Bagno di Romagna

Descrizione

La località è famosa, da tempo immemore, per i suoi stabilimenti termali. Adagiata sull’Appennino tosco-romagnolo, Bagno di Romagna possiede origini e storie antiche che ne hanno determinato la conformazione di comune “sparso” estendendosi per diversi chilometri e comprendendo numerose frazioni ricche di storia, tra le quali San Piero, quella che negli anni ha visto il maggiore afflusso demografico della zona. Il territorio di Bagno comprende boschi e cascatelle che contribuiscono a rendere il luogo magico e popolato da alcune leggende.

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Cenni storici

Nel borgo di Bagno è attestata la presenza dell’uomo sin dall’Età del bronzo, grazie ad alcuni reperti archeologici lì ritrovati. La storia dell’evoluzione del luogo è legata a quella di Sarsina, centro abitato non distante in cui, in epoca romana, risiede gran parte della popolazione latina legata al borgo. Bagno (dal nome latino balneum) sorge e diviene meta frequentata grazie alle proprietà terapeutiche delle sue acque termali e alla sua posizione strategica sulla via che conduce a Ravenna, snodo marittimo fondamentale del periodo romano.
Dopo la caduta dell’Impero e la devastazione operata dai Goti nel 540, il piccolo borgo subisce una crisi da cui si riprende soltanto nel IX secolo, fino a quando ritorna a splendere e fiorire sotto il governo della famiglia dei Guidi nel 1300. Collegandosi strettamente allo sviluppo e alle vicende dei borghi vicini (come San Piero in Bagno), in questi anni le attività rinascono grazie all’organizzazione del mercato e la delimitazione di confini ben definiti, grazie alla fortificazione e alla cinta muraria.
L’influenza dei Guidi lascia presto il posto all’egemonia medicea di Firenze, che dirige il borgo sviluppando artigianato locale e altre attività collaterali. Nel 1527 Bagno di Romagna non sfugge al celebre Sacco dei Lanzichenecchi, i soldati che dirigendosi verso Roma si “intrattengono” a Bagno con efferati atti di devastazione ambientale e violenza. Il loro passaggio è quasi obbligato dal ruolo strategico sempre maggiore esercitato dal borgo nella direzione dagli Appennini verso nord e viceversa.
Rimasta nell’influenza medicea fino all’Unità d’Italia, Bagno diviene tristemente nota per l’eccidio del Carnaio e per le aspre lotte tra nazifascisti e partigiani e alleati a partire dal 1943 essendo il borgo collocato nei pressi della Linea Gotica.

Focus narrativi

Le virtù terapeutiche delle acque del luogo sono elogiate sin dall’antichità. Già gli antichi romani le consideravano un dono delle divinità terrestri; oggi i geologi sottolineano ugualmente la storia dell’acqua alla stregua di un piccolo miracolo naturale: “quell’acqua calda è infatti la pioggia caduta 10.000 anni fa nella parte centrale dell’Appennino tosco-romagnolo (Monte Penna, Poggio allo Spillo, Passo dei Mandrioli). Durante questi millenni è penetrata nel sottosuolo, si è riscaldata per effetto geotermico e arricchita di benefiche virtù. Divenuta un concentrato di elementi naturali attivi (zolfo, bicarbonato, sodio, potassio, calcio, magnesio, fluoro, cloro, litio, manganese, ferro ammonio), è infine risalita, lungo una faglia, fino a Bagno di Romagna dove sgorga a temperature tra i 39°C e 47°C. Quando sgorga è pertanto fisiologica perché contiene elementi attivi che corrispondono a quelli del corpo umano” (da bagnodiromagnaturismo.com).

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Celebri sono i versi dell’autore latino Marziale dedicati all’antica Balneum (che per comodità riportiamo nella loro traduzione italiana di Ezia Rossi Finamore):
“O ninfa, regina dell’onda che a te è sacra, alla quale sabino, come pio dono, dedicò in segno di gratitudine templi che resteranno eterni, così l’Umbria che si estende ridente tra i monti, veneri sempre le tue sorgenti, nè la tua Sarsina abbia mai a preferire le acque di Baia”.
Secondo gli studiosi, nel passo si rintracciano elementi ben precisi che si riferiscono alle sorgenti termali di Bagno e alla realtà della vicina Sarsina: “è probabile che […] Marziale abbia proposto una commistione tra realtà differenti ma contigue, alludendo tanto al capoluogo che fu patria dell’amico Sabino, con i suoi templi e le sue terme, quanto al comprensorio di vallata. Certo è che la citazione delle acque calde di Baia, nei Campi Flegrei, non lascia dubbi sul parallelo che il poeta intendeva istituire con le sorgenti di Bagno, uniche in tutto il territorio per le loro qualità termali” (da Jacopo Ortalli, Bagno di Romagna nell’antichità. Le terme, l’insediamento, il territorio).

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Nel 1412 si verifica il cosiddetto “Miracolo eucaristico di Bagno di Romagna”. Lazzaro, un monaco camaldolese nell’atto di celebrare la messa e consacrare il vino, vede la bevanda ribollire e trasformarsi in sangue macchiando il proprio corporale. Si racconta che questi fosse stato appena assalito dal dubbio sull’effettiva transustanziazione, venendo quindi smentito in maniera miracolosa dall’evento. Studi degli anni ‘50 hanno analizzato le macchie sul telo e confermato che si trattava di sangue. La reliquia è tuttora conservata ed esposta periodicamente in una chiesa del paese.

