Descrizione
Casa Machiavelli, più comunemente detta “l’Albergaccio”, fu la dimora di Niccolò Machiavelli durante il suo esilio da Firenze, a partire dal 1512. La casa è situata in località Sant’Andrea in Percussina, nel comune di San Casciano in Val di Pesa.
Location
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Focus narrativi
Le giornate dell’autore scorrono in maniera ciclica. Durante il giorno svolge mansioni di poco conto, si reca nel proprio bosco, dove passa il tempo controllando l’operato dei taglialegna. Passa il pomeriggio in osteria a giocare a carte per guadagnare qualche soldo. Incontra le persone più disparate e ne studia i modi per arricchire la sua visione della realtà.
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Attraverso il
gioco d’azzardo («con questi io m’ingaglioffo per tutto dì giuocando a cricca, a trich-trach») Machiavelli effettua una riproduzione in scala ridotta degli schemi politici dell’epoca. Tramite strategie e modi di fare non del tutto corretti cerca un tornaconto personale. La differenza sostanziale rispetto al vero ambiente politico riguarda la levatura degli avversari, definiti dall’autore come dei parassiti, non degni della sua intelligenza politica.
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La sera, rielaborando le esperienze del giorno e rivolgendo l’attenzione ai propri studi delle opere classiche, getta le basi per la propria
opera politica, in una sorta di rituale che lo vede "spogliarsi" degli abiti mondani, per indossare quelli nobili, adatti a una lettura colta e umanistica.
Fonti e link
[Bibliografia]
Niccolò Machiavelli,
Lettera a Francesco Vettori in
Opere, a cura di Mario Bonfantini, R. Ricciardi Editore, Milano-Napoli 2006.
[Sitografia]
Lettera XI a Francesco Vettori su Wikipedia
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