Descrizione
Il comune di Castel d’Aiano è il più alto del territorio bolognese e si innalza sulle valli del Panaro e del Reno. Presenta elementi naturalistici di eccezionale varietà che aprono la vista a scenari del tutto unici. Ideale per camminatori e amanti della natura, tutta la zona offre molti spunti per un soggiorno prolungato: le Grotte di Labante e l’Orrido di Gea offrono, insieme ai boschi circostanti, paesaggi ricchi di spunti, presenti d’altra parte anche dal punto di vista storico, con le trincee della Seconda guerra mondiale.
La zona oggi offre soprattutto ristoro e accoglienza per fuggire dalla frenesia cittadina, fornendo servizi ben graditi anche agli amanti della gastronomia, in particolare con i piatti a base del pregiato tartufo bianco, tipico di questi luoghi.
Location
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Focus narrativi
A San Cristoforo di Labante, nella valle dell’Aneva, è possibile imbattersi in una formazione di origine carsica tra le più importanti d’Italia, le
Grotte di Labante. Sono formate da travertino, la roccia che divenne tanto famosa sin dai tempi dei romani, che la utilizzarono per molte delle costruzioni che ammiriamo oggi (come ad esempio il Colosseo). Tale formazione carsica si trova all’interno di un sito naturale protetto. In base ai manufatti ritrovati, si pensa che i primi utilizzi del travertino delle grotte siano da attribuire agli
Etruschi. Lo scenario che si delinea al visitatore è davvero suggestivo, accompagnato da cascate d’acqua e dalla natura tipica dell’appennino bolognese.
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Essendo il capoluogo più alto del bolognese (830 metri), durante la
Seconda guerra mondiale il territorio si trovò nel bel mezzo della
Linea Gotica. All’interno di questo insieme di fortificazioni tedesche che sfruttarono gli ostacoli del terreno e i vantaggi dell’ambiente naturale, è possibile distinguere oggi le
trincee del Monte della Spe (a 934 metri). Nel 2013 sono state recuperati alcuni camminamenti dell’esercito tedesco e alcune trincee scavate dagli Alleati, formazioni che nel marzo del 1945 furono al centro di un violento scontro a fuoco, causando molte vittime, in un intervallo di tempo di circa 40 giorni.
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Un altro elemento naturalistico degno della nostra attenzione è il cosiddetto “
Orrido di Gea”. Risalendo lungo il torrente Gea è possibile inoltrarsi lungo un percorso di antiche mulattiere in ciottolato, accendendo alla vista di un mulino utilizzato per macinare il grano. In mezzo al bosco di castagni si apre dunque la vista del letto del torrente, ricco di cascate e pozze d’acqua, muschi e felci, per uno scenario molto evocativo.
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Il territorio di Castel d’Aiano e il sottobosco che si espande nei dintorni sono un habitat ideale e fertile per il
tartufo bianco pregiato “Tuber Magnatum Pico”. Il fungo cresce sotto terra a profondità che variano da pochi centimetri fino a oltre un metro, sfruttando specialmente le zone in cui sono presenti gli alberi di faggio, nocciolo e altri presenti nei terreni marnosi-calcarei come quelli dell’Appennino bolognese.
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Una personalità storica particolarmente rilevante come quella di
Azzo d’Este passò da questi territori conquistandone il
Castello di Aiano. Sin dalla giovinezza ci viene descritta dalle cronache del tempo come una personalità molto controversa: pare che fosse l’assassino del padre Obizzo II e che, pur di avere in sposa la figlia di Carlo II d’Angiò, il re di Napoli, sborsò un’enorme quantità di denaro. L’episodio è citato anche da
Dante Alighieri nel Purgatorio della
Divina Commedia, in una terzina che descrive il re Carlo II: ‘L’altro, che già uscì preso di nave,| veggio vender sua figlia e patteggiarne | come fanno i corsar de l’altre schiave’.
Fonti e link
[Bibliografia]
- Goldoni C. M., Atlante estense - Mille anni nella storia d'Europa - Gli Estensi a Ferrara, Modena, Reggio, Garfagnana e Massa Carrara, Modena, Ed. Artestampa, 2011
- Sapegno N., Purgatorio, Firenze, La Nuova Italia, 2004.
[Sitografia]
Comune di Castel d’Aiano. Le grotte di Labante
Storia e memoria di Bologna
Linea Gotica