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Tra il 1918 e il 1920 l’Appennino forlivese è interessato da sciami sismici di alta intensità. Tutti i paesi del terremoto subiscono gravi devastazioni, che complicano notevolmente la vita di molti degli abitanti messi in ginocchio dal già difficile dopoguerra.

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Durante la Seconda guerra mondiale il comune di Bagno si trova attraversato dalla “Linea Gotica”, lo spazio fortificato che Hitler ordina di costruire per fermare l’avanzata degli Alleati nel nord Italia. L’esercito britannico e i partigiani italiani dell’8^ Brigata Garibaldi occupano il paese soltanto dopo scontri durissimi con i tedeschi. Proprio in quel territorio viene ideato uno dei primi esperimenti di governo partigiano, la Repubblica del Corniolo, ad oggi legata al ricordo della figura di Riccardo Fedel: il “Comandante Libero”, dopo aver compiuto azioni decisive per la Resistenza, è ucciso in Romagna nel 1944 in circostanze ambigue chiamando in causa altri partigiani a lui antagonisti; il suo corpo non è mai stato ritrovato. Ad oggi la sua vicenda è ancora fonte di dibattito storiografico.

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Uno degli episodi tristemente noti del secondo conflitto bellico che interessa il territorio di Bagno è l’“Eccidio del Carnaio”. Il 25 luglio 1944, in risposta all’uccisione di tre soldati tedeschi da parte dei partigiani, 26 cittadini tra San Piero e Bagno vengono portati sotto una grande quercia (ormai scomparsa) e fucilati. Le operazioni di rastrellamento dei nazifascisti cominciano sin dal mattino: sono incendiate diverse case e prelevate anche donne e bambini. Tra i prigionieri ci sono inoltre dieci operai dell’Organizzazione Todt di Bagno (un’impresa del governo tedesco che si occupava di costruzioni e infrastrutture). Il cappellano militare don Ilario Lazzaroni viene fucilato con una raffica alle spalle mentre tenta di intercedere per la liberazione delle vittime presso il comando tedesco. Dopo alcune liberazioni e altre vicende di cui ci è giunta nota sulla relazione storica del comune di Bagno (vedi bibliografia), le vittime vengono fucilate alla sera.

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Bagno è un borgo immerso nel verde. I boschi nei dintorni si distendono lungo colline sinuose, alternati a corsi d’acqua rigogliosi e piccole cascatelle che rendono il paesaggio un luogo dalle parvenze magiche e incontaminate. Una leggenda, tramandata oralmente da anni su tutto il territorio romagnolo, parla della presenza di un “sentiero degli gnomi” e del fatto che i boschi circostanti siano abitati dai piccoli esserini. Una puntata della trasmissione televisiva “Voyager” andata in onda il 25 dicembre 2017 racconta di come, due anni prima, una guida del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi ha affermato di aver visto e aver interloquito nel bosco con dei piccoli esserini classificabili come gnomi. A conferma della veridicità della testimonianza, viene mostrata anche una fotografia donatagli da un banchiere: anni prima, fermatosi con la moglie in una piazzola di sosta lungo il bosco, vede comparire uno gnomo e riesce a fotografarlo.

Spunti videoludici

La conformazione di Bagno di Romagna e il bosco circostante rendono il luogo perfetto per l’ambientazione di un’opera videoludica. Adattabile sia per adulti che per piccini, la storia degli gnomi può assumere contorni horror o scanzonati, fornendo ampio materiale narrativo su cui lavorare.
Anche la storia delle terme di Bagno può facilmente prestarsi a un contesto d’invenzione o scientifico che racconti il percorso compiuto dalle acque, la particolarità della loro temperatura e gli elogi sui benefici ricevuti in diverse epoche storiche.
Come gran parte dell’Appennino romagnolo, anche Bagno di Romagna è uno dei paesi in cui la lotta partigiana e gli scontri tra nazisti e Alleati furono cruenti. Ciò fornisce una ghiotta occasione per l’ambientazione di videogiochi di vicende belliche e biografiche (in particolare risultano interessanti le storie di Riccardo Fedel e del sacrificio del parroco nell’Eccidio del Carnaio).

[Bibliografia]

– Ezia Rossi Finamore, Anselmo Calvetti, La leggenda delle origini delle terme di Bagno e gli antichi culti idrici in Romagna, Faenza, 1979 [opuscolo].
– Guglielmo Marconi, Vita e ricordi sull’8.a brigata romagnola, Rimini, Maggioli, 1985.
– Claudio Pavone, Una guerra civile, Torino, Bollati Boringhieri, 1991-1994.
– Giuliano Marcuccini, Relazione approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 71 del 28 novembre 2003, Bagno di Romagna: un comune sulla “Linea Gotica” durante il passaggio del fronte.
– Jacopo Ortalli, Bagno di Romagna nell’antichità. Le terme, l’insediamento, il territorio, Sesto Fiorentino (FI), All’insegna del Giglio, 2004.
– Raffaele Iaria, I miracoli eucaristici in Italia, Roma, Edizioni Paoline, 2005.
– Giorgio Fedel, Storia del Comandante Libero. Vita, uccisione e damnatio memoriae del fondatore della Brigata partigiana romagnola, Milano, Fondazione Comandante Libero, 2013.

[Sitografia]

Bango di Romagna Turismo
Comune Bagno di Romagna

[Scheda Film Commission]

Emilia-Romagna Film Commission

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