Descrizione
Cairano, il quarto paese più piccolo della Campania (con soli 348 abitanti), è situato in una posizione di incredibile bellezza, su di una rupe che da sola domina la valle dell’Ofanto e del Sele. Proprio la sua posizione agevolata ne fece punto d’interesse già per i romani, a cui seguirono altre dominazioni, per divenire in tempi recenti anche ambientazione per un intero film, La donnaccia.
Il paese presenta inoltre delle caratteristiche grotte naturali, utilizzate in passato come stalle, depositi e cantine. Queste sono scavate nel fianco della montagna, rifinite con muri frontali in pietra e porte e inserite in uno dei percorsi paesaggistici più notevoli della zona.
Location
Get directions
src="https://www.google.com/maps/embed/v1/place?q=40.8957712,15.368130400000041&key=AIzaSyCeYjHtEdNCpL9l68QilMLNa_ebRx0CDw8">
Focus narrativi
Una
leggenda cairanese, tramandata per secoli, tratta dell’
uccisione di Milone, candidato al Consolato nella fazione pompeiana durante la guerra civile tra Cesare e Pompeo. Una
contadina di Cairano, dopo essere tornata dalla campagna ed essersi accorta che mancava l’acqua, prese un recipiente recandosi alla fontana del paese. Riempito il recipiente, la donna si avviò verso casa camminando per il sentiero che sale verso il paese. All’improvviso, sentendo dei rumori strani che venivano dalla valle e notando delle ombre confuse, invece di scappare cercò di scoprire la causa di quei rumori. Nel far ciò, senza esporsi personalmente, spinse col piede alcuni massi malfermi sull’orlo del viottolo che naturalmente precipitarono con gran fragore. Quando un grande urlo venne dal basso, la contadina scappò al paese e diede l’allarme. A quanto pare, le pietre che aveva spinto la contadina avevano colpito mortalmente Milone e messo scompiglio nel suo drappello di uomini. Questi avevano intenzione di assaltare l’accampamento romano ma furono così fermati da una contadina.
***
L’intero paese fece da unico scenario per il
film neorealista La Donnaccia, di Silvio Siano. Il film, del 1965, narrava la storia del ritorno obbligato di una prostituta, vissuta per gran parte della sua vita all’estero, nel suo piccolo paese d’origine e le difficoltà conseguenti, trattando così le superstizioni della società contadina del tempo, utilizzando gli stessi abitanti del luogo come comparse e attori.
***
Nelle grotte cairanesi, durante la
Seconda guerra mondiale, venne rifugiandosi un
aviatore statunitense, precipitato nella zona. Leggenda vuole che gli abitanti decisi a nasconderlo ai tedeschi gli portassero cibi del posto (particolarmente piccanti) che l’americano non gradiva ma, per ovvi problemi di incomprensioni dovute alla lingua, il suo diniego non venne recepito. Ciononostante il soldato conservò un bellissimo ricordo della generosità dei cittadini che, in tempo di guerra, si erano privati del cibo pur di aiutarlo, e mantenne i rapporti con il paese anche dopo il suo ritorno in patria. Un rapporto che continua per tramite del figlio.
Fonti e link
[Bibliografia]
G. C. Mazzeo,
Memorie di Cairano, Calitri, 1990
N. Schiavone,
La roccaforte di Cairano dalle origini al 1860, sullo sfondo storico dell’Irpinia e del Meridione, Lioni, Tipolitografia Irpina
[Sitografia]
Borghi Magazine