Bagnaia

Descrizione

Bagnaia è una frazione di Viterbo, situata sul tratto della Via Francigena che passa tra i Monti Cimini, celebre per il giardino manieristico di Villa Lante (vai alla scheda).
Balnearia, o Bagnaia, significa in latino volgare “luogo dei bagni” e indica l’abbondanza idrica del territorio su cui ha sede il borgo. Sorge su un enorme sperone di peperino, pietra di origine vulcanica, sito a 425 metri di altitudine; è contornato da folti boschi che costituiscono le falde dei monti Cimini (fonte).
È considerato uno dei borghi più affascinanti della Tuscia a partire dal centro storico, raccolto nella cosiddetta “città di dentro”.
Si accede al borgo attraverso un ponte che affianca da un lato la Chiesa di San Giovanni Battista (terminata nei primi anni del 1600) e, dall’altro lato, dal Palazzo delle Logge (del XIII secolo), affiancato a sua volta dalla torre circolare dell’orologio, datata secondo la storiografia locale al 1211, che si erge sull’accesso principale alla “città di dentro”, a presidio dell’antico castello medievale. Di contrappunto a quella circolare, dall’altro lato della porta “Il Torrino”, una torre quadrata dotata di meridiana che protegge l’entrata al paese. Il paese – in cui sono ancora riscontrabili i palazzi di alcune famiglie nobili locali – è circondato dalla parte restante delle mura difensive originarie (esito di diversi interventi di costruzione, a partire dal X secolo).

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Cenni storici

Già presente in età etrusca, il borgo aveva un alto valore strategico, posto com’era alle pendici dei Monti Cimini. Castrum dotato di castello, la cittadina durante il Medioevo fu oggetto di scambi feudali e di un costante gioco di elargizioni; assunse un interesse maggiore a partire dal 1194, quando Viterbo, “Città dei Papi”, divenne cattedra vescovile ai danni di Tuscania, e nel 1207 ospitò il Parlamento degli stati della Chiesa. Diversi pontefici, infatti, scelsero Bagnaia come proprio luogo di residenza, e il Palazzo dei Vescovi è la traccia più vivida del glorioso passato dell’abitato.

La rivoluzione urbanistica dei secoli XV-XVI, favorita da vescovi e cardinali che avevano preso a frequentare la località come residenza estiva, si è conclusa con l’espansione dell’abitato e la realizzazione della Villa Lante a metà del Cinquecento.

Da un punto di vista storico-politico, come preferenziale residenza estiva dei vescovi, Bagnaia fu costantemente interessata dalle vicende politiche che interessarono per secoli Viterbo: “dopo il 1202 la storia di Bagnaia va a fondersi e confondersi con quella di Viterbo, seguendone le sorti nel bene e nel male” (fonte).

Lo spostamento della sede papale a Viterbo creò, nella prima metà del XIII secolo, una progressiva insofferenza da parte di alcune famiglie della nobiltà locale: questa tensione esplose negli scontri tra guelfi (la famiglia Gatti) e ghibellini (famiglia Tignosi), e nella conseguente richiesta di intervento da parte dell’imperatore Federico II.

La liberazione di Viterbo dal controllo papale fu impedita dalla resistenza dei guelfi guidata dal cardinal Capocci. La vittoria del partito dei guelfi comportò per i secoli a venire il controllo dei papi sul territorio di Viterbo.

Focus narrativi

Bagnaia è famosa nel viterbese per il Sacro fuoco di Sant’Antonio: un’enorme pira di oltre 8 metri di altezza per circa 30 metri di circonferenza che viene accesa ogni anno il 16 gennaio.

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Interessante, a proposito degli scontri tra guelfi e ghibellini che interessarono l’area, il fatto che il primo documento storico attualmente disponibile attribuibile a Bagnaia, risalente al 963, riporti i nomi dei nobili che possedevano il castello in quel periodo: si menziona infatti un certo Landolfo, che è risultato da un’analisi onomastica capostipite della famiglia Tignosi di Viterbo. “Che i Tignosi appartenessero ad una piccola nobiltà rurale sembra essere confermato dal fatto che comparvero sulla scena politica di Viterbo solo all’inizio del XIII secolo” (fonte). Bagnaia, residenza estiva dei vescovi della Viterbo “Città dei Papi”, fu paese natio della famiglia che quasi due secoli dopo sarebbe stata la più acerrima nemica locale del papato!

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La Neviera o Pozzo della Neve voluta dal Cardinal Montalto per mantenere a temperatura ghiacciata le bevande. La costruzione della ghiacciaia – una costruzione cilindrica, interrata per circa 10 metri e con diametro di analoga misura – fu deliberata dal Consiglio Comunale di Bagnaia nel 1601 che decise di farla riempire di neve ogni inverno a spese della comunità, per mantenere fresche le bevande durante l’estate. Sembra infatti che il cardinale Montalto fosse ghiotto di gelati e bevande ghiacciate.

Spunti videoludici

Coesistenza nel microcosmo Villa Lante / Bagnaia di diversi periodi storici e artistici: Medioevo, Rinascimento, Manierismo. Polarizzazione Clero / Nobiltà e Guelfi / Ghibellini.
Villa Lante rappresenta di per sé un microcosmo, risultato di un progetto architettonico complessivo che delinea differenti location: le fontane, i casini, il labirinto, i piani collegati da una narrazione degli spazi attraverso l’elemento dell’acqua. Il microcosmo può essere esteso al paese di Bagnaia, altrettanto circoscritto e caratterizzato da spazi definiti: le mura del borgo e il ponte di collegamento, il Palazzo della Loggia, la Torre del Borgo, il Torrino con le meridiane, la Porta del Borgo (via di accesso al centro medievale), i palazzi delle famiglie di spicco del borgo, i diversi luoghi di culto.
L’allargamento del microcosmo al borgo insieme alla Villa consentirebbe di indagare videoludicamente le intricate vicende locali, che nei secoli videro – dal momento in cui Viterbo divenne “la Città dei Papi” a partire dal Duecento fino alla costruzione di Villa Lante nel Cinquecento – una complessa coesistenza tra il clero e la nobiltà locale, con relativi scontri tra guelfi e ghibellini.

[Bibliografia]
Carla Benocci, Villa Lante a Bagnaia tra Cinquecento e Seicento, la Chiesa in forma di villa. Viterbo: Ghaleb Editore, 2010
Arcangelo Carones, Memorie istoriche della terra di Bagnaia. Viterbo, 1983
Sabine Frommel, Villa Lante a Bagnaia, Atti del convegno internazionale. Milano: Electa, 2005
Giuseppe Giontella, Cronotassi dei vescovi della diocesi di Tuscania, in Rivista Storica del Lazio, anno V (1997), n. 7
Cesare Pinzi, Il castello e la villa di Bagnaia già Signoria dei Vescovi viterbesi. Viterbo, 1908
Edith Wharton, Ville italiane e loro giardini. Firenze : Passigli, 1998

[Sitografia]
Viterbo.it
Bagnaia/artecittà.it

[Scheda Film Commission]
Lazio Roma Film Commission

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