regensburg (Germania), Schnell & Steiner, 2017.

[Sitografia]

Giardini Castel Trauttmansdorff
Museo Touriseum

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